Stemma di prelato
Ciao a tutti,
ho bisogno del vostro parere in merito ad uno stemma, che compare al centro di una alzata, in ceramica faentina, del XVIII° secolo, conservata presso il Museo Medievale di Bologna, pubblicata in “Ceramiche occidentali del Museo Medievale di Bologna”, di Carmen Ravanelli Guidotti, Bologna 1985.
L'autrice non ha attribuito l'arma, presente sul manufatto, ad alcuna famiglia, mentre parlando del cappello ecclesiastico, lo ha definito cardinalizio.
Lo stemma l'ho riferito alla mia famiglia, i Bagnoli, che alzano un troncato d'azzurro a tre stelle d'oro di 6 raggi disposte in fascia e di rosso a 3 bande d'argento; per quel che riguarda il cappello prelatizio, le 6 nappe per parte possono indicare un vescovo, un abate, un arciprete, o alcuni prelati onorifici.
Nella storia della mia famiglia, nel periodo cui fa riferimento la ceramica in questione, vi sono tre personaggi ai quali potrebbe essere appartenuta:
- Giovanni Battista, cappellano arcipretale della Pieve di S. Pietro in Silvis di Bagnacavallo, rettore beneficiato della Cappellania Bagnoli;
- Lodovico, fratello del precedente, canonico del corno sinistro di S. Michele di Bagnacavallo, rettore beneficiato della Cappellania Bagnoli;
- Domenico, canonico di S. Michele di Bagnacavallo.
Vi chiedo:
- da quando il cappello prelatizio cessò di essere prerogativa esclusiva dei cardinali, e fu assegnato, con differenza di nappe e colori, a tutte le dignità ecclesiastiche?
- in alcuni documenti dell'epoca tutti e tre i personaggi sono appellati abati: la carica di rettore di un beneficio ecclesiastico, od un canonicato, attribuivano tale dignità, oppure erano a quei tempi funzioni equiparate?
- infine, secondo voi, può essere confermata la mia attribuzione alla famiglia Bagnoli?
Di seguito le riproduzioni dell'oggetto in questione.

Un saluto,
Luca Bagnoli
ho bisogno del vostro parere in merito ad uno stemma, che compare al centro di una alzata, in ceramica faentina, del XVIII° secolo, conservata presso il Museo Medievale di Bologna, pubblicata in “Ceramiche occidentali del Museo Medievale di Bologna”, di Carmen Ravanelli Guidotti, Bologna 1985.
L'autrice non ha attribuito l'arma, presente sul manufatto, ad alcuna famiglia, mentre parlando del cappello ecclesiastico, lo ha definito cardinalizio.
Lo stemma l'ho riferito alla mia famiglia, i Bagnoli, che alzano un troncato d'azzurro a tre stelle d'oro di 6 raggi disposte in fascia e di rosso a 3 bande d'argento; per quel che riguarda il cappello prelatizio, le 6 nappe per parte possono indicare un vescovo, un abate, un arciprete, o alcuni prelati onorifici.
Nella storia della mia famiglia, nel periodo cui fa riferimento la ceramica in questione, vi sono tre personaggi ai quali potrebbe essere appartenuta:
- Giovanni Battista, cappellano arcipretale della Pieve di S. Pietro in Silvis di Bagnacavallo, rettore beneficiato della Cappellania Bagnoli;
- Lodovico, fratello del precedente, canonico del corno sinistro di S. Michele di Bagnacavallo, rettore beneficiato della Cappellania Bagnoli;
- Domenico, canonico di S. Michele di Bagnacavallo.
Vi chiedo:
- da quando il cappello prelatizio cessò di essere prerogativa esclusiva dei cardinali, e fu assegnato, con differenza di nappe e colori, a tutte le dignità ecclesiastiche?
- in alcuni documenti dell'epoca tutti e tre i personaggi sono appellati abati: la carica di rettore di un beneficio ecclesiastico, od un canonicato, attribuivano tale dignità, oppure erano a quei tempi funzioni equiparate?
- infine, secondo voi, può essere confermata la mia attribuzione alla famiglia Bagnoli?
Di seguito le riproduzioni dell'oggetto in questione.

Un saluto,
Luca Bagnoli
