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Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: lunedì 12 maggio 2008, 20:59
da dpascale
Carissimi,

fresco fresco dalla visita araldica di Piacenza, vi scrivo per rilanciarvi le curiosità che erano sorte nella basilica di Sant'Antonino, e per aggiungerne di nuove :wink:

Andiamo con ordine: sul pavimento di una delle cappelle laterali di Sant'Antonino abbiamo visto uno spettacolare stemma ecclesiastico intarsiato di marmi pregiati che è stato identificato come quello del cardinale Mario Nasalli Rocca: adesso non mi ricordo tutti i particolari (visto che non l'ho fotografato: chiunque abbia una fotografia, potrebbe inserirla? Grazie :) ), comunque nella prima parte del "partito" c'era lo stemma di Papa Giovanni XXIII, mentre nella seconda parte lo stemma Nasalli Rocca, ergo, lo stemma doveva risalire al periodo 1958-62, e essendo a questa data il cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca già morto, ecco scoperto il nome del titolare.

Però... appena tornato a casa, ho scoperto due cose:

1) un'altra versione dello stemma del cardinale:

Immagine

(parentesi: ma il motto non dovrebbe essere "ut turris"??)

Al posto dello stemma di Giovanni XXIII, vediamo a destra quello di Paolo VI, e infatti...

2) Mario Nasalli Rocca fu creato cardinale nel 1969 da Paolo VI, e quindi lo stemma piacentino timbrato del galero rosso, non era ancora lo stemma cardinalizio: dal momento che c'erano 20 fiocchi (10 per lato) di colore rossastro, potrebbe essere il cappello da prelato di fiocchetto? Che è violaceo, ma come sappiamo i colori delle pietre non sono mai perfettamente definiti!
(parentesi: mi potreste spiegare che cos'è il prelato di fiocchetto? mi sembra che Mario Nasalli Rocca fosse Prefetto del Sacro Palazzo sotto Giovanni XXIII: tale carica potrebbe combaciare con quella di prelato di fiocchetto? E da dove deriva questo strano nome?)

Spero che qualcuno di voi abbia la possibilità di inserire una foto della meraviglia :wink: piacentina, in modo da poter fare tutti i confronti del caso...

Grazie a tutti :D


Daniele

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: lunedì 12 maggio 2008, 23:05
da Lucio81
Un ottimo quesito, Daniele!
La teoria del colore del marmo mi convince, non credo esista un marmo viola.
Nel frattempo ecco la foto:

Immagine

...e un altro esempio:

Immagine

Credo si tratti dello stemma di Mons. Macchi (leggendo la didascalia), prelato di fiocchetto durante il regno di Leone XIII, dove il rosso non si distingue dal viola.
Partito semitroncato: nel 1° di Leone XIII, nel 2°d'azzurro alla mano di carnagione vestita di nero uscente dalla partizione, nel 3° scaccato di rosso e d'argento di cinque pezzi.

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: martedì 13 maggio 2008, 7:22
da mcs
Gent.mi tutti :P ,

ho inviato al sempre gentilissimo Tomaso, l'immagine dello stemma in questione...direi che le osservazioni fatte da Daniele sono assolutamente puntuali ed avranno presto una risposta :wink: !

mcs

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: martedì 13 maggio 2008, 9:41
da nicolad72
Alcune osservazioni.

All'epoca i Cardinali dovevano essere (salvo espressa dispensa) essere consacrati vescovi qualora al momento della creazione non lo fossero già...

In araldica la dignità episcopale, oltre che dal cappello prelatizio è denunciata dalla croce astile posta dietro lo stemma, ad una traversa per i vescovi con due traverse per gli arcivescovi, i patriarchi ed i cardinali...

Nello stemma postato - quello in marmo - tale corce manca... quindi dubito che il titolare dello stemma (all'epoca) godesse della dignità episcopale.

Il cappello prelatizio araldico da prelato di fiocchetto, (dignità in oggi non più esistente) era costituito da un cappello violaceo con dieci fiocchi rossi per lato sostenuti da un cordone dello stesso.

