Prelati e araldica

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Prelati e araldica

Messaggioda erebo55 » giovedì 5 febbraio 2009, 17:26

I Vescovi e gli Alti Prelati trovano collocazione nel controverso mondo dell'Araldica? E' una curiosità sorta dal fatto che, almeno i Vescovi, possiedono un proprio stemma. Grazie.
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 5 febbraio 2009, 17:37

erebo55 ha scritto:I Vescovi e gli Alti Prelati trovano collocazione nel controverso mondo dell'Araldica? E' una curiosità sorta dal fatto che, almeno i Vescovi, possiedono un proprio stemma. Grazie.

Al di là della tautologia insita nel messaggio, carissimo amico, è ovvio che i maggiori esponenti ecclesiastici abbiano un posto, e di notevole spicco, nell'universo dell'araldica.

Il vecchio frate osserva però che tutt'altro che tautologico è l'aggettivo controverso che nello stesso messaggio si legge...

...puoi aiutare il vecchio frate nell'assegnare ad esso il significato più corretto, gentile amico?

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Re: Prelati e araldica

Messaggioda fralari » giovedì 5 febbraio 2009, 19:31

Salve a tutti
sono un neofita del forum però non posso fare a meno di felicitarmi con gli amministratori per questa brillante iniziativa che è veramente arricchente (non voglio ripetere quanto ho scritto su altro post nella pagina della creazione degli stemmi). Vengo perciò rapidamente al dunque. Ho ritrovato lo stemma di un cugino di mio padre che è stato vescovo in Ogliastra (sardegna) agli inizi del '900. Non sapendo se, come ho imparato da voi, è stato blasonato, vi chiedo di sapere se esiste per i prelati un annuario dove vengono depositati gli stemmi episcopali.
Grazie
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Re: PRELATI E ARALDICA

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 5 febbraio 2009, 19:37

Purtroppo no, carissimo amico.

Magari esistessero raccolte ufficiali del genere!

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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 5 febbraio 2009, 20:00

Ah sì, caro frate... Non posso che unirmi al tuo magari! Certo, un annuario con tutti gli stemmi di vescovi e cardinali sarebbe una produzione imponente. E forse difficilmente realizzabile. Ma è auspicabile che si realizzino sempre più frequentemente altri tipi di raccolte, almeno a livello locale.
Fino a non molti anni fa gli annuari pontifici riportavano tra le loro prime pagine gli stemmi dei cardinali. Oggi non abbiamo più a disposizione una simile "ufficiale" raccolta.
Quanto agli stemmi vescovili, esistono alcune raccolte a livello diocesano, non a livello di annuario evidentemente, ma secondo la cronotassi dei Vescovi. Dobbiamo notare con piacere che in questi ultimi anni simili pubblicazioni sono divenute sempre meno rare. Ma - anche solo guardando al panorama araldico-ecclesiastico del nostro Paese - sono ancora poche le Diocesi oggetto di queste ricerche e delle relative pubblicazioni.
Speriamo possano essere sempre di più. :)
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Guido5 » venerdì 6 febbraio 2009, 16:55

Caro "fralari",
i primi tre vescovi di Ogliastra nel secolo scorso sono stati Giuseppe Paderi Concas (1900-1906), Emanuele Virgilio (1910-1923) e Antonio Tomaso Videmari (1923-1925). In rete sono riuscito a trovare gli stemmi, nell'ordine, delle famiglie Paderi e Virgilio (su quest'ultimo ho qualche perplessità)
Immagine
ai quali ho aggiunto quello dell’attuale vescovo di Lanusei (nuovo nome della Diocesi), mons. Antioco Piseddu, che ni sembra molto bello nella sua semplicità, non solo “cordis” ma anche araldica e iconografica. E’ proprio alla diocesi di Lanusei che puoi rivolgerti per notizie sapere dello stemma del tuo congiunto. L’e-mail è <info@diocesilanusei.it>. Un cordialissimo benvenuto sul nostro (= anche tuo) "forum".

Ciao a tutti!
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda erebo55 » venerdì 6 febbraio 2009, 20:28

Gentile fra' Eusanio, da profano in materia ho sempre ritenuto che l'araldica fosse un argomento di esclusiva pertinenza della nobiltà in senso lato. Lungi da me l'intenzione di conferire al quesito contenuti critici o addirittura sarcastici. E' per questo che le è parso tautologico? Se non è per questo la tautologia del quesito è imputabile alla mia non conoscenza della materia. Faccio ammenda. Quanto all’aggettivo “controverso”, mi è semplicemente sembrato una buona sintesi delle risposte ricevute ad un altro mio quesito, affidato a questo stesso forum, dal titolo “Titoli nobiliari:differenze”, che in questo momento si trova in fondo alla prima pagina del forum. Grazie per la sua gradita attenzione.
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 febbraio 2009, 20:40

Grazie a te, gentile amico, sia per il quesito che per il messaggio di cui sopra.

