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Interpretazione di ornamenti

MessaggioInviato: martedì 14 luglio 2009, 2:27
da KikkoMax
Illustri Esperti;
chiedo la Vostra consulenza per l'interpretazione relativa a ornamento, cimiero e corona dello stemma riferito al mio ceppo. A seguito di una approfondita ricerca, ho rinvenuto un documento del 1687 col quale veniva concesso l'uso dello stemma ai miei avi. Lo scudo appare molto sobrio e di facile interpretazione, tuttavia ho trovato difficoltà a decifrare le parti esterne ad esso. Nella fattispecie il documento riporta:

Ornamenti: Elmo in argento forbito, posto per 2/3 a destra, graticolato di 13 pezzi, d'oro in profilo ornato.

Cimieri: La fenice ardente nel suo rogo. (che so a cosa si riferisce ma non saprei dove posizionarla data la presenza dell'elmo).

Corona: Cimata da 16 perle (nove visibili) sostenute da punte.

Sapreste indicarmi dove potrei trovare degli esempi pratici per ricostruire questi particolari dello stemma?

Inoltre sul consegnamento è riportato: "Esito: Si, al ricorrente e suoi figliuoli e loro descendeti per linea masculina legittimi e naturali, pagando 15 lire." A fronte di ciò, per Vostro parere, è possibile oggi, nonostante i numerosi cambiamenti geopolitici del paese, ottenere il riconoscimento e l'attribuzione di tale stemma essendo io un discendente diretto della linea masculina del ceppo?

Ringrazio anticipatamente per i contributi che vorrete darmi.

Con osservanza. Enrico FORNASIER

Re: Interpretazione di ornamenti.

MessaggioInviato: mercoledì 15 luglio 2009, 11:49
da Franz Joseph von Trotta
È la consueta disposizione araldica; quindi Lei avrà: lo scudo con lo stemma, sormontato dall'elmo su cui si appoggia la corona da cui fuoriesce poi il cimiero.

Il "riconoscimento" più certo, orginale e veritiero, Lei lo ha già :D: glielo conferisce l'originalità del documento e la Sua discendenza dall'insignito ivi nominato; è insomma la storia stessa che "Le assegna l'insegna" :D già ora, certo più di tutti gli uffici, istituti, associazioni, consigli, corpi, etc. etc., TUTTE organizzazioni private, i cui certificati, registramenti, conferimenti, etc. nulla aggiungono, da un punto di vista giuridico e pratico, al Suo incontestabile diritto all'arme e al valore storico morale che questo può oggi rappresentare.
Un serio studio storico con la pubblicazione scientifica delle fonti e dei documenti secondo i consueti metodi storiografici sarebbe, eventualmente, l'unico suggello da considerarsi.

Un saluto,

FJVT