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Rovere (o quercia) e lo stile araldico italiano

Inviato:
sabato 20 novembre 2004, 19:05
da antonio_conti
Buongiorno, avrei un quesito da proporre.
Tutti abbiamo presente la classica forma del (o della) rovere in molte armi di famiglie italiane. Stilizzata con grandi foglie e frutti (perché si capisca bene di quale pianta si tratta), il tronco più o meno nodoso, i rami passati in doppia croce di S. Andrea, spesso sradicata.
Così descritta, d’oro in campo azzurro, è l’arma dei Della Rovere (di Torino e quindi di Savona che dai primi la mutuarono), ma è anche la rappresentazione della quercia per eccellenza nell’araldica italiana?
Per quanto mi risulta le numerose armi che contengono questa figura così caratteristica, l’hanno derivata (direttamente o indirettamente) dai Della Rovere savonesi, per tramite dei cardinali e dei papi rovereschi, o per concessione dei duchi di Urbino, a partire dall’ultimo trentennio del Quattrocento.
Ferruccio Ferruzzi nella sua comunicazione “Caratteri storici dell’araldica italiana” al XXIII Congresso internazionale di scienze genealogica e araldica (Torino 1998), notò: “l’esistenza di alcune figure tipiche come la quercia dai rami decussati”.
La mia domanda è questa. La tipicità riscontrata da Ferruzzi è realmente tale, nel senso che la classica rappresentazione della quercia araldica in Italia è quella, oppure la tipicità non deriva in realtà dall’amplissima diffusione diretta e indiretta dell’arma roveresca?
Esistono, per quanto risulta a voi, armi con quella figura araldica che non derivano direttamente o indirettamente dai Della Rovere torinesi e savonesi? A me è capitato tra le mani solo il caso dei Roverella, ma le mie fonti sono limitate, e i Roverella forse non sono gli unici. Chissà poi se per i potesi i Roverella non siano stati influenzati dall’arma roveresca nel disegno della quercia nel loro stemma?
Antonio Conti
Re: Rovere (o quercia) e lo stile araldico italiano

Inviato:
sabato 20 novembre 2004, 20:16
da fra' Eusanio da Ocre
antonio_conti ha scritto:Buongiorno, avrei un quesito da proporre.
Tutti abbiamo presente la classica forma del (o della) rovere in molte armi di famiglie italiane. Stilizzata con grandi foglie e frutti (perché si capisca bene di quale pianta si tratta), il tronco più o meno nodoso, i rami passati in doppia croce di S. Andrea, spesso sradicata.
Esatto.
Così descritta, d’oro in campo azzurro, è l’arma dei Della Rovere (di Torino e quindi di Savona che dai primi la mutuarono), ma è anche la rappresentazione della quercia per eccellenza nell’araldica italiana?
Sì, è una delle figure araldiche tipiche della nostra tradizione.
Per quanto mi risulta le numerose armi che contengono questa figura così caratteristica, l’hanno derivata (direttamente o indirettamente) dai Della Rovere savonesi, per tramite dei cardinali e dei papi rovereschi, o per concessione dei duchi di Urbino, a partire dall’ultimo trentennio del Quattrocento. Ferruccio Ferruzzi nella sua comunicazione “Caratteri storici dell’araldica italiana” al XXIII Congresso internazionale di scienze genealogica e araldica (Torino 1998), notò: “l’esistenza di alcune figure tipiche come la quercia dai rami decussati”. La mia domanda è questa. La tipicità riscontrata da Ferruzzi è realmente tale, nel senso che la classica rappresentazione della quercia araldica in Italia è quella, oppure la tipicità non deriva in realtà dall’amplissima diffusione diretta e indiretta dell’arma roveresca?
Le due cose non sono separate fra loro.
Esistono, per quanto risulta a voi, armi con quella figura araldica che non derivano direttamente o indirettamente dai Della Rovere torinesi e savonesi? A me è capitato tra le mani solo il caso dei Roverella, ma le mie fonti sono limitate, e i Roverella forse non sono gli unici. Chissà poi se per i potesi i Roverella non siano stati influenzati dall’arma roveresca nel disegno della quercia nel loro stemma?
Antonio Conti
Sì, ce ne sono diverse... e certo una figura così tipica viene di solito usata a fronte di armi parlanti, o comunque collegate a motivi ben pertinenti e specifici. Ma non necessariamente
rovereschi...
Bene

vale

Inviato:
sabato 20 novembre 2004, 21:55
da antonio_conti
Gentile fra’ Eusanio
dunque la quercia rappresentata in questo modo potremmo definirla “all’italiana” così come sono definiti i caratteristici monti stilizzati di tante armi di famiglie del nostro Paese?
A quanto le risulta non si tratta di una influenza, foss’anche stilistica, derivante da un’arma che dai papi rovereschi, o dai duchi di Urbino, è “dilagata” un po’ ovunque?
Certamente fuori contesto “roveresco” io ho in mente il nuovo stemma araldico dei Carabinieri con un capo che (se non fosse per il leone illeopardito passante d'oro) io scherzosamente definirei “Della Rovere brisato”

