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Nobiltà uterina

Inviato:
sabato 25 aprile 2009, 9:46
da loxnotar
la Nobiltà Uterina"quella che deriva dalla madre e non dal padre"(Crollalanza)cosa era? è riconosciuta solo nel mondo anglosassone o anche alle nostre latitudini?quali sono le norme di diritto nobiliare che la regolano?
Re: Nobiltà uterina

Inviato:
lunedì 27 aprile 2009, 10:58
da fabrizio guinzio
Come postato, la voce è presente nell'Enciclopedia Araldico - Cavalleresca del Crollalanza. Da quanto ivi scritto risulta:è quella che deriva dalla madre e non dal padre(questa si chiama di paraggio). In Europa presente solo in Francia, nella Sciampagna nel Brie e nel Borrois. Sempre ritenuta inferiore a quella di paraggio, nel Medioevo gli appartenenti(continuava tramite i figli maschi della nobile e del borghese) non potevano divenire cavalieri(rimanevano scudieri a vita). L'autore da un esempio di concessione reale: ai fratelli di Giovanna d'Arco per i meriti dell'eroina e santa; e qui termina quanto dal Crollalanza. Invece una nobiltà tramandata in via femminile, dall'antenata alle discendenti solo donne(f) per quel che ne so io è un'usanza presente in Asia, in Mongolia. E, se ricordo bene, da lezioni del professore universitario di etnologia Grottanelli, in taluni paesi dell'Africa Nera. Solo quest'ultime mi sembrano più propriamente delle vere nobiltà uterine, onori sia originati da una donna che ricordati e trasmessi in ambito femminile. Un'identità femminile, orgogliosamente rivendicata(peraltro corrispondente geneticamente alla trasmissione del DNA mitocondriale). Identità femminile aggiunta a quella data solo dal padre e poi dall'eventuale marito. Ciao,
Re: Nobiltà uterina

Inviato:
martedì 12 maggio 2009, 10:07
da Qohelet
Carissimi,
mi trovo ad avere a che fare con una patente nobiliare del 1850 riguradante il rinnovamento di un antico titolo del S.R.I. post "rivoluzione" del 1848, segnatamente nel territorio del vicereame Lombardo-Veneto. Trovo scritto testualmente "Disponiamo che tutti i titoli sunnominati, le dignità e le precedenze siano ereditati da tutta la sua discendenza maschile e femminile e dalla posterità loro all’ infinito, con il solo vincolo che i discendenti siano legati all’ uso dell’ antico cognome Xxxxxxx, sia pei maschi come per le femmine, secondo le leggi di successione della Nostra casa ed a quelle di questa Imperiale patente"
Atteso che notoriamente i titoli del S.R.I. hanno concessioni moooooooolto più vaste di quelle previste per i titoli feudali (ovviamente, poichè erano massimamente titoli onorifici) mi pare comunque un chiaro esempio di nobiltà uterina, pur legata a condizioni quali il mantenimento del cognome e, è riportato in seguito, al rinnovamento perpetuo del giuramento di fedeltà all' Imperatore.
Andrea
Re: Nobiltà uterina

Inviato:
venerdì 13 aprile 2012, 15:03
da fabrizio guinzio
Carissimo Andrea, ci potresti fornire qualche informazione in più e far sapere dove è andato a finire(cognomi attuali, magari aggiunti a quello "fisso" cui è legato il titolo) il ripetuto titolo nobiliare S.R.I.? Ciao,