Cognome e stemma del casato materno

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Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Uberto » venerdì 4 settembre 2009, 2:49

Buongiorno a tutti.

In merito a quanto scritto a "Passaggio di titolo", vorrei porre una domanda agli informatissimi frequentatori del forum:

ottenendo io all'anagrafe di aggiungere a quello paterno il cognome materno, acquisirei automaticamente il diritto di servirmi (senza corona, beninteso), dello stemma del casato di mia madre?

ringrazio da subito chi mi vorrà rispondere :)
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 4 settembre 2009, 8:56

Innanzitutto benvenuto! Nel nostro paese attualmente l'araldica privata di famiglia non è giuridicamente riconosciuta. Se tua mamma appartiene a famiglia d'importanza storica e la sua famiglia si estingue con lei, la normativa anagrafica vigente prevede quanto ti proponi:l'aggiunzione del suo cognome e eventuale predicato nobiliare al tuo cognome paterno. Per il privato uso sociale, se il casato materno era nobile o notabile(di distinta civiltà) l'Ente privato che si occupa della materia araldica è il CNI - Corpo della Nobiltà Italiana, aderente alla CILANE(Comissione d'informazioni e legame delle Associazioni Nobiliari Europee). Ciao,
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Uberto » venerdì 4 settembre 2009, 15:15

Ti ringrazio del benvenuto e della gentile risposta.
Mi spiego meglio:
la famiglia di mia madre è di nobiltà risalente ai primi anni del XVII secolo(senza predicato, trattandosi di patriziato), più un altro titolo concesso dal re dopo l'unità d'italia. Non è a rischio di estinzione, tuttavia io vorrei assumerne il cognome(e tramandare così cognome e stemma ad eventuali figli), per non perdere queste origini di cui vado molto orgoglioso.
Ciò che mi preme sapere è se così facendo compirei un gesto eticamente corretto.
Preciso che ne ho parlato con mio cugino(l'unico discendente maschio della famiglia), che ha detto di non avere nulla in contrario.
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 4 settembre 2009, 17:22

Eticamente non vedo nulla di male ad aggiungere un cognome materno, ma secondo la normativa del CNI(le Massime della soppressa Consulta Araldica divenute Leggi dello Stato all'epoca del Regno d'Italia) senza alcuna trasmissione di titoli qualifiche(a proposito, la qualifica di patrizio era appoggiata sul nome della città dante causa, che naturalmente è sempre indicata) nobiliari e relativo stemma. Presso l'Ufficio Consulta Araldica dell'Archivio Centrale dello Stato in Roma dovresti trovare gli atti relativi alla famiglia di tua madre e di tuo cugino, che di regola ne dovrebbe essere l'unico erede, proseguendo con i di lui figli. Ma i componenti del tuo casato materno non sono presenti anche in qualche Almanacco nobiliare di ieri e di oggi? Li puoi consultare alla Biblioteca Nazionale Centrale - Vittorio Emanuele II di Roma Sezione Araldica. Ciao,
Ultima modifica di fabrizio guinzio il lunedì 7 settembre 2009, 10:34, modificato 1 volta in totale.
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Uberto » venerdì 4 settembre 2009, 17:30

Sono presenti nel libro d'oro della nobiltà italiana, compilato dal collegio araldico nel dopoguerra, di cui abbiamo a casa diverse edizioni, oltre che nel libro d'oro del luogo concedente il patriziato.
Ero già a conoscenza dell'impossibilità di ereditare i titoli, ma ero convinto di poter ereditare lo stemma, come indissolubilmente legato al cognome.
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 4 settembre 2009, 22:17

Io sarei decisamente più elastico , se lo stemma non è stato registrato come logo all’ufficio brevetti , può essere legalmente usato da chiunque , tanto più da te che porti avanti con orgoglio ed onori la tradizione familiare , se tuo cugino è d’accordo , dove è il problema?
Eventualmente , se tu preferissi, potresti ricorrere ad una brisure dell’arma in questione .
Non modificherei il tuo cognome , il nome della famiglia non corre rischio di estinzione , probabilmente la domanda non verrebbe accolta e inoltre comporterebbe un bel po’ di fastidi , comunque …
Discorso a parte per la il titolo il quale , come è noto ed arcinoto , non ha nessuna tutela giuridica, nè riconoscimento .
Ma siamo proprio sicuri che quello di patrizio o nobile sia un titolo ?
A mio modo di vedere il patriziato ovvero la nobiltà cittadina è nobiltà generosa ( ovvero che si trasmette col sangue ) non è un titolo bensì una qualità , un attributo , una condizione come tale non può essere abolita in quanto non è stata concessa da una fons honorum , ma ottenuta secoli fa per cooptazione di un , più o meno , ristretto cerchio di cittadini.
Se consideriamo che fino poco tempo fa ( forse ancora adesso ) a tutti gli ufficiali delle forze armate ( prima regie poi repubblicane ) veniva riservato , impropriamente , il trattamento di N.H.- nobiluomo- non vedo chi ti possa rimproverare se facessi uso privato della “condizione” di colei che ti ha generato , tua madre , quindi nobile o patrizio .

