Figure "quasi fotografiche"

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Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Guido5 » venerdì 7 novembre 2008, 0:49

Cari amici,
per l’ormai vasta collezione di stemmi religiosi di don Antonio, ecco quello di mons. Wacław Depo, vescovo di Zamość-Lubaczów in Polonia, realizzato da Tomasz Steifer.
Immagine
A parte le insolite partizioni, le due tonalità di azzurro, la semplicissima croce vescovile che lo accolla, noto un ennesimo particolare “al naturale” (direi "quasi fotografico"): la croce astile usata da Paolo VI e Giovanni Paolo II.
Lo stemma ha anche la caratteristica di essere caricato di due scudetti. Per curiosità quello di rosso alle tre lance d’oro, due decussate e una in palo, punta in basso, è dell’«herb» Jelita, mentre quello in punta ha le figure degli «herb» Odrowąż e Drużyna.
Per citare altre due "fotografie", ricordo il panorama di Hong Kong nello stemma del card. Zen e i "tre monti" di Brisighella per il card. Silvestrini.

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 7 novembre 2008, 12:57

Sei troppo buono con me, caro Guido. "Vasta" è una parola grossa per indicare la abbastanza fornita collezione di stemmi religiosi nel mio modesto archivio araldico.
Non manca nella mia raccolta una cartella dal titolo "Stemmi dei prelati polacchi". Ma all'appello questo mancava proprio, e te ne sono grato.
Sono dell'idea che l'araldica polacca in generale sia molto interessante, soprattutto a motivo dell'uso di herb, di cui qui troviamo due esempi.
Suppongo che l'uso dell'herb Jelita sia in qualche relazione con l'arma della famiglia Zamoyski che viene dal gruppo di armi Jelita. I membri di questa famiglia furono signori della contea di Zamość, sede diocesana del vescovo (la città fu fondata nel 1580 dal Cancelliere e Capo dell'Esercito della Confederazione Polacco-Lituana Jan Zamoyski). Le tre lance si trovano oggi nella bandiera, e uno scudetto simile a quello presente nello stemma vescovile si trova nello stemma dlla Città:
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Sarei portato a pensare che al nome della seconda sede soggetta al governo del vescovo, Lubaczów, sia legata la presenza del secondo herb in un modo simile al precedente. Ma non ho elementi per affermarlo con certezza.
Quanto al fatto che tu registri
noto un ennesimo particolare “al naturale” (direi "quasi fotografico"): la croce astile usata da Paolo VI e Giovanni Paolo II

non escluderei che si tratti in generale di un riferimento alla Sede Apostolica, più che di un mirato riferimento al compianto papa con il quale il vescovo condivideva la nazionalità, come sarebbe forse più facile pensare (almeno io a prima vista avevo fatto questa associazione). Infatti ai tempi della nomina vescovile di Mons. Wacław Depo (agosto 2006), anche il papa felicemente regnante faceva ancora uso della ferula utilizzata dai suoi predecessori, prima di passare ad usare quella del beato Pio IX. Non avrei tanti dubbi invece nel ritenere chiaro riferimento all'arma di Giovanni Paolo II la M d'oro (su uno stemperato quarto "di cielo").
Credo che anche altri amici del forum saranno d'accordo con me nel ritenere che questo stemma, nella sua "particolarità" (uso il termine in senso totalmente neutrale), sia molto interessante.
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda giuseppe.q » venerdì 7 novembre 2008, 14:15

Mi permetto di postare questa immagine:

Immagine

Si tratta appunto dello stemma del Card. Ignatius Pin-Mei Kung
Pià fotografico di cosi... :D

Buona giornata a tutti

Giuseppe
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Guido5 » venerdì 7 novembre 2008, 16:12

Cari amici,
ringrazio Giuseppe per questa "chicca". Fino a quando verranno fuori altri esempi considereremo dunque il card. Ignatius Gong Ping-Mei (che è vissuto tutto il secolo scorso, 1901-2000) un precursore dell'araldica ... fotografica. Mi complimento con don Antonio: la famiglia Zamoyski fa parte infatti dell'«clan» Jelita il cui stemma appare sulle vesti di San Tommaso apostolo. Si può invece escludere ogni legame dell'altro stemma con quello (per la verità non molto entusiasmante) di Lubaczów:

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 7 novembre 2008, 16:28

Guido5 ha scritto:Mi complimento con don Antonio: la famiglia Zamoyski fa parte infatti dell'«clan» Jelita il cui stemma appare sulle vesti di San Tommaso apostolo. Si può invece escludere ogni legame dell'altro stemma con quello (per la verità non molto entusiasmante) di Lubaczów:

Grazie, caro Guido!
Avevo notato l'assoluta impossibilità di ricondurre in qualche modo l'herb presente a caricare la campagna centrata dello stemma episcopale allo stemma della città di Lubaczów.
Ma forse sarebbero necessarie altre ricerche prima di escludere un qualunque collegamento tra la seconda sede della diocesi del nostro vescovo e quell'herb posto in punta dello scudo. Magari l'herb potrebbe richiamare più che la città, ad esempio la famiglia dei signori del luogo (come è del resto per l'altro herb che, prima di entrare nello stemma di Zamość, campeggia in quello dei conti Zamoyski). Oppure potrebbe fare allusione a qualche parentela del prelato.
Tutto è possibile. Ma, vista la difficoltà (almeno per me) della lingua, ogni ricerca in questo senso diviene sempre più complicata.
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Guido5 » venerdì 7 novembre 2008, 19:18

Caro don Antonio,
per lo scudetto ai piedi della croce nello stemma di mons. Depo, ho pensato anch'io a qualcosa di "personale". So che il Vescovo proviene da una famiglia operaia che ha legami con Henryk Sienkiewicz, ma né Depo né Sienkiewicz sono compresi in alcun "herb". Ho cercato allora lo stemma del luogo di nascita del Presule, Szydłowiec di Radom, e lo stemma è prorio quello...

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 8 novembre 2008, 11:22

Direi, caro Guido, che questo stemma - se forse dal punto di vista dell'esecuzione grafica non è proprio il massimo - nel suo complesso simbolico-raffigurativo è davvero interessante, perchè certamente ben lontano da un certo ripetersi di alcuni schemi (pur belli e signficativi) osservabile in non pochi stemmi ecclesiastici.
Pensavo un po' di più anche alla figura centrale... A parte il possibile riferimento alla Sede Apostolica di cui parlavo (se presente nei desiderata del vescovo, certo molto originale rispetto alla presenza delle chiavi "simil-petrine" che campeggiano - con disposizione cromatica opposta a quella delle chiavi pontificie e senza cordone a legarle - nello stemma di alcuni vescovi e arcivescovi di recente nomina), interessante è il fatto che non siamo davanti la rappresentazione del Crocifisso, il che, sappiamo, in uno stemma - anche in uno stemma ecclesiastico - non è probabilmente da considerarsi la scelta migliore. Qui siamo davanti alla rappresentazione di un crocifisso, tra l'altro a tutti noto, per tutti chiaramente identificabile e immediatamente evocativo.
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda FML » sabato 8 novembre 2008, 16:47

antonio p. v. g. ha scritto:questo stemma - se forse dal punto di vista dell'esecuzione grafica non è proprio il massimo - nel suo complesso simbolico-raffigurativo è davvero interessante, perchè certamente ben lontano da un certo ripetersi di alcuni schemi (pur belli e signficativi) osservabile in non pochi stemmi ecclesiastici.

Caro don Antonio,
la tua opinione sullo stemma episcopale proposto in questo dibattito da Guido mi trova pienamente d'accordo.
Di questa arma, infatti, ha colpito particolarmente anche me la presenza di alcuni significativi simboli che, come nel caso degli herb, testimoniano in modo evidente l'origine non solo geografica del titolare.
Al contrario, ciò che dello stemma in oggetto proprio non condivido è l'inconsueta partizione dello scudo e l'eccessivo (ed infelice) numero degli smalti utilizzati....questo, indipendentemente dalla pessima e certamente migliorabile esecuzione grafica del manufatto.

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Guido5 » lunedì 10 novembre 2008, 14:55

Cari amici,
a mio parere il difetto di fondo di questo stemma (e di moltissimi altri, non solo in ambito religioso) è la pretesa di diventare una "summa" di significati. Non c'è dubbio che l'aver voluto dare un campo di cielo alla "M" e di verde (come il galero, ad indicare la diocesi) allo stemma di Lubaczów ha trasformato il tutto in un'arlecchinata. Non sono d'accordo invece con Ferrante sulle partizioni: anche qualcosa di inusuale può essere gradevole:
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e questa semplice e rapida rielaborazione mi sembra dimostrarlo. Chissà, d'altra parte cosa è stato detto del primo "interzato in cappa"...

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 10 novembre 2008, 16:03

Guido5 ha scritto:Cari amici,
a mio parere il difetto di fondo di questo stemma (e di moltissimi altri, non solo in ambito religioso) è la pretesa di diventare una "summa" di significati.

Sì, sono d'accordo! Ottima, in uno stemma ecclesiastico, la commistione fra riferimenti simbolico-religiosi, allusioni biografiche e richiami a luoghi e persone. Ma proprio tutto in uno stemma non si può mettere... Personalmente son dell'idea che l'arma di un ecclesiastico non dovrebbe esser portatrice di più di due o tre significati essenziali. E che questi debbano essere "affidati" alla raffigurazione del numero più possibile limitato di partizioni, smalti e figure. Uno scudo troppo ingombro non è mai la soluzione ideale. E resta anche difficilmente ricordabile (oltre che rappresentabile)...