, perché immagino (credo giustamente) che il dottor Michele D’Andrea si sia ispirato ad uno degli stemmi rovereschi o di derivazione roveresca per mutare il disegno della vecchia quercia di foggia più naturale precentemente utilizzata nell’arma.
Scherzi a parte…
Se lei potesse indicarmi qualche arma diciamo extra-roveresca le sarei molto grato.
Grazie in anticipo, dunque!
Antonio Conti

Inviato:
sabato 20 novembre 2004, 22:08
da fra' Eusanio da Ocre
antonio_conti ha scritto:Gentile fra’ Eusanio, dunque la quercia rappresentata in questo modo potremmo definirla “all’italiana” così come sono definiti i caratteristici monti stilizzati di tante armi di famiglie del nostro Paese?
In un certo senso sì, sebbene l'appellativo (a differenza di come accade per i monti all'italiana) non rientri nell'uso blasonico.A quanto le risulta non si tratta di una influenza, foss’anche stilistica, derivante da un’arma che dai papi rovereschi, o dai duchi di Urbino, è “dilagata” un po’ ovunque?
Potrebbe... ma c'è anche il discorso estetico: la figura si presta bene ad essere resa negli stemmi, e in specie sotto le abili mani dei nostri artisti, a prescindere da chi la usa.Certamente fuori contesto “roveresco” io ho in mente il nuovo stemma araldico dei Carabinieri con un capo che (se non fosse per il leone illeopardito passante d'oro) io scherzosamente definirei “Della Rovere brisato”

, perché immagino (credo giustamente) che il dottor Michele D’Andrea si sia ispirato ad uno degli stemmi rovereschi o di derivazione roveresca per mutare il disegno della vecchia quercia di foggia più naturale precentemente utilizzata nell’arma. Scherzi a parte… Se lei potesse indicarmi qualche arma diciamo extra-roveresca le sarei molto grato. Grazie in anticipo, dunque!
Antonio Conti
Lei ha già identificato da sè l'esempio
a-roveresco più recente e celebre!
Se gli dà tempo, il vecchio frate proverà a cercarne altri...
Bene

vale

Inviato:
martedì 23 novembre 2004, 23:21
da fra' Eusanio da Ocre
...eccone un po', quasi tutti a-rovereschi:
1) famiglie
- Geraldini (Amelia);
- Gianfilippi (Verona);
- De Dominicis (Roma, 1837);
- Sorbolonghi (Roma);
- Sclafenati (Parma);
- Tortolini (Empoli, 1690);
- Filonardi (Ferentino);
- De Placidis (Sacrofano, 1707);
- Mazio (Roma, 1870);
- Moscucci (Roma, XIX).
2) comuni
- Malè (TN);
- Roverbella (MN);
- Roverchiara (VR);
- Roverè della Luna (TN);
- Rovereto (TN);
- Roverè Veronese (VR);
- Roveredo in Piano (PN);
- Giove (TR);
- Cercepiccola (CB).
3) personalità ecclesiastiche
- Cardinale Gentile Partino da Montefiore (stemma documentato in Assisi, 1321:
un rovere, nodrito da un monte isolato all'italiana di sette cime poste 4, 2, 1);
- Cardinale Francesco Poli (Stemma documentato in Spoleto, datato 1647:
tre monti all'italiana affiancati, i laterali cimati ognuno da un rovere).
Bene

valete

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 1:19
da antonio_conti
Gentile fra' Eusanio, grazie davvero!
Questi esempi mi saranno certamente utili.
Oggi ero in biblioteca a cercare (inutilmente) notizie dei Martinelli di Borgo San Sepolcro sullo Spreti (famiglia forse troppo presto estinta?, assente anche dal di Crollalanza). Sfogliando il volume mi è cascato l'occhio sui Manfredi di Monopoli e Portici, anche questa famiglia, secondo Spreti, ha nello stemma un rovere dello stile che ci interessa...
Riguardo ai casi che lei ha gentilmente rintracciato ricordo come de Collenberg abbia a suo tempo citato il caso del cartinale Sclafenatus come uno dei primi cardinali ad aver assunto nel suo stemma l'arma, o una figura dell'arma, del pontefice al quale era particolarmente legato, in quel caso un papa roveresco.
Il caso dei Sorbolongo è interessante perché (salvo casi di omonimia certamente possibili, nonostante il particolare cognome) i Sorbolongo furono vicini ai duchi rovereschi.
Ho dato un’occhiata agli stemmi civici su internet (su araldicacivica.it e nei pochi siti istituzionali con stemma), l’unico con lo stile “roveresco” o impropriamente “all’italiana”, sembrerebbe essere quello di Malè, ma sul sito araldicacivica.it sembrerebbe trattarsi di un melo (cosa che non dubito, visto che da quelle parti ho contribuito anni fa –con grande fatica- alla raccolta dei preziosi pomi).
Anche il comune di Giove sembrerebbe avere uno stemma di tal fatta, ma ne ho trovate due versioni, una naturalistica ed una "roveresca"... caso dubbio e fortemente sospettato di plagio...
Per quanto riguarda le altre famiglie, ho visto che lei ha riportato delle date che sono spesso successive all’epoca del rilievo dei Della Rovere (papi e duchi di Urbino), chissà se lo stile del disegno di questi stemmi non si sia adeguato all’impronta lasciata dai Della Rovere in tanti stemmi famosissimi?
Intrigante l’esempio del Cardinale Gentile Partino da Montefiore (stemma documentato in Assisi, 1321: un rovere, nodrito da un monte isolato all'italiana di sette cime poste 4, 2, 1).
Lo stemma sembra antico davvero, assolutamente lontano (temporalmente parlando) da ipotetiche impronte roveresche, chissà poi da quale Montefiore proveniva questo prelato?
Lo stemma del XIV secolo ha il (o la) rovere disegnato nel modo del quale parliamo?
Ancora mille grazie per l’interessamento.
Cordialmente
Antonio Conti