Benvenuto nel forum anche da parte mia :)
Ultima modifica di GENS VALERIA il sabato 5 settembre 2009, 13:46, modificato 3 volte in totale.
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 5 settembre 2009, 12:25

fabrizio guinzio ha scritto: ma secondo la normativa del CNI(le Massime della soppressa Consulta Araldica divenute Leggi dello Stato all'epoca del Regno d'Italia) senza alcuna trasmissione di titoli qualifiche(a proposito, la qualifica di patrizio era appoggiata sul nome della città dante causa, che naturalmente è sempre indicata) nobiliari e relativo stemma. Presso l'Ufficio Consulta Araldica dell'Archivio Centrale dello Stato in Roma dovresti trovare gli atti relativi alla famiglia di tua madre e di tuo cugino, che di regola ne dovrebbe essere l'unico erede, proseguendo con i di lui figli.


È sempre bene ricordare che il CNI è un'associazione privata che basa il proprio statuto sul rispetto "all'infinito" di una legislazione abrogata ed anticostituzionale. Le norme giuridiche oggi vigenti del diritto di famiglia della Repubblica, su molti punti fondamentali per la trasmissione dei titoli e degli stemmi, non hanno più alcun riscontro con quelle di allora.

Porre quindi il riferimento alla "normativa" del CNI non può prescindere l'aver ben chiara questa condizione; altri, ad esempio, potrebbero rifarsi in questo genere di determinazioni con la stessa motivazione ideale alla ben più longeva legislazione araldica della Repubblica Veneta, o a quella napoleonica, o a quella del Trentino austriaco, insomma a quella ritenuta più propria e significativa per le vicende e la storia della propria famiglia.

Detto questo ritengo che l'argomento in merito, oggi come oggi, sia un mero fatto privato che debba essere affidato unicamente alla sensibilità ed alla responsabilità personale dei diretti interessati.

Un saluto cordiale,

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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Guido5 » sabato 5 settembre 2009, 13:12

Cari amici,
per quel che conta la mia opinione, mi sento in piena sintonia soprattutto con gli ultimi due interventi. Pragmaticamente la vedo così:
COGNOME - per il cambiamento o aggiunta di nome o cognome la legge (D.P.R. n. 396 del 3/11/2000 "Regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello Stato Civile, a norma dell'art. 2 c. 12 legge 127 del 15/5/1997") prevede due casi:
1) il cambiamento o l'aggiunta di un cognome concessa con decreto del Ministero dell’Interno;
2) il cambiamento o l'aggiunta di un altro nome al proprio oppure il cambiamento del cognome perché ridicolo o vergognoso o rivelante l’origine naturale, autorizzato con decreto del Prefetto.
Quello che ci interessa è il primo e mi sembra che una motivazione soltanto sentimentale non sia sufficiente. L’eventuale accoglimento – come osserva Sergio - comporterebbe poi una serie infinita di complicazioni burocratiche.
STEMMA - E’ un fatto – dice bene Franz Joseph – soltanto privato è può essere tranquillamente risolto con l’autorizzazione, meglio se scritta, del cugino. Anch’io convengo che una piccola modifica (una “brisura”) sarebbe auspicabile se non altro per rispetto al cognome paterno di Uberto al quale do anch’io un cordialissimo benvenuto.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 7 settembre 2009, 9:19

Sì carissimi, ma se stiamo parlando del fenomeno araldico nobiliare sociologico(storico culturale morale etc.) privato, l'associazione sociale della categoria, l'unica accettata in Europa dalle altre associazioni nobiliari(CILANE) è il ripetuto CNI la cui vigente attuale normativa è quella delle Massime di quella che è stata la Consulta Araldica statale dell'ancora esistente Stato nazionale italiano. L'Almanacco nobiliare(peraltro quello in cui è riportata la famiglia del cugino di Uberto) di principale riferimento del CNI è l'unico oggetto di commento e recensione da parte della Rivista Nobiltà dello IAGI. L'assunzione di uno stemma socialmente altrui(magari brisando lo rendete identico all'arme di altra famiglia che legittimamente lo alza, per tale motivo nel Regno d'Italia le brisure erano state abolite e conservate solamente per la Casa Reale), di una condizione sociale del tutto estranea anche secondo le leggi(la nobiltà uterina consisteva in rare eccezioni, a me note solo riguardo Paesi esteri) di tutte le realtà italiane pre - unitarie, sono assolutamente sicuro che porterebbe chi fa qualcosa di simile in una spiacevole situazione, anche se nella sfera del tutto privata. Sfera solo nella quale è attualmente corretto, in Italia, l'uso di appellativi nobiliari, ma nella quale in genere si sa chi ha il diritto e chi no. Sempre comunque nell'ambito della Società italiana settore oggetto anche attuale di studio degli storici, dei sociologi etc., ma non nell'ambito giuridico(+ o - dal 1946 - 1948). Ciao,
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 7 settembre 2009, 11:51

