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Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: lunedì 22 dicembre 2008, 12:44
da Julius
Stavo leggendo l'interessante libro: Il card. Domenico Della Rovere costruttore della cattedrale e gli arcivesocvi di Torino dal 1515 al 2000 - Stemmi, alberi genealogici e profili biografici, quando a pag. 159-160 trovavo questa precisazione:
"Per disposizione di Napoleone I°, che non gradiva gli emblemi araldici, Mons. della Torre (Giacinto Della Torre, 1805-1814) abbandonò lo stemma di famiglia, per adottare uno stemma provvisorio che, all'interno dello scudo, era carico di un monogramma con le iniziali (GDT). In seguito di fregiò dello stemma ....... Lo scudo è diviso in 4 parti: due sono occupate dagli stemmi delle famiglie paterna e materna; un'altra, quella con la serpe attorcigliata allo specchio, era concessa unicamente ai senatori imperiali; l'ultima parte ha la croce, chiaro riferimento alla dignità vescovile. Il tocco, il fermaglio con le 5 piume bianche di struzzo e i 4 svolazzi, sono tutti ornamenti da Conte dell'Impero. Il numero delle nappe fu portato da dieci a quindici per lato, i colori verde e rosso erano l'unico segno di distinzione tra gli stemmi dei conti arcivescovi e quelli dei cardinali."

Qualcuno conosce queste disposizioni di Napoleone I° in merito di araldica ecclesiastica?
L'enunciazione più interessante e che trova corrispondenza nello stemma del prelato è il numero delle nappe, quindici per parte, come i Patriarchi, che sembrerebbe una prerogativa degli "arcivescovi conti" (penso ci si riferisca ai "Conti dell'Impero") ?

Un cordiale saluto a tutti.
Julius

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: lunedì 22 dicembre 2008, 16:17
da Guido5
Caro Julius,
la terza parte di “Insegne e simboli” di Giacomo Bascapé e Marcello Del Piazzo è dedicata all’araldica napoleonica in Italia dopo l’istituzione del Regno (1805). Con alcune eccezioni personali i Conti arcivescovi avevano il quarto franco a sinistra di rosso (azzurro in Francia) alla croce patente d’oro e i Baroni vescovi il quarto franco a destra di verde (rosso in Francia) alla croce scorciata d’oro.
Quanto agli ornamenti esterni dello scudo:
Comtes sénateurs de l'empire. Toque de velours noir, retroussée de contre hermine, avec porte-aigrette d'or et d'argent, surmonté de cinq plumes, et accompagnée de quatre lambrequins, deux à dextre, deux à senestre, les supérieurs d'or, les autres d'argent; le tout posé sur un manteau d'azur doublé de fourrure blanche.
Comtes archevèques. Comme ci-dessus, moins le manteau, et le tout surmonté du chapeau épiscopal, à larges bords de sinople ou de gueules, avec cordons entrelacés et terminés par des houppes en nombre suivant la dignité ecclésiastique, et posé sur la croix pastorale à double branche.
Barons évèques. Toque de velours noir, retroussée de contre-vair, avec porte-aigrette en argent, surmonté de trois plumes, et accompagnée de deux lambrequins d'argent; le tout posé sur la croix pastorale et surmonté du chapeau épiscopal de sinople avec cordons du même, entrelacés et terminés chacun par six houppes, 1.2.3.

Per quanto riguarda il numero dei fiocchi, per i quali la legislazione napoleonica rimanda a quella ecclesiastica, va notato che per i cardinali venne fissato a 15 per lato solo nel 1832. E 15 fiocchi, ma verdi, sono concessi anche ai patriarchi e primati che non siano stati elevati alla porpora.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: martedì 23 dicembre 2008, 12:17
da Julius
Caro Guido,
ho consultato la sezione di "Insegne e simboli" da te citata, ma purtroppo non ho trovato alcun riscontro all'affermazione che riguarda il numero dei fiocchi, che sarebbero stati portati, a dire dell'autore del libro sugli arcivescovi di Torino, da 10 a 15 per parte! Qualcun conosce altri stemmi arcivescovili dell'epoca che riportino questo numero di fiocchi?
Un saluto cordiale a tutti.
Julius

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: martedì 23 dicembre 2008, 14:00
da Guido5
Caro Julius,
logico che tu non abbia trovato nulla. La legislazione napoleonica, quanto ai fiocchi, si rifaceva alla consuetudine: "terminés par des houppes en nombre suivant la dignité ecclésiastique" e qualche abuso ancora c'era... Ciao!
Guido5

