da alfabravo » sabato 6 giugno 2009, 12:34
Circa lo stemma degli Altavilla di Sicilia
Dal libro di Mario Cignoni, La spada e il leone – Studi di araldica medievale, Gianpiero Pagnini Editore, 1993
pag 57 “La vicenda araldica dei normanni poi inglesi mi spinge a mettere in relazione agli stemmi dei reali d’Inghilterra e di Francia quelli della casa d’Altavilla, i normanni di Sicilia (estinti nel 1198). Lo stemma reale era qui, secondo le antiche fonti, “d’azzurro alla banda scaccata di rosso e d’argento (2 file)”. Il campo dello scudo è azzurro per lo stesso motivo per cui era azzurro quello inglese, perché la Normandia era un ducato carolingio poi capetingio e i suoi feudatari, grandi e piccoli, combattevano, come è normale, sotto il drappo azzurro dei franchi.. Mentre i sovrani di Francia caricavano sulla loro bandiera i gigli, antica insegna dei re, e quelli inglesi i leoni, forse emblema dei duchi normanni, , gli Altavilla, famiglia senza una tradizione altisonante prima di giungere in Sicilia, non vi inserirono alcuna insegna personale.. Non discendevano né da duchi, né da re, e il loro stato se lo dovettero conquistare creandolo dal nulla: fondarono una nuova realtà politico-territoriale, qualcosa che prima non esisteva.
Il loro problema, da un punto di vista istituzionale, fu quello di ricevere un’investitura dall’alto, cosa della quale non avevano bisogno né i re di Francia, né quelli d’Inghilterra. Credo che in questo senso vada ricercato e compreso il significato della banda a scacchi rosso-argento. Infatti, come ho potuto chiarire altrove, questo tipo di stemmi a tre colori è composto da due parti diverse che si sovrappongono senza perdere la propria identità. Qui una è il campo azzurro, che con sicurezza si può affermare indica l’origine franco-normanna, l’altra è un corpo estraneo come colori (rosso-argento). Ma cosa può caricare uno stemma regio se non qualcosa di più importante, il segno di chi lo ha infeudato del territorio conquistato ?.Il rosso, e particolarmente l’abbinamento rosso-argento nel secolo XII era il colore dell’impero germanico e della Chiesa (per es “di rosso alla croce d’argento”) e lo scaccato si ritrova tra i feudatari imperiali. Ruggero II ricercò nella dimensione universale del papato la conferma del potere su Sicilia e Mezzogiorno e ottenne da Anacleto II la “promotio” regia (1130). Ma la prima garanzia legale, il titolo di legittimità per i territori conquistati, l’aveva avuto già un secolo prima Drogone d’Altavilla da Enrico III di Franconia che gli aveva concesso l’investitura imperiale della contea di Puglia (1047). La Chiesa, sulla scia dell’Impero, considerava il regno di Sicilia un suo feudo e ne disponeva come credeva. Mentre i gigli indicavano la regalità dei sovrani di Francia e i leoni contrassegnavano i duchi di Normandia divenuti poi re d’Inghilterra, credo così che la semplice bandiera franco-normanna di Sicilia sia stata “nobilitata” proprio da quella banda coi colori dell’Impero e della Chiesa che elevarono gli Altavilla alla dignità comitale prima e regale dopo e ne sancirono potere e autorità, Nello stemma l’azzurro ricordava l’origine, la banda l’investitura ricevuta”.
Ritter