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I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: martedì 9 settembre 2008, 11:53
da Sigillum1
Cari tutti, vi propongo lo stemma del governatore di Bologna Fabio Mirti Frangipane (1575) e due domande: l'una, ma i Mirti avevano davvero a che fare con i Frangipane? L'altra: non vi è dubbio che ai Frangipane devono attribuirsi, in questo stemma, i due leoni tenenti il pane, ma anche la campagna (?)con le bande? Un bandato, di smalti diversi, compare nello stemma di alcuni rami della famiglia (Amayden e Crollalanza), ma forse le due domande sono strettamente correlate, e peraltro, forse da porsi in luoghi diversi da questo forum...Un cordiale saluto. Silvia


[IMG=http://img204.imageshack.us/img204/7161/5438rm9.th.jpg]

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: martedì 9 settembre 2008, 19:10
da Tommaso Tartaglione
Gentile Silvia,
ecco quanto riportato dallo studioso caiatino Nicola Santacroce nel suo " Istituzioni e Società a Caiazzo in Età Moderna" Caserta 2005:
"Mirto Frangipane, secondo Francesco Zazzera, la famiglia era originaria di Roma, dove era identificata solo con il secondo cognome; vantava di discendere dalla gens Anicia e di aver avuto tra i suoi antenati Papa Gregorio I (540ca-604). Un ramo si trasferì in Terracina; in questa cittadina scelse per emblema il "mirto" nelle lotte per il potere politico locale e per questo incominciò a chiamarsi Mirto Frangipane. Da Terracina passò poi a S. Giovanni Maggiore nei pressi di Napoli e da qui, nel 1390 circa, a Caiazzo. Tra la fine del '5oo e i primi anni del '600 è attestato che l'unico ramo "nobile" sopravvissutole si fosse trasferito a Napoli, mantenendo in Caiazzo ancora le proprietà fondiarie. Il Melchiori, in riferimento al cognome Frangipane, fornisce una versione del tutto nuova da quella dello Zazzera ".... in una lite fatta tra il signore Aniballe (Mirto Frangipane), et gli huomini della detta famiglia nel Sacro Regio consiglio nell'anno 1586 dove fu detto (che) dicti (h)omines vocantur de famiglia Mirtea onde dalhora in poi quelli del detto Aniballe se ne sono cognominati Mirti Francipani....".
Questo è quanto, non so se le può essere utile.

Distinti saluti

Tommaso Tartaglione

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: mercoledì 10 settembre 2008, 9:37
da Sigillum1
Caro Tommaso, le sono molto grata per il suo contributo, che lascia comunque molta incertezza sulle origini della famiglia di questo vescovo, temo che dovrò cercare letteratura più recente. Un cordiale saluto. Silvia

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: domenica 28 settembre 2008, 15:23
da FML
Carissima Silvia,
come accennato nell´intervento precedentemente scritto dal gentile Tommaso Tartaglione, sappiamo che i Mirto Frangipane ebbero vari possedimenti nella terra di Caiazzo, luogo in cui questa famiglia, detta di antiche origini romane, possedette un vasto palazzo ancora oggi in parte esistente.
Nel cortile di questa medioevale struttura, rimaneggiata con architetture rinascimentali dai Sanseverino che ne divennero in seguito proprietari, si conserva una grande lapide sulla quale é incisa la seguente iscrizione latina:

IULIANUS MIRTEUS EPISCOPUS TROPIENSIS, OLIM CAJACENSIS
INVICTISSIMI ET SERENISSIMI DOMINI FERDINANDI DE ARAGONA
SICILIAEQUE REGIS MAJOR CAPPELLANUS ET COSILIARIUS
AC ALMI STUDII NEAPOLITANI GUBERNATOR ANNO DOMINI MCCCCLXXXXII

In essa si parla chiaramente di Giuliano de´Mirti, vescovo di Caiazzo e di Tropea nonché consanguineo dei presuli di origine caiatina Alessandro, Fabio (da te menzionato in questo dibattito) ed Ottavio Mirto Frangipane (sec. XVI).
Il manufatto litico in questione é corredato da un soprastante stemma araldico di famiglia, presumibilmente appartenuto allo stesso vescovo Giuliano. Nello scudo compare solo un albero (di mirto) sradicato.