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: martedì 13 maggio 2008, 14:40
da Antonio Pompili
Non ci sono dubbi!
L'analisi di Nicola è corretta. Lo stemma in marmo è di un "prelato di fiocchetto".
Nella Curia romana i prelati di questo grado erano solo quattro: il vice-camerlengo di S.R.C., l'uditore generale e il tesoriere generale della Camera Apostolica, e il maggiordomo di S.S. Si tratta di uffici oggi non più esistenti, eccezion fatta per quello di vice-camerlengo che è affidato a un arcivescovo. Non esiste dunque attualmente il titolo di prelato di fiocchetto con la relativa rappresentazione araldica.
Vorrei solo fare una puntualizzazione - e mi scuso per la pignoleria - su quanto detto dal gentile Nicola.

In araldica la dignità episcopale, oltre che dal cappello prelatizio è denunciata dalla croce astile posta dietro lo stemma, ad una traversa per i vescovi con due traverse per gli arcivescovi, i patriarchi ed i cardinali...


Di fatto, distintivo proprio dell'appartenenza all'Ordine episcopale è in araldica la croce, più che il cappello. Si dà anche il caso dell'abate nullius che, pur non essendo vescovo può timbrare il suo stemma con un cappello verde con 6 fiocchi per lato, come fa un vescovo. Ma, a differenza di un vescovo, un simile prelato non può usare la croce, bensì il pastorale. Il numero dei fiocchi per lato (6, 10 o 15) ci dirà se siamo davanti a un vescovo, arcivescovo, o un patriarca/primate. Il colore rosso ci dirà che il vescovo in questione è stato creato cardinale. Ma è la croce (semplice o patriarcale) a dirci che siamo di fronte allo stemma di un ecclesiastico insignito dell'episcopato.

Quanto all'altra curiosità di Daniele, il nome "di fiocchetto" deriva proprio dal fiocco che in passato decorava la testa dei cavalli da loro cavalcati in occasione di parate e processioni cerimoniali. In questo l'araldica ecclesiastica si muove sulla scia della più antica araldica cavalleresca, dal momento che i cavalli erano decorati con gli stessi simboli araldici del cavaliere che li montava.

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: martedì 13 maggio 2008, 16:08
da RFVS
...."divergenza araldica":

come mai nello stemma marmoreo i leoni del quarto Nasalli sono d'oro, mentre quelli del disegno sono rispettivamente ed araldicamente azzurro e nero?

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: martedì 13 maggio 2008, 17:26
da nicolad72
antonio p. v. g. ha scritto:Vorrei solo fare una puntualizzazione - e mi scuso per la pignoleria - su quanto detto dal gentile Nicola.

In araldica la dignità episcopale, oltre che dal cappello prelatizio è denunciata dalla croce astile posta dietro lo stemma, ad una traversa per i vescovi con due traverse per gli arcivescovi, i patriarchi ed i cardinali...


Di fatto, distintivo proprio dell'appartenenza all'Ordine episcopale è in araldica la croce, più che il cappello. Si dà anche il caso dell'abate nullius che, pur non essendo vescovo può timbrare il suo stemma con un cappello verde con 6 fiocchi per lato, come fa un vescovo. Ma, a differenza di un vescovo, un simile prelato non può usare la croce, bensì il pastorale. Il numero dei fiocchi per lato (6, 10 o 15) ci dirà se siamo davanti a un vescovo, arcivescovo, o un patriarca/primate. Il colore rosso ci dirà che il vescovo in questione è stato creato cardinale. Ma è la croce (semplice o patriarcale) a dirci che siamo di fronte allo stemma di un ecclesiastico insignito dell'episcopato.


Si, hai perfettamente ragione, in araldica la dignità episcopale è evidenziata dalla corce astile e non dal cappello prelatizio verde, o rosso, che potrebbe essere usato, anche da chi è insignito dal solo carattere presbiterale...

Vedasi ad esempio il Card. Betti, che pur essendo cardinale, non è vescovo e nelle sue armi non usa la croce astile...

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: martedì 13 maggio 2008, 17:48
da Antonio Pompili
Verissimo! :wink:
E' anche il caso dell'altro cardinale non-vescovo creato nello stesso concistoro, il Card. Navarrete, dello stemma del quale abbiamo non molto tempo fa parlato in questo forum.
Anche se la croce non è più antica di altri emblemi ecclesiastici (lo è molto di più il pastorale), si è imposta nel corso dei secoli come emblema della dignità episcopale. Chiaramente nella Chiesa cattolica romana.

