Fritz ha scritto:Visto che si parla di Asti, Sarlo, avrei una domanda.
A tuo parere i
Vitia (Vezza) citati dal Manno (da Vezza d'Asti, stemma
d’argento al leone troncato di rosso e d'azzurro, coronato, linguato e membrato di rosso) abbiano qualcosa a che vedere con i Della Vezza (credo di Alba)signori di Castellinaldo, Piobesi, Vezza d'Alba e Vicoforte?
Direi di no, ma vorrei la tua saggia opinione di esperto

Grazie per la tua fiducia sulle mie qualità, ma più che esperto sono un appassionato. Comunque ti dico ugualmente la mia opinione, per quello che può valere.
Naturalmente non ci può essere una certezza assoluta, ma l'ipotesi che siano la stessa famiglia o rami della stessa famiglia, secondo me non è da scartare a priori. Come di certo saprai, tutte le stirpi signorili dei contadi subisco serie offensive da parte dei comuni cittadini limitrofi (Asti e Alba in questo caso) durante il XIII secolo. Questo succede anche con i signori di Castellinaldo, di Priocca, di Sommariva, tutti circonvicini all'area di Vezza d'Alba. Sono note le sanzioni comminate dal comune astese nel XIII secolo contro queste stirpi signorili che hanno appoggiato Carlo I d'Angiò durante la sua prima calata in Lombardia, interrotta dalla sconfitta alla battaglia di Roccavione del 1275.
I signori di alcuni castelli del contado sono spesso riuniti nella forme del consortile, a cui fanno capo più consorti (e quindi diverse famiglie, talvolta) che detengono collettivamente i diritti delle località sui cui esercitano la signoria. Se si giunge al punto di alienare i diritti non potendo più resistere alla forza dei comuni cittadini, a volte personaggi diversi cedono le loro prerogative a comuni diversi. Questo per esempio è documentato per alcuni signori del consortile di Canelli, che cedono i loro diritti (se non erro sul castello di Calamandrana) in parte ad Asti in parte ad Alessandria, nel quadro delle tensioni per la conquista della valle del Belbo, nel XIII secolo.
In questo quadro anche i Vezza, che credo possiamo inquadrare come famiglia di
domini loci della località omonima, potrebbero aver optato chi per Asti, chi per Alba oppure essersi trasferiti tra le due città spesso rivali ma anche molto vicine.
La semplicità dello stemma (che tu hai correttamente citato) inoltre potrebbe far propendere per una assunzione piuttosto antica, in linea con i tratti di cui sopra. Il libro di Luisa Castellani (
Gli uomini d'affari astigiani) che si occupa dei ceti dirigenti e affaristici del comune medievale piemontese, cita nel XIII secolo una famiglia Vida. Questo potrebbe essere un ulteriore indizio della presenza della corretta collocazione temporale della famiglia, se prendiamo per buona l'eventuale grafia arcaica per Vida-Vidia-Vitia e quindi, Vezza. Talvolta si trovano indicati anche come
de Vicia.
Infine il toponimo Vezza mi pare nella zona sia attribuibile solo a Vezza d'Alba, non essendoci, a quel che ho potuto vedere, altre località nei dintorni di Asti con lo stesso nome; inoltre il luogo risulta essere stato feudo dei vescovi di Asti, compreso il castello.
Naturalmente questa è solo una mia idea, con enormi lacune documentali che non so se siano dovute solo alla mia ignoranza delle fonti documentali medievali o se attribuibili a una vera mancanza di documenti specifici del caso.
Spero di non aver scritto troppe scemenze e di esserti stato un po' utile.
A presto.
