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Il giglio in araldica

MessaggioInviato: martedì 18 agosto 2009, 22:27
da AndreaSperelli
Carissimi,

osservando alcuni stemmi del modenese, mi imbatto spesso in blasoni con un capo d'angiò (e' presente il lambello rosso) o con capo di francia (identico al precedente ma senza lambello). Ricordo di aver letto che i Medici ottennero il "permesso" di utilizzare un giglio direttamente dal re di Francia, quindi ero convinto che in araldica ci fosse una sorta di "regolamento" sull'uso del giglio d'oro su campo azzurro (chiedo scusa se la mia blasonatura e' errata [sweatdrop.gif] ), ma forse non e' cosi', potresti darmi alcune delucidazioni in merito ?

Grazie,
A.S.

Re: Il giglio in araldica

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2009, 13:15
da Cawdor
AndreaSperelli ha scritto: [...]

se nn erro chi era a favore della Francia e/o della casa D'angiò e che aveva offerto i propri servigi a loro,
loro potevano concedere tale "onore" sia per l'aggiunta al capo o come i Medici la sostituzione di una torta rossa con una torta blu a 3 gigli oro,
il giglio in sè è il simbolo della Vergine Maria
a volte il giglio viene chiamato fiordaliso (puo' essere un errore di lettura)
giglio e fiordaliso sia in natura che in araldica sono distinquibili proprio dalla loro diversità.

e dissicuro nessuno poteva freggiarsi nel proprio stemma senza il permesso diciamo dei proprietari

Re: Il giglio in araldica

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2009, 13:43
da fra' Eusanio da Ocre
Cawdor ha scritto:se nn erro chi era a favore della Francia e/o della casa D'angiò e che aveva offerto i propri servigi a loro,
loro potevano concedere tale "onore" sia per l'aggiunta al capo o come i Medici la sostituzione di una torta rossa con una torta blu a 3 gigli oro,
il giglio in sè è il simbolo della Vergine Maria
a volte il giglio viene chiamato fiordaliso (puo' essere un errore di lettura)
giglio e fiordaliso sia in natura che in araldica sono distinquibili proprio dalla loro diversità.
e dissicuro nessuno poteva freggiarsi nel proprio stemma senza il permesso diciamo dei proprietari

Non solo.

I capi d'Angiò e di Francia (al pari di quello dell'Impero, va detto) furono oggetto di un fenomeno di "mania imitativa" in virtù del quale vennero, talora, più o meno malamente copiati da parte di chi non poteva fare a meno di adeguarsi alla moda grafica imperante, pur non avendo alcun titolo nè concessione a fregiarsi di alcunché.

;)

Bene :D valete

Re: Il giglio in araldica

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2009, 22:50
da Antonio De Battisti
Fu soprattutto nel 1494, allorchè il Re Carlo VIII di Francia scese in Italia, che un gran numero di famiglie e di città ne abbracciarono il partito e le insegne.

La concessione dei gigli di Francia era un favore ambito sia dalle città, sia dalle più illustri famiglie.
Tuttavia, i re di francia erano parchi nel concederne il privilegio, molto più degli imperatori di Germania nel concedere la loro aquila.

Il capo d'azzurro carico di tre gigli d'oro fu concesso nel 1465 a Piero di Cosimo de' Medici dal Re Luigi XI (1423-1483).

Alcuni storici fanno risalire il giglio nel blasone francese a Luigi VII il Giovane, detto Floro (1120-1180), anche se già i re Carolingi e Capetingi portavano il manto e il sorcotto gigliato.
Dapprima, lui e i suoi successori, portarono lo scudo seminato di gigli d'oro. Solo più tardi, Carlo V li ridusse a tre.

Il significato simbolico dei tre gigli più accreditato, sembra essere legato ad un omaggio alla SS. Trinità.

Re: Il giglio in araldica

MessaggioInviato: venerdì 21 agosto 2009, 1:16
da Guido5
Cawdor ha scritto:... a volte il giglio viene chiamato fiordaliso (puo' essere un errore di lettura) giglio e fiordaliso sia in natura che in araldica sono distinguibili proprio dalla loro diversità ...

Cari amici,
per evitare ripetizioni rimando a un "topic" analogo: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=1&t=8522.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Il giglio in araldica

MessaggioInviato: venerdì 21 agosto 2009, 10:18
da Zanetto
Gentili,
il punto interessante della discussione non mi sembra tanto l'analisi del giglio a cui ci rimanda l'attento Guido5 ma l'ampia diffusione che i capi gigliati (in particolare quello d'Angiò) ebberò -per quanto ho potuto constatare- nelle Romagne e forse anche altrove.
Può trattarsi forse di una distinzione politica (si è parlato altrove già di questo riguardo ai capi con stelle), dell'adesione al partito Guelfo delle famiglie di un territorio, peraltro dominato dal Pontefice?
Forse una estensione della concessione che il Re angioino fece alla famiglie e Città che lo avevano sostenuto?

Re: Il giglio in araldica

MessaggioInviato: venerdì 21 agosto 2009, 16:00
da Antonio De Battisti
Sì, senz'altro. Un esempio, che ricordo fra tanti, è quando Carlo I d' Angiò nel 1265 venne investito Re di Sicilia.
In questo frangente, per ricompensare il libero comune di Ancona dell'aiuto elargito, concesse alla città l'onore di apportare nuovi elementi legati ai suoi simboli : i gigli ed il lambello.

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