In effetti, l'abbinamento stemma = nobiltà laica è rimasto preponderante fino a tempi recentissimi, sopravanzandone ogni altro presso la comune e più corrente opinione.

Il che non è del tutto erroneo, da un punto di vista prettamente ed esclusivamente razionale: non dimentichiamo che, per lunghi decenni, all'inizio del fenomeno araldico vi fu esplicito ostracismo contro l'uso di scudi stemmati da parte di titolari religiosi.

Un "veto" poi, per fortuna, condotto nell'alveo formale dell'abbinamento fra un disegno (lo stemma) e il suo titolare: il che, lungi da altre implicazioni sociali su cui sarebbe lungo soffermarsi, coincide con l'odierna visione dello stemma, quale identificazione grafica di un soggetto.

Chiunque egli sia.

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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Sigillum1 » sabato 7 febbraio 2009, 16:18

Cari tutti, e caro frate, la tua risposta, per alcuni versi comprensibile, si presta, a mio avviso, ad una serie di equivoci, soprattutto agli occhi di chi non sia esperto della disciplina che qui coltiviamo, che perciò credo utile chiarire.
In primo luogo credo sia bene evitare l’abbinamento stemma=nobiltà: mi pare che la storia della disciplina abbia da tempo acquisito la certezza che gli emblemi araldici furono assunti ed utilizzati da larghi strati della popolazione, compreso il “popolo”, nella più larga accezione del termine.
In secondo luogo, trovo incomprensibile l’uso del termine “ostracismo” in questo contesto: credo non sia necessario ricordare qui che l’Araldica è nata sugli scudi dei combattenti e che l’esercizio e il porto delle armi non era, e non è tipico del ceto ecclesiastico; a ciò mi pare si possa aggiungere che gli eventuali scudi degli ecclesiastici, ora, ma anche, almeno giuridicamente e formalmente, nel medioevo e in età moderna, non erano trasmissibili e dunque non araldici in senso proprio; mi par dunque ragionevole che, alle origini dell’Araldica, il ceto ecclesiastico non ne abbia assunto gli emblemi, e non certo per la malevolenza o l’ostracismo di qualcuno, ma per ragioni legate alle caratteristiche del sistema e del contesto storico in cui era nato; e del resto i singoli componenti del ceto ecclesiastico usarono essenzialmente, sino a tutta l’età moderna, le armi delle loro famiglie di origine… Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 7 febbraio 2009, 16:31

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, e caro frate, la tua risposta, per alcuni versi comprensibile, si presta, a mio avviso, ad una serie di equivoci, soprattutto agli occhi di chi non sia esperto della disciplina che qui coltiviamo, che perciò credo utile chiarire.
In primo luogo credo sia bene evitare l’abbinamento stemma=nobiltà: mi pare che la storia della disciplina abbia da tempo acquisito la certezza che gli emblemi araldici furono assunti ed utilizzati da larghi strati della popolazione, compreso il “popolo”, nella più larga accezione del termine.
In secondo luogo, trovo incomprensibile l’uso del termine “ostracismo” in questo contesto: credo non sia necessario ricordare qui che l’Araldica è nata sugli scudi dei combattenti e che l’esercizio e il porto delle armi non era, e non è tipico del ceto ecclesiastico; a ciò mi pare si possa aggiungere che gli eventuali scudi degli ecclesiastici, ora, ma anche, almeno giuridicamente e formalmente, nel medioevo e in età moderna, non erano trasmissibili e dunque non araldici in senso proprio; mi par dunque ragionevole che, alle origini dell’Araldica, il ceto ecclesiastico non ne abbia assunto gli emblemi, e non certo per la malevolenza o l’ostracismo di qualcuno, ma per ragioni legate alle caratteristiche del sistema e del contesto storico in cui era nato; e del resto i singoli componenti del ceto ecclesiastico usarono essenzialmente, sino a tutta l’età moderna, le armi delle loro famiglie di origine… Un cordiale saluto. Silvia

Hai davvero ragione, carissima Silvia.
Un mezzo freddo e asettico quale un computer facilita il diffondersi di malintesi ed equivoci.

