VAIO antico

Inviato:
giovedì 27 marzo 2008, 11:07
da StefanoM
Carissimi amici, mi sono chiesto come venisse rappresentato il vaio in epoca medievale (XIV sec) nelle varie parti d'Europa su stemmi presenti su manoscritti e reliquiari vari. Sicuramente avrete notato alcune piccole e grandi differenze di raffigurazione e la difficoltà nel reperire immagini di blasoni vaiati creati in questo periodo. A cosa si deve tale differenza di raffigurazione? Può essere stilato un elenco che vede a confronto territori e tipologie iconografiche?

Re: VAIO antico

Inviato:
giovedì 27 marzo 2008, 12:59
da Sarlo
Il quesito è interessante. Prova a farti qualche esempio, senza pretese di completezza nè di esaurimento di un argomento che penso complesso.
L' Armorial Wijnbergen, databile all'ultimo quarto del sec. XIII, riporta alcuni stemmi con il vaio o il vaiato. Per esempio il vaiato di Robert de Genouilly (1244-1259), stemma con numero progressivo 163: vaiato d'argento e di nero. Il vaiato appare piuttosto classicamente rappresentato come delle piccole "campane" con l'apice appuntito, il quale però non tocca generalmente il margine della fila superiore nè il bordo superiore dello scudo. Queste caratteristiche appaiono confermate anche negli stemmi successivi (n.164, n. 165) che riportano le armi brisate di Jean de Genouilly (un quartiere franco di rosso) e di Pierre de Genouilly (una bordura di rosso).
Il Trattato di Araldica (pag. 102, fig. 106) di Michel Pastoureau (che ti consiglio vivamente per questo ed altri argomenti) riproduce un sigillo del 1260 appartenuto a Jean de Roucy, in cui le fasce di vaio (o vaiato) sono rappresentate anche qui come delle piccole "campanelle" più arrotondate però rispetto all' esempio precedente e, come nell'esempio precedente, non toccano la fila superiore o il bordo superiore dello scudo.
Su Araldica Astigiana (vado a memoria, mi scuserete i riferimenti non precisi al "millimetro") è riprodotto il sigillo di un componente della famiglia de Aracio (Arazzo). L'impronta pende da un documento dei primissimi anni del '300 (mi pare 1306, a memoria). Qui il vaio (o vaiato) appare simile a quello di Jean de Roucy, di cui ho detto sopra.
Infine, possiamo dare un'occhiata al Trivulziano: Tra gli stemmi riprodotti possiamo ritrovare dei vai e dai vaiati. Il vaiato si ritrova, per esempio, nello stemma de Becharia, famiglia pavese, pag. 57, stemma a. Sostanzialmente potremmo descrivere questo vaiato come uno stemma a cinque fasce, ogni fascia troncata-ondata d'oro e di rosso. In questo modo le campane appaiono tutte ordinate "in palo", le une sotto le altre.
A pag. 102, invece, possiamo osservare due stemmi (g e h) di Caxiti e di Colle, il secondo attribuibile dubitativamente alla famiglia Colli, determinando un senso parlante di questo vaiato. Comunque, i due esempi di vaiato sono:di Caxiti: bandato d'argento e vaiato d'oro e d'azzurro e di Colle: vaiato d'oro e di nero,al capo dell'impero. In questi due casi, la veste "grafica" è dovuta ad altra mano, ma non differisce da quella della famiglia Beccaria, riportata più sopra, se non per il ritorno alla classica alternanza delle "onde", per così dire tanto per capirci.
Lo stesso manoscritto tardo-quattrocentesco riporta anche esempi di vaio. A pag. 203, stemma b: di Lamberti. Blasonatura: fasciato di rosso e di vaio, al capo dell'impero. Le fasce di vaio appaiono sempre molto simili a un troncato-ondato. Impressione analoga per lo stemma de Lanavegii, pag. 198, stemma a: di rosso alla fascia di vaio (i colori invertiti), con la banda d'azzurro attraversante sul tutto; col capo dell'impero.
Da ultimo lo stemma de Botigellis, pag. 67, stemma c:di vaio antico rovesciato su cinque file; l'onda centrale d'argento della prima fila caricata da una botte coricata d'oro. Analogamento allo stemma de Lanavegii anche in questo caso i colori appaiono invertiti, ma la rappresentazione a fasce troncate-ondate resta.
Inoltre, la stessa modalità di rappresentazione è riscontrabile anche in alcuni manufatti in pietra della famiglia Bottigella ancora conservati in Pavia.
Spero di essere stato almeno un pochino utile.
.S.
Re: VAIO antico

Inviato:
giovedì 27 marzo 2008, 20:43
da Sarlo
si, sostanzialmente si; aggiungendo però la possibilità della rappresenazione tipo "fascia troncata-ondata".
Sinceramente a memoria non ricordo manufatti in metallo con vai o vaiati, escludendo le matrici dei sigilli che citavo, che però penso siano andate perse e che comunque non ho mai visto.
Grazie per l'apprezzamento!
.S.
Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 11:09
da StefanoM
Potresti postare qualche immagine? Grazie

Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 12:58
da Sarlo
ok, io qualche immagine la inserirei anche, ma come si fa? scusate, ma nel mettere le immagini non sono pratico...
.S.
Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 15:07
da Sarlo
COLLI
Prossimamente altre immagini.
.S.
Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 17:29
da StefanoM
Come inizio non è male!
Questa tipologia mi ricorda lo stemma dei Pandone affrescato in Santa Maria del Casale di cui si parlò tempo fa sul forum.
Ecco lo stemma

Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 17:40
da Sarlo
molto interessante auesto stemma...in effetti le somiglianze ci sono tutte.
Siccome non ho avuto modo di leggere il topic in cui se ne parlava, mi potreste dire a che epoca risale e dove si trova la chiesa in cui è affescato? grazie!

Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 17:45
da StefanoM
Il periodo è lo stesso che stiamo trattando, la chiesa è quella di Santa Maria del Casale. Ti ritrovo la discussione e te la linco.
Nel frattempo mi sono ricordato di questo stemma Pratese, appartiene al Podestà Antonio Spinelli e si trova nel museo civico di Prato.

Re: VAIO antico

Inviato:
venerdì 28 marzo 2008, 21:18
da Sarlo
Re: VAIO antico

Inviato:
lunedì 31 marzo 2008, 16:27
da StefanoM
Bhe, con questo andiamo proprio in dietro con i secoli

Geoffrey Plantagenet, Count of Anjou, born 1113,
Notato il mantello?

Re: VAIO antico

Inviato:
lunedì 31 marzo 2008, 16:29
da fra' Eusanio da Ocre
Sì, ma attenzione: qui è vajo "vero", nel senso che è la fodera di pelliccia del manto nell'abito dell'effigiato.
Non è, insomma, la
pelliccia nel senso di smalto araldico.
Bene

vale