Spero quanto prima di poterne postare un´immagine e, soprattutto, che quanto scritto possa esserti utile. Buona Domenica! :)

Ferrante

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: martedì 30 settembre 2008, 22:00
da Sigillum1
Cari tutti e caro Ferrante, grazie di nuovo...ma come fai ad estrarre sempre, magicamente, dal cappello, le fonti e le immagini giuste? Dunque qui il secondo cognome non compare e si può supporre che sia stato acquisito più tardi, da qui alla seconda metà del XVI secolo, ma non trovo alcuna traccia di un apparentamento, anche con uno dei tanti rami in cui, secondo Amayden, la famiglia si era suddivisa. Grazie comunque, a te e a Tommaso e a presto. Silvia
PS. e scusate il ritardo, sono stata fuori città e ho visto la bellissima decorazione araldica di castel Roncolo...

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: sabato 11 ottobre 2008, 8:04
da T.G.Cravarezza
Zaccheo ha scritto:Carissima Silvia,
come accennato nell´intervento precedentemente scritto dal gentile Tommaso Tartaglione, sappiamo che i Mirto Frangipane ebbero vari possedimenti nella terra di Caiazzo, luogo in cui questa famiglia, detta di antiche origini romane, possedette un vasto palazzo ancora oggi in parte esistente.
Nel cortile di questa medioevale struttura, rimaneggiata con architetture rinascimentali dai Sanseverino che ne divennero in seguito proprietari, si conserva una grande lapide sulla quale é incisa la seguente iscrizione latina:

IULIANUS MIRTEUS EPISCOPUS TROPIENSIS, OLIM CAJACENSIS
INVICTISSIMI ET SERENISSIMI DOMINI FERDINANDI DE ARAGONA
SICILIAEQUE REGIS MAJOR CAPPELLANUS ET COSILIARIUS
AC ALMI STUDII NEAPOLITANI GUBERNATOR ANNO DOMINI MCCCCLXXXXII

In essa si parla chiaramente di Giuliano de´Mirti, vescovo di Caiazzo e di Tropea nonché consanguineo dei presuli di origine caiatina Alessandro, Fabio (da te menzionato in questo dibattito) ed Ottavio Mirto Frangipane (sec. XVI).
Il manufatto litico in questione é corredato da un soprastante stemma araldico di famiglia, presumibilmente appartenuto allo stesso vescovo Giuliano. Nello scudo compare solo un albero (di mirto) sradicato.

Spero quanto prima di poterne postare un´immagine e, soprattutto, che quanto scritto possa esserti utile. Buona Domenica! :)

Ferrante


Immagine
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Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: sabato 11 ottobre 2008, 16:56
da MMT
Potrebbe trattarsi di un ramo della famiglia che oggi è Mirti della Valle (Mirti Monticelli della Valle)?

MMT

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: sabato 11 ottobre 2008, 17:31
da FML
MMT ha scritto:Potrebbe trattarsi di un ramo della famiglia che oggi è Mirti della Valle (Mirti Monticelli della Valle)?

Caro Michele,
posso dirti che il vescovo Giuliano a cui la lapide e lo stemma araldico visibili nelle immagini si riferiscono, apparteneva in modo storicamente documentato alla famiglia Mirto di Caiazzo, unitamente ai menzionati presuli Alessandro, Fabio ed Ottavio.
Come giá scritto negli interventi precedenti, questa nobile stirpe che pretendeva origini partenopee e, ancor prima, romane, si chiamó anche Mirto Frangipane, rivendicando una presunta discendenza ( :roll: genealogica?) dai potenti ed antichi Frangipane di Roma.

Ferrante

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: sabato 11 ottobre 2008, 18:58
da Sigillum1
Cari tutti, grazie di cuore per il vostro aiuto; ritengo che Ferrante abbia ragione, questa è effettivamente la famiglia del "mio" governatore, la quale, come del resto mi è parso di leggere fra le righe in altro luogo, tentò, e devo dire con successo, dato che infine il doppio cognome, Mirti Frangipane, compare pure sulle pareti della Sala Urbana di Bologna, e che lo stemma, inquartato, figura in Archiginnasio e in molti altri luoghi, di inserire nella propria genealogia, una famiglia di tradizione antichissima: un'operazione, credo, abbastanza consueta, in età moderna. Un cordiale saluto. Silvia

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: lunedì 10 novembre 2008, 21:57
da Davide Shamà
ricevo questa comunicazione dal dott. Giorgio Mirti della Valle:

MIRTI FRANGIPANE – MIRTI della VALLE

A chiarimento di quanto è stato riportato sul sito “ I Nostri Avi” sui Mirti Frangipane, a seguito di approfondimento della materia, dovrà evidenziarsi la fondatezza di quanto scritto nella sua opera dallo Zazzera ( Della Nobiltà in Italia- edito Napoli 1615, vol. II, Frangipane detti Mirti in Regno ) da cui risulta che il ramo dei Frangipane che risiedevano in Terracina, a causa delle lotte per il dominio della città, si posero a capo di una fazione alzando come impresa “il mirto”, contro altra fazione che alzava come impresa “ la rosa”. Quest’ultima scacciò da Terracina i Frangipane che si trasferirono a Napoli dove si identificarono con il nome dell’insegna “il mirto” simboleggiato nello stemma. Lo storico Scipione Ammirato nell’opera: “ Delle Famiglie Nobili Napoletane” (edito a Firenze nel 1580, vol. 1 , pag. 14) tra le famiglie nobili presenti a Napoli così scrive:
“I Mirti mostrano essere i Frangipane Romani, ma venuti ultimamente da Terracina”, così confermando quanto scritto dallo Zazzera.
Infatti Anello e Nicolò Frangipane, nipoti del primo Nicolò signori di Astura, si insediarono nel rione di San Giovanni Maggiore in Napoli ed in un atto del 1390 rogato dal Notaio Stefano di Gusto risulta che acquistarono una vasta proprietà presso la città di Caiazzo. In tale atto si legge: “ Anellus et Nicolaus Fraipane detti Mirteii ex civitate Terracinae ecc…” dove viene evidenziato il cognome Mirti.
Anello morì in battaglia lasciando il figlio Giovanni che nel 1421 troviamo”cameriere” della regina Giovanna e da quest’ultimo deriverà la linea dei Mirti passati ad Eboli e quindi in altre località dell’Italia centro-meridionale (Puglia-Abruzzi), come sarà trattato.
Nicolò (fratello di Anello) procreò Paolo che con Cornelia Embriachi, generò Cecco, Pietro, Giuliano e Vitale. Mentre Cecco e Pietro risiedettero a Napoli, Giuliano (nominato nel 1472 Vescovo di Caiazzo- vedi la iscrizione sul palazzo Mirti a Caiazzo) e Vitale passarono a Caiazzo. Quest’ultimo ebbe Alessandro (vescovo di Caiazzo nel 1529) e Pietro il quale generò Fabio (vescovo di Caiazzo nel 1537, governatore delle Marche e quindi di Perugia e di Bologna, ecc..) e Silvio, da cui nacque Ottavio (vescovo di Caiazzo nel 1572, e arcivescovo di Taranto nel 1605, governatore di Bologna nel 1587). Mons. Ottavio morì nel 1612 a Taranto, tumulato nella cattedrale di S. Nicola, sul sepolcro è scolpita l’arma dei Frangine inquartata con l’albero del mirto. Infatti come si rileva nello stemmario conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli (x a.42) manoscritto del XVII secolo, l’arma dei Mirto Frangipani è presente tra le famiglie nobili extra sedile di Napoli: “inquartato nel I e nel IV: troncato nel 1° d’azzurro ai leoni controrampanti d’oro con un pane d’argento tra le zampe anteriori, nel 2° d’azzurro alle tre bande d’oro; nel II e III d’oro all’albero del mirto sradicato nodrito di verde”.
Nello stemmario si rinviene anche l’arma dei Frangipnae (senza l’inquarto di Mirti) tra le famigli estinte nel sedile di Portanova. Trattasi dei discendenti di Pietro Frangipane, dei signori di Astura che, unitamente al fratello Giovanni, consegnò nel 1268 Corradino di Svevia agli Angioini e passato a Napoli fu infeudato di Pelosa, Terracosa, Ponte e Tragnito ed aggregato al seggio di Portanova.
A tale proposito dovrà ricordarsi che lo stemma dei Frangipane, con “Leone” circa nel 1155, a seguito di matrimonio, aggiunge nell’arma una campagna rossa carica di tre bande d’oro, così pure risulta nell’arma dei Frangipane di Astura dove Giorgio, circa nel 1350, rappresenta nello stemma una campagna caricata di “sbarre d’oro e vermiglie (sic)”, per la parentela con la famiglia Madaleni (nel testo dello Zazzera lo stemma è raffigurato con bande e non con sbarre, inoltre ha una fascia al centro).
Ecco le ragioni per cui nello stemma dei Mirto Frangipane si rinviene la campagna caricata di tre bande (o troncato).
Quanto scritto dal Melchiori sull’aggiunta del cognome Mirti da parte di un Anniballe Mirto Frangipane nel 1586 non ha alcun fondamento né un costrutto logico, indubbiamente è un errore di interpretazione di quanto allora è successo da parte del Melchiori. Infatti già nel 1492 nella lapide posta sul palazzo Mirti Frangipane di Caiazzo, è citato Giuliano Mirteus vescovo di Tropea e Caiazzo, per non citare l’atto del 1390 del notaio De Gusto che indica i Frangipane come detti Mirtei e lo scritto dell’Ammirato che nel 1580 indica la famiglia Mirti come discendente dai Frangipane venuta da Terracina. Annibale Mirti Frangipane, residente a Napoli discenderebbe da Pietro di Paolo di Nicolò, attraverso Fazio, Francesco, Antonio coniugato con Giulia Mirti e risulta sposato con Vittoria Mirto Frangipane, del ramo discendente da Vitale di Paulo di Nicolò, attraverso Pietro, Silvio (sposato a Laura della Gatta). Questo Annibale pose in disuso il cognome Frangipane e usò solo il cognome Mirti da qui l’interpretazione che fu Annibale a cognomizzarsi Mirti. Infatti il figlio don Placido nel registro del Convento dei Padri Teatini in Roma risulta solo con il cognome “Mirti”.
Passando all’altro ramo dei Frangipane detti Mirti discendenti da Anello (che da Terracina passò a Napoli con il fratello Nicolò), vedremo che da Giovanni (cameriere della regina Giovanna), discenderebbero Anello, Masello (vescovo di Capua nel 1441), Vinciguerra (infeudato nel territorio di Eboli) e Giovanni.
Questi ultimi passarono ad Eboli ed alzarono come stemma “l’albero del mirto in campo d’oro”, come risulta nello stemmario della biblioteca nazionale di Napoli tra le famiglie nobili di Eboli e si appellarono con il solo cognome Mirto. Il figlio di Anello Junior, Nicola fu nominato dal Re Ferdinando d’Aragona maestro di campo e familiare domestico e per i suoi meriti in battaglia gli concesse il feudo dell’Olmo nelle Filette, (pertinenza dell’Università di Eboli) come si rileva da quanto scritto dal Pacichelli (Il Regno di Napoli in prospettiva - ed. Napoli 1703, vol. 1 pag. 217 /218) e da altri autori.
Il bar. Nicola ebbe più figli tra i quali Giovanni che si ritiene fosse lui passato a Teramo al seguito del Duca d’Atri, signore (maritali nomine) di Eboli (vedi Brunetti- Originali Storie di Teramo- biblioteca De Mei Chieti; Palma – Storia Ecclesiaste e Civile Diocesi di Teramo- ecc...) da cui i Mirti d’ Abruzzo, Giuliano (vescovo di Ruvo), e Bernardino (primogenito) da cui Gianfrancesco (vescovo di Ruvo) ed Andrea, che si ritiene fosse lui passato in Puglia a seguito dello zio Giuliano, vescovo di Ruvo, (vedi G. Mercadante- Altamura Nobilissima, ed. 1996 Brindisi, pag, 272, nel testo :”lo scudo di tipo seicentesco riporta nel campo l’arma dei Mirti: l’albero di mirto con due leoni controrampanti e di sotto tre bande”), da cui i Mirti di Altamura nonché Carlo che ebbe Orazio anch’esso Vescovo di Ruvo (vedi anche l’Ughelli Ittalia Sacra per tutti i Vescovi Mirti).
Relativamente allo stemma di questo ramo di Eboli dovrà notarsi che, contrariamente a quanto fatto nelle linee dei Mirti di Napoli e di Caiazzo in cui l’arma dei Frangipane fu inquartata con l’albero del mirto, seppure originariamente fu posto nello stemma il solo albero del mirto, nei primi del XVI sec. sui palazzi, nelle cappelle e sulle lapidi sepolcrali della famiglia Mirti di Eboli compare l’arma dei Frangipane con al posto dei pani l’albero del mirto (arma che si rinviene anche sul duomo di Ruvo: “all’albero del mirto sostenuto da due leoni controrampanti su una campagna caricata di tre bande” - a seconda dei rami i colori dei metalli e degli smalti variano - vedi Longobardi- Eboli Cronaca e Storia – tipografia Eboliana a.1938, pagg. 190-195; Di Gerardo e Manzone – Eboli Storia e Leggenda – Spinelli Editore, pagg. 102,108 e 151).
Per rispondere al quesito se i Mirti d’Abruzzo oggi Mirti della Valle discendono dallo stesso ceppo dei Frangipane, dovrà osservarsi che la tradizione familiare ricorda che siano passati dal napoletano in Abruzzo. Alcuni autori (Brunetti, Palma, ecc…) hanno scritto che cittadini di Eboli si trasferirono a Teramo al seguito del duca d’Atri Andrea Matteo III Acquaviva che aveva sposato donna Caterina della Ratta ereditiera della signoria di Eboli, il quale avendo nelle sue mire di estendere il suo dominio su Teramo come avevano tentato i suoi predecessori, fece in modo che persone di nobile rango a lui devote da Eboli passassero a Teramo per assecondare il suo disegno che poi non ebbe successo. Tra questi cittadini di Eboli, data la corrispondenza del periodo storico si ritiene che ci fosse Giovanni Mirti che con la famiglia passò a Teramo.
Comunque, la conferma di questo passaggio a Teramo da parte dei Mirti sarebbe data dallo stemma (identico a quello dei Mirto di Eboli nel sec. XVI, senza i monti che sono stati messi nel secolo XVII dopo l’acquisto di feudi montani), dalla stessa iscrizione del cognome Mirto o de Mirto sugli atti pubblici e privati, che nel secolo XV indicava con certezza lo stesso ceppo familiare e dalla concomitanza e ricorrenza dei nomi propri dei discendenti di Teramo e Tossicia che si propongono in continua successione (Giovanni, Nicola, Giovanfrancesco, ecc...) con quelli dei Mirto di Eboli, nonché da altri elementi confermativi tra cui quello che i Mirti di Abruzzo erano già nobili prima del trasferimento a Teramo, dove non risultavano presenti prima del XVI secolo.

