Castelli di Lagnasco

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Castelli di Lagnasco

Messaggioda dirivara » giovedì 8 gennaio 2009, 12:49

Buongiorno.
Desidero segnalare che sono finalmente terminati i lunghi (circa 10 anni) e complessi restauri dei castelli di Lagnasco (Cn).
Nel castello di levante il Salone degli Scudi contiene un importante fregio araldico del 1467, raffigurante 84 scudi di numerose personalità (il Papa Paolo II, l'imperatore Federico III, il re di Francia Luigi XI, il duca di Borgogna, il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza), e di illustri famiglie piemontesi e savoiarde.
Pare che l'affresco sia stato fatto in occasione della joyeuse entrée in Savigliano del duca di Savoia Amedeo IX.
Una discreta presentazione è visibile al seguente indirizzo
http://xoomer.alice.it/blasonpiemon/Appendicef2a.html
Cordiali saluti
Pietro Rivara
dirivara
 

Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 8 gennaio 2009, 12:55

Grazie per la segnalazione! :)
Quel Salone merita decisamente una visita! :P
Bello, nella sua dimessa semplicità, lo stemma di papa Barbo, l'arma di famiglia del quale già da un secolo e mezzo era mutata nel leone brisato rispetto alla precedente arma parlante con i due pesci barbi.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda dirivara » venerdì 30 gennaio 2009, 16:24

Buongiorno.
Per i pochi interessati all'araldica in e del Piemonte, ritorno brevemente sul castello di levante di Lagnasco.
Il restauro delle legende gotiche ha permesso di attribuire con più certezza (il pittore infatti ha parecchie indecisioni e imprecisioni) alcuni stemmi.
Ve ne segnalo uno in particolare (a cui Sigillum potrebbe essere interessata). Si tratta quasi certamente dell'arma del celebre giurista piacentino Cristoforo Nicelli (1389-1482), originario di Piacenza e professore di diritto all'università di Torino.
La legenda di Lagnasco è de nicelis e lo stemma raffigurato è d'argento al castello di nero, aperto e finestrato d'oro, con il capo d'Angiò , quasi identico allo stemma di Giovanni Paolo Nicelli, presente tra quelli della biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, che mi pare leggibile come d'argento (azzurro?) al castello di rosso, con il capo d'Angiò.
dirivara
 

Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 30 gennaio 2009, 19:13

Caro Dirivara, splendida decorazione e magnifico lavoro, di restauro e di edizione, quanto meno on line, ad opera del grande Federico Bona che purtroppo, e da un pò, non frequenta questo salotto...; se ho ben compreso, esiste anche un rendiconto a stampa, che contiene anche una zona araldica? Sono certa che l'araldica, in e del Piemonte, interessa tutto il forum, e particolarmente questo ciclo di affreschi, peraltro così ben studiati.
Quanto allo stemma Nicelli in Archiginnasio, suggerirei il confronto e il link, all'altro scudo presente che meglio riflette gli smalti dello stemma della famiglia piacentina.
Con l'occasione, a lei e a tutti, suggerisco la consultazione di un bel lavoro di araldica che ho appena terminato di leggere: I "Cavalieri incatenati" del Broletto di Brescia. Un esempio duecentesco di araldica familiare, di Matteo Ferrari (Archivio araldico Svizzero, 2008, fasc. II): una fonte davvero arcaica per la nostra araldica familiare, sinora trascurata. Un cordiale saluto e grazie. Silvia
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Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda Sarlo » venerdì 30 gennaio 2009, 19:38

Sigillum1 ha scritto: I "Cavalieri incatenati" del Broletto di Brescia. Un esempio duecentesco di araldica familiare, di Matteo Ferrari (Archivio araldico Svizzero, 2008, fasc. II): una fonte davvero arcaica per la nostra araldica familiare, sinora trascurata. Un cordiale saluto e grazie. Silvia


Verissimo. L'ho letto anche io di recente e mi permetto di chiosare. Ottima fonte per molti motivi, di cui si potrebbe anche parlare in un topic ad hoc.
Una chicca assoluta è lo stemma Gambara che si presenta fasciato e non (a questo punto più tardo) gambero parlante. Lo stesso cavaliere poi riporta l'arme araldica anche sulla sella del cavallo, attestandone con certezza quindi l'uso.
Scusate la divagazione, ma per i culturi di araldica ducentesca quel saggio è davvero importante. :D
.SARLO di DRUA.

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Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 30 gennaio 2009, 20:05

Sarlo ha scritto:(...) Una chicca assoluta è lo stemma Gambara che si presenta fasciato e non (a questo punto più tardo) gambero parlante. Lo stesso cavaliere poi riporta l'arme araldica anche sulla sella del cavallo, attestandone con certezza quindi l'uso.
Scusate la divagazione, ma per i culturi di araldica ducentesca quel saggio è davvero importante. :D

Quest'evoluzione dell'arma Gambara fa il paio con l'altra dello stemma Doria: ai nostri occhi di oggi, l'eccelsa dinastia ligure si abbina quasi invariabilmente all'aquila nera sul troncato d'oro e d'argento, mentre su una delle tombe doriane d'epoca medievale conservate nel celebre complesso abaziale di San Fruttuoso alzano una combinazione geometrica in fascia nella bicromia argento-nero.

Bene :D valete
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Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda dirivara » domenica 1 febbraio 2009, 12:11

Cara Silvia,
la ringrazio moltissimo per tutto.
In effetti il secondo stemma è assai più leggibile del primo e il campo risulta inequivocabilmente d'argento.
Per quanto riguarda il castello, la raffigurazione nelle armi Nicelli di Bologna è quella di un castello a tre torri, quella centrale più alta. L'arma Nicelli di Lagnasco invece sembra rappresentare un maschio.
Piccole trascurabili differenze, ascrivibili anche alle imperfezioni del pittore di Lagnasco, spesso in difficoltà con brisure e altri particolari.
Per quanto riguarda la documentazione scritta, il testo di riferimento è Il Rosso e l'Argento di Gianfranco Gritella, editrice Celid (Torino, ottobre 2008).
Il volume, costoso, è sicuramente preziosissimo per la parte storica, architettonica e pittorica; per quanto riguarda la parte più propriamente araldica, mi sembra un po' zoppicante, con attribuzioni errate o quanto meno azzardate :)
Cordiali saluti,
PdR
dirivara
 

Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda Sigillum1 » domenica 1 febbraio 2009, 13:02

Caro Dirivara, sull'inequivocabilmente d'argento, per l'Archiginnasio, avrei qualche perplessità....Si tratta, come può rivedere qui, di un'immagine molto scura e di difficile lettura, ma considerato che nel volume "Le antiche famiglie di Piacenza" il campo è azzurro, non escluderei che azzurro fosse anche questo, mi pare di intravvederlo, ma certo non con chiarezza. Dunque, per noi araldisti, l'edizione "Bona" può considerarsi il riferimento più sicuro...Sto vedendo attentamente gli affreschi, ci sono infatti molti scudi presenti anche in Archiginnasio e, data la datazione, il confronto è d'obbligo. Le invidio la sicurezza nell'identificazione dei maschi e dei castelli, e una lezione mi sarebbe davvero utile; chissà, forse anche ad altri...premesso che naturalmente, non sappiamo quanto volontaria fosse, da parte dei pittori, la scelta dell'uno o dell'altro modello...Posso sperare in un minicorso? Grazie e un cordiale saluto. Silvia

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Re: Castelli di Lagnasco

Messaggioda dirivara » lunedì 2 febbraio 2009, 16:00

Cara Silvia,
quando scrivevo (forse un po' avventatamente) che il fondo Nicelli era inequivocabilmente argento mi riferivo allo stemma dell'Archiginnasio 0858.jpg.
In effetti l'altra versione dello stemma Nicelli (3776.jpg) ha il campo meno identificabile.
Personalmente comunque propenderei per l'argento, per questi motivi:
- il castello - o maschio - è rosso (o azzurro, nel caso di Lagnasco) e una figura cucita (come sarebbe un castello rosso in campo azzurro) non è molto consueta;
- lo stemma sarebbe doppiamente cucito, perchè accosterebbe un campo azzurro a un capo sicuramente azzurro (Angiò).
Che il campo di Lagnasco (foto all'estrema destra, immagine che segue) sia argento è, a mio parere, un'ulteriore prova, ma non valida al 100% viste le imperfezioni anche gravi del pittore lagnaschese.
Vedi, per esempio, lo stemma Malingri (secondo da sinistra) nell'immagine che segue
Immagine
L'arma Malingri è di rosso alla banda e al cantone sinistro, d'argento (chiedo venia per la blasonatura à la moda veja).
Nella figura manca la banda, che però potrebbe essere stata cancellata dal tempo, ma il cantone è inequivocabilmente ( :P ) un cantone destro. Tant'è che, prima che fossero restaurate le legende, l'arma era stata attribuita ai Gaiferi.
Cordiali saluti
PdR
dirivara
 


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