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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Sigillum1 » sabato 7 febbraio 2009, 20:30

Caro frate e Moderatore, una risposta davvero ermetica…per me, e certamente anche per chi ci aveva posto quella domanda…credi di poter tentare di tradurre nel consueto linguaggio didattico di questo forum il suo significato? Un cordiale saluto. Silvia
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 8 febbraio 2009, 16:34

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, e caro frate, la tua risposta, per alcuni versi comprensibile, si presta, a mio avviso, ad una serie di equivoci, soprattutto agli occhi di chi non sia esperto della disciplina che qui coltiviamo, che perciò credo utile chiarire.

Cara Silvia, sono pienamente d'accordo con te: ci vuole qualche chiarimento in più, ovvero una espressione più chiara dei concetti anche e soprattutto per coloro che sono meno esperti di araldica.

In primo luogo credo sia bene evitare l’abbinamento stemma=nobiltà: mi pare che la storia della disciplina abbia da tempo acquisito la certezza che gli emblemi araldici furono assunti ed utilizzati da larghi strati della popolazione, compreso il “popolo”, nella più larga accezione del termine.

Vero! E' vero che gli stemmi di nobiltà laica (cui sopra faceva riferimento il nostro frate) in Italia a partire dal XIV secolo non sono la maggioranza. Solo nell'Italia meridionale ci sono più stemmi di nobiltà laica. Per il resto, sommando nelle città gli stemmi adottati da professionisti, artigiani e commercianti, questi risultano essere la maggioranza.

In secondo luogo, trovo incomprensibile l’uso del termine “ostracismo” in questo contesto: credo non sia necessario ricordare qui che l’Araldica è nata sugli scudi dei combattenti e che l’esercizio e il porto delle armi non era, e non è tipico del ceto ecclesiastico;

Ancora una volta sono d'accordo con te, cara Silvia. Senza dubbio in questo risiede uno dei motivi per cui inizialmente il sistema araldico fu guardato con diffidenza (forse è meglio parlare in questi termini che non di "ostracismo") dagli esponenti della Chiesa.
Anche se a questa osservazione aggiungerei una considerazione più ampia riguardo l'araldica delle origini e il rapporto della Chiesa con essa. Permettete che citi a questo riguardo le illuminanti parole del Pastoureau. Egli afferma: "L'araldica delle origini appare come il prodotto della combinazione in un solo sistema - sociale e tecnico insieme - di una triplice emblematica anteriore: individuale, familiare e feudale. Il sistema così creato si è interamente elaborato al di fuori dell'influenza della Chiesa, cosa pienamente sottolineata, sin dagli inizi, dall'utilizzo della lingua volgare per descrivere le arme" (Medioevo simbolico, Bari 2007, p. 199). La Chiesa, "all'inizio diffidente verso questo sistema di segni elaborato interamente al di fuori della sua influenza, vi si introduce progressivamente" (ib, pp. 201-202). E, come è noto, sarà innanzitutto per la loro utilità come sigillo che gli stemmi cominciarono ad essere utilizzati e apprezzati nella Chiesa.


a ciò mi pare si possa aggiungere che gli eventuali scudi degli ecclesiastici, ora, ma anche, almeno giuridicamente e formalmente, nel medioevo e in età moderna, non erano trasmissibili e dunque non araldici in senso proprio;

Su questo punto cara Silvia mi permetto invece di dissentire. Ma già abbiamo avuto modo di confrontarci su questo in altro topic. Vorrei solo limitarmi a ribadire che ciò che rende uno stemma araldico è la sua natura di rappresentazione grafica del nome. Poi, per quanto riguarda gli stemmi ecclesiastici di recente generazione, questi sono anche rappresentazione grafica dei propri valori spirituali e del proprio programma pastorale (il che poi sempre al “nome” è riconducibile). La trasmissibilità non è a mio avviso determinante per rendere uno stemma "araldico in senso proprio". Senza togliere che dei casi di trasmissione ci sono anche per stemmi ecclesiastici: basti pensare all'uso (molto comune in passato) dell'arma del pontefice o di sue parti nello stemma dei cardinali; o all'uso di alcuni vescovi di parti dello stemma dei propri vescovi consacranti, ecc.

mi par dunque ragionevole che, alle origini dell’Araldica, il ceto ecclesiastico non ne abbia assunto gli emblemi, e non certo per la malevolenza o l’ostracismo di qualcuno, ma per ragioni legate alle caratteristiche del sistema e del contesto storico in cui era nato; e del resto i singoli componenti del ceto ecclesiastico usarono essenzialmente, sino a tutta l’età moderna, le armi delle loro famiglie di origine… Un cordiale saluto. Silvia