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: lunedì 10 novembre 2008, 23:28
da Sigillum1
Ringrazio il dott. Mirti della Valle, e il dott. Shamà, per le informazioni che mi hanno cortesemente fornito e che mi consentiranno probabilmente di meglio descrivere la documentazione araldica proposta nel forum. Data la complessità dei dati e la mia scarsa competenza sul tema, mi riservo di leggere con calma e attenzione il testo, per chiedere eventualmente ad entrambi i forse necessari "lumi". Un cordiale saluto. Silvia

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: martedì 11 novembre 2008, 9:40
da FML
Carissima Silvia,
nei giorni scorsi ho condotto una piccola indagine sulle varie tipologie di stemmi utilizzati nel corso dei secoli da alcuni ecclesiastici della famiglia Mirto Frangipane. Quanto prima le fornirò il risultato.

Cordialmente,
Ferrante

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: martedì 11 novembre 2008, 18:06
da Sigillum1
Caro Ferrante, le sono davvero molto grata, anche perchè infine questa famiglia mi ha incuriosita, al di là del concreto obbiettivo della descrizione degli stemmi. Un affettuoso saluto. Silvia

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: venerdì 14 novembre 2008, 18:27
da Sigillum1
Cari tutti, ho letto più attentamente il testo inviato dal dott. Mirti della Valle; difficile dare una valutazione intorno alla grande mole di dati forniti senza poter esaminare le fonti, ivi compreso il testo principale, quello di Francesco Zazzera, che temo non sia disponibile a Bologna e che non ho mai utilizzato; vedo dal Mazzatinti che esistono suoi manoscritti relativi alla genealogia della famiglia, conservati in Friuli e ne deduco perciò che si trattava certamente di persona competente circa la storia della famiglia, ma so per esperienza che i genealogisti attribuivano loro, a volte, le origini e le parentele desiderate e che piegavano spesso le fonti ai loro obbiettivi, e perciò, anche alla luce della documentazione prodotta recentemente da Ferrante, ritengo che una risposta definitiva potrebbe venire soltanto da una revisione della documentazione d'epoca.
Ho avuto occasione di occuparmi di sigilli della famiglia Frangipane e di quei loro emblemi davvero singolari e non mai compresi del tutto (le teste dei ss. Pietro e Paolo che affiancano una croce astile, una iconografia assai simile a quella delle bolle papali), e ho sempre pensato che gli stemmi della famiglia avrebbero potuto essere fra i più antichi, tali da contendere il primato persino agli Anglo Normanni; e a questo proposito, domando al dott. Mirti della Valle, che così scrive: A tale proposito dovrà ricordarsi che lo stemma dei Frangipane, con “Leone” circa nel 1155, a seguito di matrimonio, aggiunge nell’arma una campagna rossa carica di tre bande d’oro, così pure risulta nell’arma dei Frangipane di Astura dove Giorgio, circa nel 1350, rappresenta nello stemma una campagna caricata di “sbarre d’oro e vermiglie (sic)”, per la parentela con la famiglia Madaleni (nel testo dello Zazzera lo stemma è raffigurato con bande e non con sbarre, inoltre ha una fascia al centro), che cosa intende per stemma con "leone"? Esiste documentazione araldica coeva che mostri uno stemma della famiglia tanto stabile da poter essere implementato, per matrimonio, nel 1155? E si hanno notizie di questa famiglia Madaleni? Ringrazio sin d'ora il dott. Mirti della Valle per la cortesia, e un cordiale saluto. Silvia