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: martedì 23 dicembre 2008, 16:59
da Antonio Pompili
Penserei anch'io come Guido a un abuso, o - se vogliamo leggere la cosa più benevolmente - a un'imperizia dell'autore dello stemma, indipendentemente dalle circoscritte (ed effimere) regole dell'araldica napoleonica.
Anche il Barone Du Roure de Paulin nella sua opera L'héraldique Ecclésiastique (Paris 1910) dedica un paio di pagine (28-29) alle disposizioni dettate dallo statuto sulla nobiltà del 1° marzo 1808 da Napoleone circa gli stemmi di vescovi aventi il titolo di barone e di arcivescovi aventi il titolo di conte. Ma nulla si dice riguardo la presenza di 15 fiocchi per lato in uno stemma arcivescovile. D'altra parte, come è ben noto, già da oltre un secolo era diffusa e comunemente accettata la prassi di 10 fiocchi per lato in uno stemma arcivescovile, come affermato da Palliot e, poco dopo, Menestrier (nella seconda metà del XVII sec.).
Questa è un'illustrazione del pregevole Nouvelle Methode raisonnée du Blason del padre C.F. Menestrier (la foto è da una mia copia del 1728):
Immagine.
Anzi, se il Palliot distingueva fra arcivescovi primati e non primati, lo faceva differenziando gli stemmi in base alla croce (doppia per i primi, semplice per i secondi), ma per entrambi il numero dei fiocchi pendenti da ciascun lato era sempre di 10 (che del resto nel sec. XVII era corripondente al numero di fiocchi per i patriarchi).
Questo diffuso e chiarissimo uso trova una testimonianza nello stesso libro citato dal gentile Julius, dove non si trovano altri esempi di stemmi con cappello verde con più di 10 fiocchi per lato, nemmeno tra i più vicini predecessori e i più prossimi successori di Mons. Della Torre.
Le disposizioni dell'araldica napoleonica non potevano certo mirare a modificare gli usi propri delle ornamentazioni ecclesiastiche, ma solo ad uniformare i contrassegni nobiliari presenti negli stemmi prelatizi a quelli degli altri nobili.

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: sabato 27 dicembre 2008, 1:18
da FML
Julius ha scritto:Stavo leggendo l'interessante libro: Il card. Domenico Della Rovere costruttore della cattedrale e gli arcivesocvi di Torino dal 1515 al 2000 - Stemmi, alberi genealogici e profili biografici, quando a pag. 159-160 trovavo questa precisazione:
"(...) Il numero delle nappe fu portato da dieci a quindici per lato, i colori verde e rosso erano l'unico segno di distinzione tra gli stemmi dei conti arcivescovi e quelli dei cardinali."
Qualcuno conosce queste disposizioni di Napoleone I° in merito di araldica ecclesiastica?

Gentile Julius,
non ho mai avuto modo di riscontrare cappelli prelatizi, nella fattispecie vescovili o arcivescovili, il cui numero di nappe sia stato araldicamente modificato a seguito di disposizioni napoleoniche.

A proposito del presule in questione, le riporto quanto brevemente scritto su di lui nel libro Origine e vicende della Diocesi di Sassari nella presenza pastorale dei suoi Vescovi del sac. Pietro Desolle (Sassari, 2000):

GIACINTO DELLA TORRE (1790-1797)
Di Saluzzo, apparteneva alle famiglia nobiliare dei conti di Lucerna e Valle. Era agostiniano e lettore di teologia. Di salute cagionevole, fu costretto a lunghe permanenze nel continente. Nell'imminenza dello sbarco in Sardegna delle truppe francesi di Napoleone (29 dicembre 1792) indirizzò al popolo due lettere pastorali per invitarlo a combattere le idee anticristiane della Rivoluzione impegnando, qualora fosse necessario, anche i beni della Chiesa (1). Nel tempo della rivoluzione antifeudale fu preso di mira tanto che nel 1796 venne arrestato e tradotto a Cagliari insieme al governatore Antioco Santuccio (2). Dalle firme apposte sui Quinque libri risulta che ha effettuato una visita pastorale nel 1794. Fu trasferito ad Acqui.

1 - TURTAS, Storia della Chiesa, p. 536 e nota 22;
2 - COSTA, p. 1134; cfr P. TOLA, Dizionario, III p. 168.


Lo stemma del vescovo Giacinto della Torre sembra essere (l'immagine visibile nel libro non è molto chiara): di (...), alla torre di (...) attraversante su due scettri gigliati di (...) posti in decusse, al capo di religione dell'Ordine di Sant'Agostino, sostenuto da una fascia di (...) caricata da un'aquila bicipite di (...). Lo scudo è timbrato da una corona comitale posta sotto il galero episcopale.