Da quello che mi pare d'aver capito nella richiesta iniziale si tratterebbe di una eventuale aggiunta del cognome materno, disciplinato dal codice civile come specifica Guido 5 e non da privati sodalizi, e l'eventuale uso dello stemma materno opportunamente variato.
Nessuno probelma si pone per il cognome ove ne venga concessa l'aggiunta.

Per quanto riguarda lo stemma, molti degli stati pre-unitari italiani - e la stessa storia dell'araldica più in generale - non collegavano affatto la "capacità araldica" e l'uso degli stemmi, (se privi di corone) alla materia nobiliare; araldica e status nobiliare sono due materie vicine ma diverse.
Certo i Savoia dai tempi di Amedeo VIII iniziarono a ritenere gli emblemi come degli "onori" e non un mero segno identificativo della famiglia, visione sabauda che arrivò quindi al neonato regno unitario.

Tuttavia tale impostazione era del tutto minoritaria se consideriamo l'araldica per quello che è, un ampio e complesso fenomeno storico-sociale occidentale, dove, come ha dimostrato la lezione di Pastoureau e la più avveduta e recente letteratura sulla disciplina, nell'uso pratico gli stemmi sono sempre stati di libero e pacifico uso e di libera adozione, pratica che oggi è universalmente accettata anche in quei pochi stati che conferiscono un valore giuridico agli stemmi di privati.

Per quanto riguarda gli stemmi, quindi, preferisco considerare un'ottica storica e consuetudinaria più ampia, piuttosto che un esangue riferimento a legislazioni tardive (e antistoriche), applicate per un tempo molto limitato, divenute oggi semplici regole associative di pur, per alcuni aspetti, benemeriti sodalizi.

L'adozione dello stemma materno, privo di contrassegni nobiliari e opportunamente variato - non con brisure di tipo "da cadetto" - come lambelli o bande etc. che lascerebbero intendere l'appartenenza alla medesima stirpe in via mascolina - ma con l'aggiunta di qualche altro mobile o la variazione di un qualche smalto, non mi porterebbe a ritenere che «chi fa qualcosa di simile [sia] in una spiacevole situazione».

Saluti cordiali,

FJVT
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 7 settembre 2009, 12:18

Sì carissimo, ma la Reale Consulta araldica riconosceva anche gli stemmi delle famiglie cosiddette notabili ovvero di distinta civiltà, non solamente quelli di casati nobili. Stemmi di notabilato liberamente assunti. Il mio amico ufficiale d'anagrafe e dello stato civile(non solo lui, per carità!) in base alla vigente normativa in materia cognominale e di predicati araldici, settore famiglie d'importanza storica, usufruisce per consulenza dell' ufficio consulta araldica - archivio centrale dello stato. Anche se nulla vedo di male, lo ripeto, nell'aggiunta di un cognome materno, nel caso specifico e simili l'adozione anagrafica di un cognome storico tutelato in quanto tale anche dalla vigente legislazione repubblicana, non la vedo bene. Se non nei casi espressamente previsti dalla legge. E per quanto concerne l'arme mi domando: ma non sarebbe meglio la creazione ex novo di uno stemma per il casato paterno di Uberto? Che richiami il cognome o fatti salienti etc. a loro cari? E senza "impiastricciare" un antico autentico stemma di famiglia storica? Ciao,
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 7 settembre 2009, 14:58

fabrizio guinzio ha scritto:(...) E per quanto concerne l'arme mi domando: ma non sarebbe meglio la creazione ex novo di uno stemma per il casato paterno di Uberto? Che richiami il cognome o fatti salienti etc. a loro cari? E senza "impiastricciare" un antico autentico stemma di famiglia storica? Ciao,


Gentile Fabrizio,

le motivazioni personali al proposito spetteranno solo ai diretti interessati - "impiastricciare", nell'eventualità che questo possa avvenire, mi sembra un termine quasi negativo anche se ne comprendo il tono bonario :D -; posso dire che in epoca di Antico regime mi è ancora successo di incontrare singolari casi della libera adozione e conseguente uso dello stemma della famiglia "materna" senza che quella risultasse in via d'estinzione... anzi!