Re: I Mirti Frangipane (?)

MessaggioInviato: lunedì 24 novembre 2008, 13:56
da Davide Shamà
ecco il seguito della risposta del dott. Giorgio Mirti della Valle:


Per rispondere alla domanda di Silvia sullo stemma dei Frangipane posso solo riportare quanto ho potuto rilevare dalle varie pubblicazioni che trattano la famiglia Frangipane e precisamente che originariamente l’arma era “ di rosso a due leoni affrontati tenenti tra le branche un pane (o due o tre) il tutto d’oro”.
Le bande rosse (in alcuni testi si indicano “fasce” ma nei disegni risultano “bande”) in campo d’oro sotto i leoni, secondo lo Zazzera che lo avrebbe appreso dal Panu, sarebbero state poste circa verso la metà del XII secolo da Leone Frangipane, fratello di Pietro e Giovanni e figlio di Cencio II, il quale trasportò la propria residenza a Trastevere ed è deceduto a Pavia. Lo stemma, dipinto, si notava nelle case Frangipane, successivamente possedute dai monaci di S. Maria Nova in Roma ed era di “rosso a due leoni controrampanti con un pane d’ argento tra le branche anteriori sopra tre bande di rosso e d’oro”. Non risultano specificate le ragioni per cui Leone Frangipane pose le bande nell’arma sotto i leoni. Si può supporre per matrimonio!?
Relativamente al ramo dei signori di Astura (il che dovrebbe far supporre che non tutti i rami dei Frangipane avevano posto nell’arma le tre bande rosse e oro sotto i leoni), precisa lo Zazzera che Giorgio Frangipane di Giovanni di Nicolò (signore di Astura) per ragioni di matrimonio avvenuto nel 1380 con la figlia di Lelio Madaleni (nobile cittadino romano), erede di tutto il patrimonio paterno, aggiunse nello stemma “sbarre d’oro e vermiglie” presenti nell’arma della famiglia Madaleni. In effetti si trattava di “bande”. Comunque, lo stesso Zazzera, meravigliandosi, rileva la coincidenza con lo stemma dipinto nel XII secolo nelle case Frangipane, successivamente possedute dai monaci di S. Maria Nova in Roma.
Infatti lo stemma dei signori di Astura e Terracina nonché del ramo che si è trasferito a Napoli era: “ troncato da una fascia d’argento sulla partizione, nel I di rosso a due leoni d’oro rampanti affrontati tenenti tra le branche un pane spezzato d’argento, nel II di rosso attraversato da tre bande d’oro”. Così è anche rappresentato, senza colori, nel testo dello Zazzera, mentre nelle tavole della Biblioteca Nazionale di Napoli il campo dello stemma è “azzurro” anziché “rosso”, senza la fascia d’argento sulla partizione e così pure risulta negli stemmi dei Mirto Frangipane, extra sedile di Napoli inquartato con l’albero del mirto in campo d’oro. Il ramo dei Mirti di Eboli pose l’albero del mirto al posto dei pani, come scritto in precedenza.
Mi auguro di essere stato, per quanto possibile, esauriente; ritengo comunque, come è avvenuto in molte famiglie, che con il tempo, a secondo delle linee e dei rami (per varie ragioni) si potevano avere nell’arma delle modifiche nei colori e nell’impostazione delle figure, come in effetti si rileva nelle opere degli autori che hanno trattato le varie linee della famiglia Frangipane.
Un cordiale saluto.

Giorgio Mirti della Valle