Croce astile "alternativa"
Cari amici,
qualche tempo fa è stato oggetto di discussione lo stemma di Mons. Cawcutt ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3773&start=0 ) che ha un'àncora al posto della croce astile posta in palo dietro lo scudo: questo in ricordo del suo passato di cappellano sulle navi.
Incuriosito da questa variante, e cercando qua e là stemmi episcopali ho potuto verificare che non raramente i vescovi scatenano la fantasia e usano l'ornamento che gli è proprio - la croce astile generalmente d'oro e frequentemente (ma non certo obbligatoriamente) trifogliata - modificandolo (o sostituendolo) perchè possa essere rappresentazione simbolica di qualche caratteristica loro propria o evento personale o valore teologico a loro caro. Insomma, usano quello spazio araldico dietro lo scudo con la stessa versatilità con cui in passato (ma ancor oggi) si usava lo spazio araldico sopra l'elmo, per accompagnare o completare attraverso un cimiero quanto rappresentato nello scudo.
Ho trovato ad esempio una croce astile domenicana, usata da S. Ecc. Mons. Jacinto A. Jose, Vescovo di Urdaneta (Filippine).
in ricordo dei suoi legami con l'Ordine dei Predicatori. "The CROSS of the “Ordo Praedicatorum” (Order of Preachers) on top of the shield reminds of the priestly formation, the canon law and theological studies which Bishop Jacinto A. Jose received from the Dominicans", si legge nella interpretazione ufficiale dello stemma.
Mi sembra che l'effetto visivo e araldico sia qui molto soddisfacente.
Una croce astile di Gerusalemme orna lo scudo di Mons. Pier Giacomo Grampa, Vescovo di Lugano.
Nel sito diocesano in spiegazione di questo si dice: "Lo scudo è sormontato dalla croce dell'Ordine del Santo Sepolcro, del quale mons. Grampa è cappellano."
Si tratta di una posizione forse piuttosto insolita, rispetto al modo tipico di accollare uno scudo prelatizio alla croce gerosolimitana.
Un pastorale d'argento rivolto si trova nello stemma di un vescovo brasiliano, Dom Joaquim Giovani Mol Guimarães
Nel sito ufficiale della Diocesi di Belo Horizonte si incontra questa spiegazione: "Atrás se encontra o báculo, símbolo do serviço pastoral e do cuidado com o povo de Deus. Arqueado para a direita, o cajado sinaliza a procura e a ida ao encontro das pessoas, sobretudo das que mais precisam de acolhimento. A cor prata representa, ao mesmo tempo, humildade e eloqüência, importantes para o dialogo em meio ao pluralismo". Per quel po' di portoghese che posso intendere, a parte "il simbolo del servizio pastorale e della guida del popolo di Dio" che il pastorale stesso costituisce, il fatto che esso è rivolto, "arcuato a destra" (evidentemente chi ha scritto il commento non intendeva la destra araldica...) indica la ricerca delle persone, soprattutto più bisognose; mentre il fatto che è d'argento ("cor prata") è allo stesso tempo voluto come simbolo di umiltà ed eloquenza.
La croce che di per se stessa rappresenta la dignità episcopale e con il passar del tempo ha si può dire soppiantato - pure nell'araldica di oltreoceano - il pastorale negli stemmi episcopali (anche perchè questo insieme alla mitra è concesso pure agli abati e si ritrova nei loro stemmi), qui viene "sostituita" a sua volta da un pastorale, per giunta d'argento e rivolto, con chiaro intento simbolico.
Mi limito a questi esempi ma certo se ne potrebbero aggiungere molti altri.
Sarebbe interessante poter valutare insieme il risultato araldico e artistico di queste "variazioni" della croce episcopale.
qualche tempo fa è stato oggetto di discussione lo stemma di Mons. Cawcutt ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3773&start=0 ) che ha un'àncora al posto della croce astile posta in palo dietro lo scudo: questo in ricordo del suo passato di cappellano sulle navi.
Incuriosito da questa variante, e cercando qua e là stemmi episcopali ho potuto verificare che non raramente i vescovi scatenano la fantasia e usano l'ornamento che gli è proprio - la croce astile generalmente d'oro e frequentemente (ma non certo obbligatoriamente) trifogliata - modificandolo (o sostituendolo) perchè possa essere rappresentazione simbolica di qualche caratteristica loro propria o evento personale o valore teologico a loro caro. Insomma, usano quello spazio araldico dietro lo scudo con la stessa versatilità con cui in passato (ma ancor oggi) si usava lo spazio araldico sopra l'elmo, per accompagnare o completare attraverso un cimiero quanto rappresentato nello scudo.
Ho trovato ad esempio una croce astile domenicana, usata da S. Ecc. Mons. Jacinto A. Jose, Vescovo di Urdaneta (Filippine).
in ricordo dei suoi legami con l'Ordine dei Predicatori. "The CROSS of the “Ordo Praedicatorum” (Order of Preachers) on top of the shield reminds of the priestly formation, the canon law and theological studies which Bishop Jacinto A. Jose received from the Dominicans", si legge nella interpretazione ufficiale dello stemma.
Una croce astile di Gerusalemme orna lo scudo di Mons. Pier Giacomo Grampa, Vescovo di Lugano.
Nel sito diocesano in spiegazione di questo si dice: "Lo scudo è sormontato dalla croce dell'Ordine del Santo Sepolcro, del quale mons. Grampa è cappellano."
Un pastorale d'argento rivolto si trova nello stemma di un vescovo brasiliano, Dom Joaquim Giovani Mol Guimarães
Nel sito ufficiale della Diocesi di Belo Horizonte si incontra questa spiegazione: "Atrás se encontra o báculo, símbolo do serviço pastoral e do cuidado com o povo de Deus. Arqueado para a direita, o cajado sinaliza a procura e a ida ao encontro das pessoas, sobretudo das que mais precisam de acolhimento. A cor prata representa, ao mesmo tempo, humildade e eloqüência, importantes para o dialogo em meio ao pluralismo". Per quel po' di portoghese che posso intendere, a parte "il simbolo del servizio pastorale e della guida del popolo di Dio" che il pastorale stesso costituisce, il fatto che esso è rivolto, "arcuato a destra" (evidentemente chi ha scritto il commento non intendeva la destra araldica...) indica la ricerca delle persone, soprattutto più bisognose; mentre il fatto che è d'argento ("cor prata") è allo stesso tempo voluto come simbolo di umiltà ed eloquenza.
Mi limito a questi esempi ma certo se ne potrebbero aggiungere molti altri.
Sarebbe interessante poter valutare insieme il risultato araldico e artistico di queste "variazioni" della croce episcopale.