Credo in ogni caso che la discussione abbia fornito validi e ampi spunti di riflessione alla richiesta iniziale di Uberto; da parte mia, e qui mi piace concludere, spero di aver fornito in modo chiaro la mia opinione in proposito.

Ciao.

FJ
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 7 settembre 2009, 15:37

Caro Fabrizio ,
concludo anch’io , facendo mio il pensiero che F.J. von Trotta ha esternato nei suoi interventi , tento tuttavia di essere più chiaro per ciò che riguarda il mio post precedente :
l’unico “titolo” che ha qualche significato oggi in Italia è proprio quello di nobile , proprio perché “non è un titolo”, ma una condizione preesistente ad ogni riconoscimento sovrano .
Paradossalmente è proprio la qualità di “ nobile” che si è salvata dalla mannaia della Disposizione XIV e della successiva sentenza 101/1967 che riporta l’orologio del diritto nobiliare ben prima il 1860 .
Personalmente non ritengo di primaria importanza se questo attributo storico venga utilizzato dall’utente Uberto anche se di provenienza ex foemina ,( non essere maschilista, Fabrizio , è riferito alla mamma , ovvero geneticamente 50% ! ) questo nel modo che riterrà più consono alla propria sensibilità nel rispetto del buongusto e della discrezione .
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 7 settembre 2009, 16:10

No carissimo spero proprio di non essere nè maschilista nè femminista. Ma non trovi giusta l'usanza mongola di un aggiuntivo cognome femminile che passi solamente di femmina in femmina, ivi inclusa l'eventuale qualità nobiliare dovuta ad antenatA gloriosa? Salvando il cognome e relativo eventuale emblema patronimico così come previsto anche nella Bibbia(Numeri 2,2) e nell'Araldica di tutti i tempi, salvo eccezioni che, si sa, confermano la regola. Mi sembra che la Genetica supporti sia l'Antroponomastica che l'Araldica su questa strada. Ti faccio un esempio pratico: mia cugina materna(è un medico) desidera fare in primis una ricerca genetica(iGENEA) sul DNA mitocondriale e quindi genealogica di madre in madre e poi ci tiene a, tramite il fratello, fare altrettanto da padre in padre, DNA eterosoma y e poi albero genealogico paterno. Dove sbaglia? L'unica cosa che mi sembra non avere alcun senso, anche ai fini della salute e delle malattie ereditarie, è una genealogia con scelta alternata "a capoccia" di padre/madre antenati/antenate e relativi antroponimi. Non dovremmo far sì che i cognomi possano essere anche da noi utili anche in campo medico, come in Gran Bretagna Mongolia(qui li avevano aboliti, sono stati ripristinati a furor di popolo) e tanti altri Paesi? Ciao,
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Re: Cognome e stemma del casato materno

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 7 settembre 2009, 18:23

fabrizio guinzio ha scritto:No carissimo spero proprio di non essere nè maschilista nè femminista. Ma non trovi giusta l'usanza mongola di un aggiuntivo cognome femminile che passi solamente di femmina in femmina, ivi inclusa l'eventuale qualità nobiliare dovuta ad antenatA gloriosa?

Prescindo dalla ricerca genetica , essendo un po' eretico e politicamente scorretto è mia opinione ( personalissima ) che una famiglia nobile , notabile , di distinta civiltà , storica ( chiamala come vuoi ) che coltivi e testimoni un' insieme di valori storici ,culturali, morali, religiosi, sociali possiede un attributo storico "nobile" comune ai suoi discendenti , maschi e femmine.
Ciò non perchè la famiglia derivi da un ' antenatA gloriosA nobilitata da qualcuno, ma perchè cooptata secoli prima in un senato vitalizio ed ereditario detto Patriziato o nobiltà cittadina.

p.s. Ritengo la nobilitazione , la nobiltà di "brevetto" francamente un non senso :
Il conferimento della Nobiltà può ritenersi un provvedimento mancante di base e perciò erroneo, perché se quel complesso di attributi che costituiscono la Nobiltà non c’è , il Sovrano non può assolutamente crearlo , se invece le caratteristiche e le qualità si fossero già concretate e quindi la Nobiltà esisteva di fatto ( Nobiltà trasmessa con il sangue quindi Generosa , dal verbo “generare” ) il decreto di conferimento sarebbe stato intempestivo e quindi senza senso.

Ciao
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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