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2008, 16:13
da dpascale
Grazie a Lucio, Maria Cristina, Nicola, che hanno contribuito a chiarirmi le idee :wink: , e un grazie particolare a don Antonio per aver soddisfatto la mia curiosità ... etimologica :)

RFVS ha scritto:come mai nello stemma marmoreo i leoni del quarto Nasalli sono d'oro, mentre quelli del disegno sono rispettivamente ed araldicamente azzurro e nero?


Grazie anche a Riccardo, per aver aggiunto un altro tassello da ricercare :wink: Bisognerebbe trovare un'altra immagine dello stemma dei Nasalli Rocca.


Daniele

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2008, 17:02
da San Marco
Gentile RFVS nella blasonatura dei Nasalli Rocca di Cornegliano riportata nel Libro D'Oro della Nobiltà Italianai leoni sono descritti stranamente come " due leoni di nero al naturale ". Ma! Stranissimo!
In un'altra blasonatura (Guelfi Camajani) come " due leoncini di nero ".
Ecco comunque la blasonatura (a mio avviso con troppe ripetizioni nel riportare gli smalti) completa tratta dal volume del Collegio Araldico.
Arma:Partito: nel 1° d'argento alla torre di rosso torricellata di tre pezzi alla guelfa, quello di mezzo più alto, fondata sulla pianura erbosa al naturale e sostenuta da due leoni di nero al naturale (Naselli); nel 2° d'azzurro alla gru d'argento fissante una stella d'oro posante la zampa sinistra sopra uno scoglio d'oro a tre punte e tenente con la destra un globetto d'oro, (Rocca)
Motto:UTTURRIS

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2008, 17:30
da RFVS
grazie a voi...quello che era un mio piccolo e poco significativo dubbio sta diventando uno strano caso.

...leoni di nero al naturale! :shock: Qua c'è qualcosa che non quadra:

1) se sono leoni al naturale non possono essere neri

2) se sono leoni neri non possono essere al naturale

...ed inoltre non trovo affatto appropriato il termine "leoncini": mi sembrano tutto fuorche dei cuccioli di leone... :shock:

...mmmm frà Eusanio chiedo il tuo aiuto..col supporto di esperti araldici emiliani...

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2008, 20:51
da MMT
Confermo i leoni di nero. Leoncini probabilmente, perchè -se è capitato a qlc- disegnando lo stemma N.R. bisogna ingegnarsi per fare entrare i due leoni ai lati della torre, la soluzione è quella di rimpicciolirli.

Immagine

MMT.

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: giovedì 15 maggio 2008, 22:36
da San Marco
Gentili interlocutori nel precedente intervento avevo infatti sottolineato l' evidente anomalia del " di nero al naturale " che non mi aspettavo nella blasonatura inserita in un testo così importante quale il Libro d' Oro, nè mi aspettavo la ripetizione del vocabolo d' oro per quanto riguarda la descrizione dello stemma della famiglia Rocca.
La gru, che nell' arma posta dal gentile Michele è posata su un monte di tre cime movente dalla punta, mentre nella blasonatura è su uno scoglio d'oro a tre punte, dovrebbe, a mio avviso, essere così blasonata:" ..sopra uno scoglio d'oro a tre punte con la sua vigilanza dello stesso ".
Come si può notare anche in quella inserita nel Libro d' Oro gli scogli sembrano monti.

Immagine

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: venerdì 16 maggio 2008, 8:59
da marcoluca
Ammetto che il blasone del Libro d'oro sia ripetitivo e verboso. Quanto ai leoni al naturale, infatti, propendo a pensare che si riferisca alla postura dei felini piuttosto che allo smalto; avrebbe potuto usare controrampanti ad una torre..., ma un araldista sa bene che la postura naturale di un leone araldico è rampante... e non andrebbe blasonata.

Eppoi perchè parlare di scoglio e non di monte all'italiana di tre cime?
e cosa si intende per vigilanza in termini blasonici?

Re: Card. Mario Nasalli Rocca

MessaggioInviato: venerdì 16 maggio 2008, 9:17
da Lucio81
marcoluca ha scritto:(...) e cosa si intende per vigilanza in termini blasonici?


Araldicamente la vigilanza è il sasso che la gru tiene in una zampa.
Secondo la leggenda l'animale, per vigilare meglio sulla nidiata, tiene un sasso nella zampa di modo che, se dovesse addormentarsi, il tonfo del sasso che lascerebbe cadere, la farebbe immediatamente risvegliare...quando l'araldica diventa poesia! :wink: