Attenzione a non prendere per oro colato quello che si trova nei blasonari.
Questo ne è un esempio lampante.
Innanzitutto la rappresentazione dello stemma fatta dal Mango non corrisponde alla sua descrizione (che ha copiato pari pari dal Galluppi):
"troncato nel primo d'azzurro, al braccio destro di carnagione, impugnante una lancia al naturale in sbarra combattente il leone rivolto d'oro; nel secondo d'azzurro, a tre fasce cucite di rosso". Infatti nella raffigurazione del Mango il braccio destro tiene in sbarra una lancia, ma con la punta dalla parte opposta rispetto a dove si trova il leone! Strano modo per combatterlo!
Ma c'è soprattutto da notare che nello stemma marmoreo il sinistrocherio tiene in sbarra tre lance. A parte la stranezza del fatto che lo stemma sia speculare rispetto al solito, in tutti gli altri stemmi Zirilli visibili nel territorio di Milazzo (e sono un bel pò): a) il braccio (destro) tiene sempre tre lance e non una; b)il leone poggia sempre sulla prima fascia di rosso (come si vede nello stemma marmoreo) e non sulla partizione; c) Il leone è coronato.
Lascio giudicare voi gli errori (o le mancanze) nella blasonatura, piuttosto approssimativa, fatta dal Galluppi e ripetuta dal Mango.
Poi nel 4° quarto Frà Eusanio aveva visto benissimo: si tratta di due serpenti e non credo che la scarsa abilità di un artista possa arrivare al punto di trasformare due draghi in due serpenti, invertire i colori del pozzo con quelli del campo ed infine aggiungere una croce biforcata!
Rispondo infine al Sig. Marcello Cantone: nel 2° quarto sopra le zucche ci sono le foglie, ma l'intarsio di marmo verde in alcuni punti è mancante: si sarà staccato col passare del tempo.