Buon Natale di Gesù e sereno anno 2009! :)

Ferrante

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2008, 11:51
da danti73
Essendo io uno degli autori del libro, quello che si è proprio occupato della parte araldica sia a livello di ricerca che nel ridisegnare gli stemmi vescovili, rispondo volentieri ai dubbi in merito al numero delle nappe di monsignor Della Torre. Bisogna premettere che tutti gli stemmi presenti del libro sono fedeli agli originali, ragion per cui lo stemma di mons. Della Torre aveva in effetti un numero di nappe fuori dall'ordinario. Non era ne diventò mai cardinale o patriarca eppure il numero delle nappe corrispondeva a quelli delle predette dignità. Un abuso? Probabilmente. Ma da non ricercare in un 'abitudine nei suoi predecessori o nei suoi successori.
Sarebbe interessante scoprire se anche altri arcivescovi di altre diocesi portassero lo stesso numero di nappe nei loro stemmi, ad esempio l'arcivescovo di Milano.

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2008, 13:00
da Guido5
Cari amici,
a Torino i sei immediati predecessori di mons. Giacinto della Torre (1805-1814) come arcivescovi sono stati Michele Antonio Vibò (1690-1713), Francesco Arborio di Gattinara (1727-1743), Giovanni Battista Rotario da Pralormo (1744-1766), Francesco Luserna Rorengo di Rorà (1768-1778), Vittorio Maria Baldassare Gaetano Costa d'Arignano (1778-1796), Carlo Luigi Buronzo del Signore (1797-1805). Di questi solo Costa d'Arignano fu elevato alla dignità cardinalizia.
Anche Milano, più o meno nello stesso periodo, ebbe sette arcivescovi, tutti cardinali ad eccezione dell’ultimo: Federico Caccia (1693-1699), Giuseppe Archinto (1699-1712), Benedetto Odescalchi-Erba (1712-1736), Gaetano Stampa (1737-1742), Giuseppe Pozzobenelli (1743-1783), Giovanni Battista Caprara Montecuccoli (1802-1810), Carlo Sozzi (1810-1818).

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: domenica 28 dicembre 2008, 14:02
da Julius
Rispondendo all'autore Dandi73 (se altri arcivescovi presentassero un numero alterato di nappe)devo dire che conosco un altro caso di arcivescovo con 15 nappe per parte. Trattasi del vescovo Giovan Francesco Guerrieri (di Fermo) Vescovo di Rimini (1819-1822) ma che manteneva il titolo personale di "Arcivescovo in partibus" di Atene.
Lo scudo presenta questa particolare variante dello stemma dei Guerrieri di Fermo: Di rosso, al leone d´oro con una mazza priorare (?) fra le branche.
Stemma difficile da interpretare, per il numero dei fiocchi e per l'oggetto non ben identificabile che tiene fra le branche al posto dell'elmo, generalmente usato dai Guerrieri di Fermo.
Un cordiale saluto.
Julius

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: martedì 30 dicembre 2008, 9:33
da danti73
Signori il discorso diventa interessante.
Sono andato a verificare se lo stemma con il monogramma di mons. Della Torre (precedente a quello napoleonico) quante nappe avesse e anche questo risulta aver il numero corrispondente a quello dei cardinali.
Ho poi trovato alcuni stemmi dei vescovi di Vercelli ed ho scoperto che di mons. Giovanni Battista Canaveri (vescovo di Vercelli dal 1805 al 1811) aveva, come mons. Della Torre, uno stemma carico del monogramma delle sue iniziali e successivamente uno stemma conforme all'araldica napoleonica, ebbene, entrambi gli stemmi avevano un numero di nappe corrispondenti alla dignità di arcivescovo mentre mons. Canaveri era solo vescovo! Il primo arcivescovo di Vercelli fu infatti mons. Giuseppe Maria Grimaldi nel 1817.

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: martedì 30 dicembre 2008, 10:42
da danti73
Riguardo all'elenco dei vescovi di Torino di Guido5 vorrei solo aggiungere che oltre al card. Costa anche il Roero (Rotario) di Pralormo fu nominato cardinale.

Re: Napoleone e l'araldica ecclesiastica

MessaggioInviato: martedì 30 dicembre 2008, 11:00
da Guido5
danti73 ha scritto:anche il Roero (Rotario) di Pralormo fu nominato cardinale.
...esatto, nel Concistoro del 5 aprile 1756! Mi scuso per l'omissione.

Ciao a tutti!
Guido5