Va bene... allora provo a sparare la mia bordata.
Il Palazzo illustrato é sede della Biblioteca Reale di Torino, dove é conservato il cosiddetto
Libro d'Ore di Torino-Milano, in realtà due distinti frammenti (
Ore di Torino e
Ore di Milano) di quello che era uno dei più monumentali codici minati del primo Rinascimento franco-borgognone: le
Très Belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry , inizialmente commissionato dal Duca di Berry (il nostro
Jean...).
Il codice, originariamente composto dal Libro d'Ore vero e proprio, da Libro delle Preghiere e dal Messale, venne in seguito smembrato.
La prima parte (Ore) oggi é conservata alla Biblioteca Nazionale di parigi.
La seconda parte (Preghiere e Messale) ha avuto vicende più avventurose: dopo il 1420 (quando il Duca di Berry, originario committente della decorazione miniata, era già morto) la decorazione del libro venne affidata a Jan van Eyck, prima da Giovanni di Baviera e in seguito, alla morte di questi, da Filippo di Borgogna. Quando poi nel 1441 van Eyck morì, la campagna illustrativa venne continuata da un suo seguace.
Si tratta praticamente dell'unico manoscritto miniato la cui paternità sia da assegnare indiscutibilmente al grande pittore fiammingo Jan van Eyck.
L’opera a questo punto subì una nuova divisione: la parte del libro di preghiere (le cosiddette
Ore di Torino), che era entrata in possesso della famiglia Savoia e successivamente dei Conti di Aglié, passò alla Biblioteca Reale e andò distrutta nell’incendio del 1904 (oggi è nota unicamente attraverso fotografie). L’altra parte, quella contenente il Messale (impropriamente nota come
Ore di Milano), passò in seguito alla famiglia dei Principi Trivulzio di Milano.
Alla vendita di questa numericamente esigua ma qualitativamente sceltissima raccolta, le città di Milano e Torino se la contesero.
Tipico esempio di beghe di campanile (anche se stavolta la motivazione era più che valida), la raccolta venne acquistata dal Museo Civico d'Arte Antica di Torino nel 1935, ma la diffusione di questa notizia sui giornali provoca una scandalo che arriva a interessare lo stesso Mussolini, il quale ingiunge all'antiquario Pietro Accorsi (per il cui tramite era avvenuto l'acquisto) di non spostare la collezione da Milano, nelle cui collezioni civiche in seguito confluirà.
Sia come sia, dalla tenzone uscì vittoriosa Milano, e oggi la collezione Trivulzio costituisce il nucleo più nobile delle Civiche Raccolte d'Arte del Castello Sforzesco. Come "premio di consolazione", Milano
regalò (e qui probabilmente é da ravvisare l'intervento dello stesso Accorsi) a Torino due pezzi particolarmente significativi: uno é appunto il manoscritto miniato noto come
Ore Milano-Trivulzio, mentre l'altro é il superlativo
Ritratto d'uomo di Antonello da Messsina, oggi conservato ai Musei Civici di Torino.

Azzeccato?