Anche su questo tuo ultimo passaggio sono d'accordo, cara Silvia.
Proprio iniziando dalle diocesi feudali - ad imitazione dei laici - gli ecclesiastici cominciarono ad usare il proprio stemma di famiglia. Gli ecclesiastici usavano stemmi perchè provenivano da famiglie che ne facevano uso. Usavano il loro stemma per distinguersi non avendo altro. Certo gli stemmi ecclesiastici di oggi sono arricchiti di nuovi valori, pur mantenendo perfettamente intatto il loro valore di segno distintivo della persona. Vorrei solo notare che ancora oggi ci sono ecclesiastici che fanno uso del loro stemma di famiglia. Anche in Italia si contano sulla punta delle dita, ma casi ce ne sono.
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Sigillum1 » domenica 8 febbraio 2009, 23:58

Caro Antonio, temi interessanti, che mi piacerebbe approfondire, ma non sono certa di averne la competenza e di conoscere abbastanza le fonti....ricordo sigilli vescovili, francesi, recanti veri e propri scudi di famiglia con inserimento di pastorale (all'interno), e di epoche remotissime, i primordi del sistema, ma, mi pare, velocemente scomparsi dallo scudo, e posizionati al di fuori di esso. Mi pare che proprio la scelta del ceto ecclesiastico di utilizzare lo stemma di famiglia sia la prova che i singoli ecclesiastici stessi si adeguarono alle regole del sistema, scegliendo uno vero scudo, quello di una stirpe, trasmissibile dunque comunque...Ma...so come la pensi...Interessante ancora, e forse di questo voi sapete ben più di me, sarebbe una una ricerca sulla produzione, sino alla fine dell'età moderna, di scudi ex novo (di concessione, ad esempio) da parte di ecclesiastici che non ne possedevano. Ne sapete? Ci sono esempi? Un cordiale saluto a te, al nostro frate che non ho proprio capito... e a tutti. Silvia

PS. Non ho chiaro che significhi "nobiltà laica", intendevo ricordare, a tutti, ma soprattutto a chi meno conosce la disciplina, che l'uso di insegne araldiche era largamente diffuso in ogni ceto sociale, e non era privilegio della nobiltà..
Silvia
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 9 febbraio 2009, 2:30

Sigillum1 ha scritto:ricordo sigilli vescovili, francesi, recanti veri e propri scudi di famiglia con inserimento di pastorale (all'interno), e di epoche remotissime, i primordi del sistema, ma, mi pare, velocemente scomparsi dallo scudo, e posizionati al di fuori di esso.

Sì, certamente. I primissimi stemmi di ecclesiastici erano costituiti dalla sola arma di famiglia, senza ornamenti indicanti dignità. Questi fecero inizialmente la loro comparsa spesso all'interno dello scudo (vale per il pastorale, ma anche per la croce, o il galero, ecc), per trovar presto una più felice collocazione come ornamenti esterni.

Interessante ancora, e forse di questo voi sapete ben più di me, sarebbe una una ricerca sulla produzione, sino alla fine dell'età moderna, di scudi ex novo (di concessione, ad esempio) da parte di ecclesiastici che non ne possedevano. Ne sapete? Ci sono esempi?

Sono d'accordo con te, cara Silvia. Sarebbe una ricerca interessantissima. Magari condotta a livelli regionali.
Esempi di stemmi creati ex-novo fino a prima della fine dell'età moderna ce ne sono. Non sono frequenti ma ce ne sono. E non solo casi in cui uno stemma di invenzione doveva supplire all'assenza di un proprio stemma di famiglia. Ci sono anche casi di prelati che pur possedendo uno stemma di famiglia preferivano far uso comunque di uno stemma creato ex-novo. Un caso che ho scoperto recentemente è quello di Philip Repyngton, creato Cardinale presbitero del titolo dei Santi Nereo e Achilleo il 18 settembre del 1408 da papa Gregorio XII, il quale, nonostante provenisse da una famiglia che utilizzava un suo stemma, adottò un'arma innalzante una Croce circondata dai simboli della Passione.
Immagine
L'esempio è riportato nel bel libro di Mark Turnham Elvins, Cardinals and Heraldry, London 1988, pp. 71-72.


Un cordiale saluto a te

Ricambio di cuore.
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Re: Prelati e araldica

Messaggioda fralari » lunedì 9 febbraio 2009, 10:24

Caro Guido5
veramente grazie per l'aiuto fornitomi. Ti faro conoscere quello che mi risponderanno. Lo Stemma che attribuisci a Mons. Virgilio però non è quello mostrato. Cercherò di caricarlo per mostrarlo a tutti.Un grazie anche a tutti coloro che mi hanno risposto, Frate in testa.
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