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 12:10
da MMT
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Cardinale Francesco Poli (Stemma documentato in Spoleto, datato 1647: tre monti all'italiana affiancati, i laterali cimati ognuno da un rovere).
Francesco!? Forse ti riferisci a FAUSTO Poli, di cui abbiamo già parlato in altra discussione proprio a proposito del suo stemma (
http://www.anticheopinioni.it/Forum/viewtopic.php?t=592 )!
Ciao,
Michele.

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 13:42
da antonio_conti
Gentile Tuccimei,
ringrazio anche lei per aver voluto richiamare una precedente discussione, avvenuta in un periodo nel quale non ebbi modo di frequentare il Forum.
Più tardi, con calma leggerò quanto avete detto all'epoca.
Ancora grazie
Antonio Conti

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 18:02
da fra' Eusanio da Ocre
Giusto, caro Michele: lo stemma è esattamente lo stesso.
E, sul Cardinale Partino, credo che se qualche amico umbro avesse voglia di fare un salto ad Assisi, macchinetta digitale alla mano...
Bene

valete

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 18:58
da antonio_conti
...una gita ad Assisi ci sta sempre bene!... Dovrò fare una visita alla Sezione dell'Archivio di Stato a Gubbio, potrei allungare un po' il tragitto.
Se potessi sapere dove trovare lo stemma del cardinale Partino...
Antonio Conti

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 20:51
da MMT
antonio_conti ha scritto:Gentile Tuccimei,
ringrazio anche lei per aver voluto richiamare una precedente discussione, avvenuta in un periodo nel quale non ebbi modo di frequentare il Forum.
Più tardi, con calma leggerò quanto avete detto all'epoca.
Ancora grazie
Antonio Conti
E' stato un piacere, caro sig. Conti!
Michele.

Inviato:
mercoledì 24 novembre 2004, 20:53
da MMT
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Giusto, caro Michele: lo stemma è esattamente lo stesso.
E, sul Cardinale Partino, credo che se qualche amico umbro avesse voglia di fare un salto ad Assisi, macchinetta digitale alla mano...
Bene

valete
Sperando di tornare presto in Umbria, vecchio mio!
Michele.


Inviato:
venerdì 26 novembre 2004, 0:11
da antonio_conti
Gentile Sig. Tuccimei,
ho letto con interesse la discussione sullo stemma del card. Fausto Poli.
Ho notato come lei abbia qualificato i due roveri come "a mo' dello stemma della Rovere".
Ho letto che la famiglia del cardinale ebbe il suo stemma proprio per scelta (e necessità) di Fausto Poli allorquando divenne arcivescovo.
Siamo dunque in un'epoca in cui l'impronta roveresca poteva aver lasciato il suo segno, anche se proprio Urbano VIII fu l'artefice della devoluzione del Ducato di Urbino alla Sede Apostolica, ma questa è un'altra storia.
Cordialmente
Antonio Conti

Inviato:
lunedì 29 novembre 2004, 15:40
da fra' Eusanio da Ocre
antonio_conti ha scritto:...una gita ad Assisi ci sta sempre bene!... Dovrò fare una visita alla Sezione dell'Archivio di Stato a Gubbio, potrei allungare un po' il tragitto.
Se potessi sapere dove trovare lo stemma del cardinale Partino...
Antonio Conti
Nella chiesa inferiore della basilica di San Francesco, la prima cappella laterale sinistra (dedicata a San Martino) fu voluta dal Cardinale Gentile Partino, che vi si fece seppellire.
L'intero ambiente fu affrescato da Simone Martini in epoca imprecisata, ma comunque a ridosso degli anni 1321-1325.
In particolare, tali affreschi comprendono lo stemma del Cardinale di cui stiamo parlando, mostrati in duplice esemplare negli sguanci laterali della vetrata di fondo della cappella.
Bene

vale

Inviato:
lunedì 29 novembre 2004, 17:49
da antonio_conti
Che dire gentile fra' Eusanio,
ancora e sempre, grazie!
Cordialmente
Antonio Conti