Non c'è dubbio che l'aver voluto dare un campo di cielo alla "M" e di verde (come il galero, ad indicare la diocesi) allo stemma di Lubaczów ha trasformato il tutto in un'arlecchinata.
Non sono d'accordo invece con Ferrante sulle partizioni: anche qualcosa di inusuale può essere gradevole:

Molto simpatico, oltre che felicemente riuscito, il tuo tentativo di semplificazione, caro Guido!
Anch'io sono del parere che ciò che è inusuale può essere gradevole. Anzi, credo che proprio le "novità" siano capaci di rendere l'araldica, anche ecclesiastica, viva e vitale.
Qui siamo in presenza di un capo d'oro e di una campagna d'azzurro entrambi centrati. Ora, campagne centrate mi era capitato di incontrarle. Un capo centrato ancora no. Mai, poi, avrei pensato di poter un giorno incontrare uno stemma con un capo e una campagna entrambi dotati di convessità. La presenza di due pezze simili in uno stemma è, se non un caso unico (questo sarebbe difficile dirlo con certezza), senza dubbio raro. E questo, al di là degli inviolabili gusti personali, rende il nostro stemma vescovile - pur se forse un po' troppo variopinto - degno di attenzione e rispetto, come tutti gli altri e forse più di tanti altri.
Il mio non è un elogio alla originalità fine a se stessa, nè tanto meno alla originalità a tutti i costi. Il buon gusto - spesso coincidente con la sobrietà - deve avere il suo spazio.
Ma solo se l'araldica riesce ad essere originale riuscirà a esser quello che deve essere. E questo vale anche per l'araldica ecclesiastica.
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda FML » martedì 11 novembre 2008, 9:37

Sì, la tua rielaborazione, carissimo Guido, ha effettivamente reso lo stemma in oggetto più gradevole. Il mio parere sul manufatto, tuttavia, non cambia.

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Guido5 » domenica 23 novembre 2008, 1:52

Cari amici,
questi due stemmi li ho fotografati a Cartagena de Indias, in Colombia. Sono ai lati dell’altar maggiore della chiesa con la tomba del gesuita spagnolo san Pietro Claver (1580-1654), protettore degli schiavi deportati dall’Africa, e a lui dedicata.

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Lo stemma di sinistra (croce e pastorale sembrano superflui) è quello di papa Leone XIII, Gioacchino Pecci, che canonizzò Claver nel gennaio 1888. L’altro dovrebbe essere quello del milanese mons. Eugenio Biffi, del PIME, vescovo di Cartagena dal 1882 al 1896, e in carica quindi nel 1888.

Immagine

Come si vede dal particolare, anche qui la parte inferiore è “fotografica”: rappresenta un paese e ha in primo piano un ponte con tre arcate visibili.

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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda di ca passero » domenica 30 novembre 2008, 12:52

Caro Guido che ne diresti di uno stemma topografico?Si riferisce ai conti Bonzi.
Inqartato,nel primo e nel quarto d'oro alla croce di verde e nel terzo campo di cielo:nel punto sinistro del capo un lago,uscente dall'angolo,nell' angolo sinistro della punta una roccia che si stende sino al capo,piantata di tre alberi e scendente in sbarra:la roccia accompagnata verso la punta e a sinistra da un lago contornato da alberi con un fiume,scorrente in banda all'angolo sin.del capo all' angolo des della punta,con un isola di terra attraversante, il tutto al naturale.
Il paesaggio descritto è quello del fiume Serio di cui i Bonzi divennero conti nel 1694.
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Gian » domenica 30 novembre 2008, 14:22

Scusatemi ma solo io trovo tutti questi stemmi(tranne qualche raro caso) agghiaccianti???
G.
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Re: Figure "quasi fotografiche"

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 30 novembre 2008, 16:09

Certamente i primi stemmi non avrebbero avuto mai e poi mai soggetti paesaggistici.
Scopo delle prime semplicissime armi era quello preciso della veloce identificazione del titolare nei campi d battaglia e ancor più nei tornei. Una o poche figure chiare, ben riconoscibili e il gioco era fatto.
Ma l'araldica ha conosciuto una sua evoluzione. A me piace considerare ogni stemma figlio del suo tempo, non solo determinato dai desideri precisi di chi lo ha ideato, ma anche influenzato necessariamente dai gusti artistici e dalle mode stilistiche dell'epoca in cui è stato concepito.
Anche se prediligo stemmi "semplici", di gusto più tradizionale, non disdegno certe armi con qualche carattere "fotografico", proprio perchè comunque espressione del legittimo desiderio di farsi riconoscere, di esser chiaramente identificati.
In fondo è questo che riteniamo sia uno stemma: espressione grafica del proprio nome. E quindi della propria storia, della propria personalità, e, volendolo, anche dei luoghi dove si è nati e/o vissuti. Tutto concorre a "fare" la persona. Tutto può concorrere a "fare" uno stemma.
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