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Croce astile "alternativa"

MessaggioInviato: lunedì 19 novembre 2007, 20:39
da Antonio Pompili
Cari amici,
qualche tempo fa è stato oggetto di discussione lo stemma di Mons. Cawcutt ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3773&start=0 ) che ha un'àncora al posto della croce astile posta in palo dietro lo scudo: questo in ricordo del suo passato di cappellano sulle navi.
Incuriosito da questa variante, e cercando qua e là stemmi episcopali ho potuto verificare che non raramente i vescovi scatenano la fantasia e usano l'ornamento che gli è proprio - la croce astile generalmente d'oro e frequentemente (ma non certo obbligatoriamente) trifogliata - modificandolo (o sostituendolo) perchè possa essere rappresentazione simbolica di qualche caratteristica loro propria o evento personale o valore teologico a loro caro. Insomma, usano quello spazio araldico dietro lo scudo con la stessa versatilità con cui in passato (ma ancor oggi) si usava lo spazio araldico sopra l'elmo, per accompagnare o completare attraverso un cimiero quanto rappresentato nello scudo.

Ho trovato ad esempio una croce astile domenicana, usata da S. Ecc. Mons. Jacinto A. Jose, Vescovo di Urdaneta (Filippine).
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in ricordo dei suoi legami con l'Ordine dei Predicatori. "The CROSS of the “Ordo Praedicatorum” (Order of Preachers) on top of the shield reminds of the priestly formation, the canon law and theological studies which Bishop Jacinto A. Jose received from the Dominicans", si legge nella interpretazione ufficiale dello stemma.
:arrow: Mi sembra che l'effetto visivo e araldico sia qui molto soddisfacente.

Una croce astile di Gerusalemme orna lo scudo di Mons. Pier Giacomo Grampa, Vescovo di Lugano.
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Nel sito diocesano in spiegazione di questo si dice: "Lo scudo è sormontato dalla croce dell'Ordine del Santo Sepolcro, del quale mons. Grampa è cappellano."
:arrow: Si tratta di una posizione forse piuttosto insolita, rispetto al modo tipico di accollare uno scudo prelatizio alla croce gerosolimitana.

Un pastorale d'argento rivolto si trova nello stemma di un vescovo brasiliano, Dom Joaquim Giovani Mol Guimarães
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Nel sito ufficiale della Diocesi di Belo Horizonte si incontra questa spiegazione: "Atrás se encontra o báculo, símbolo do serviço pastoral e do cuidado com o povo de Deus. Arqueado para a direita, o cajado sinaliza a procura e a ida ao encontro das pessoas, sobretudo das que mais precisam de acolhimento. A cor prata representa, ao mesmo tempo, humildade e eloqüência, importantes para o dialogo em meio ao pluralismo". Per quel po' di portoghese che posso intendere, a parte "il simbolo del servizio pastorale e della guida del popolo di Dio" che il pastorale stesso costituisce, il fatto che esso è rivolto, "arcuato a destra" (evidentemente chi ha scritto il commento non intendeva la destra araldica...) indica la ricerca delle persone, soprattutto più bisognose; mentre il fatto che è d'argento ("cor prata") è allo stesso tempo voluto come simbolo di umiltà ed eloquenza.
:arrow: La croce che di per se stessa rappresenta la dignità episcopale e con il passar del tempo ha si può dire soppiantato - pure nell'araldica di oltreoceano - il pastorale negli stemmi episcopali (anche perchè questo insieme alla mitra è concesso pure agli abati e si ritrova nei loro stemmi), qui viene "sostituita" a sua volta da un pastorale, per giunta d'argento e rivolto, con chiaro intento simbolico.

Mi limito a questi esempi ma certo se ne potrebbero aggiungere molti altri.
Sarebbe interessante poter valutare insieme il risultato araldico e artistico di queste "variazioni" della croce episcopale. :wink:

MessaggioInviato: lunedì 19 novembre 2007, 22:11
da Lucio81
Caro Antonio, grazie per l'interessantissimo argomento.
Ti dirò che sia come alternativa alle solite accollature, sia come resa visiva, qesta soluzione non mi dispiace affatto.
Trovo il messaggio molto più immediato, anche per chì non ha l'occhio allenato soprattutto per i particolari.

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 0:09
da curiosa
Ciao Antonio,
a me è piaciuto molto questo stemma,

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MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 0:49
da Antonio Pompili
Questo è lo stemma di Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni.
La simbologia dello stemma piace molto anche a me, carissima! La barca, simbolo classico per indicare la Chiesa, unitamente alle reti, che richiamano il lavoro apostolico nei termini dell'essere "pescatore di uomini" (cf Mc 1,16-17 e parr.) hanno sempre il loro effetto.
Il motto poi richiama il racconto lucano della pesca miracolosa, attraverso le parole piene di fiducia dell'Apostolo Pietro (Lc 5,5), che lasciano intendere la vera forza dell'annuncio evangelico: essa è nella stessa Parola annunciata.
Non mi dispiace neanche il campanile che nella sua forma sembra richiamare una torre campanaria ben precisa (credo proprio quella del duomo di Brindisi): un riferimento concreto di questo tipo lo abbiamo incontrato recentemente anche per lo stemma di Mons. Di Ruberto ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=5457&start=0 ).
Ma personalmente non trovo questo stemma eccelso dal punto di vista grafico...
Ad ogni modo qui c'è una classica croce patriarcale trifogliata d'oro e gemmata... 8) quindi questo stemma sembra esulare un po' dall'argomento che ho proposto. :wink:

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 1:08
da Antonio Pompili
Lucio81 ha scritto:Caro Antonio, grazie per l'interessantissimo argomento.
Ti dirò che sia come alternativa alle solite accollature, sia come resa visiva, qesta soluzione non mi dispiace affatto.

Grazie a te caro Lucio.
Soprattutto per la prima immagine, anch'io trovo ci sia un'ottima "resa visiva". :wink:

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 1:23
da adj
La croce di Gerusalemme usata come croce astile mi lascia un po' dubbioso: le crocette che la accompagnano sembrano "levitare".
Mi pare che non tutte le forme di croce usabili all'interno di uno scudo possano essere adoperate anche come ornamento esterno.

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 1:32
da Antonio Pompili
Sì, anch'io sono un po' dubbioso circa la seconda immagine.
Effettivamente se la croce posta in palo dietro lo scudo sta a rappresentare una croce reale (come reale può essere un pastorale, o un cappello prelatizio o ogni altro ornamento esterno mutuato dall'uso reale di certi oggetti), nella forma gerosolimitana - per quanto possa trattarsi di una immagine piacevole ed elegante - non si regge molto...
Soprattutto le "difficoltà" sorgerebbero nel caso in cui il vescovo titolare di quello stemma fosse elevato alla dignità arcivescovile. Una croce di Gerusalemme con due traverse non è pensabile. Probabilmente bisognerebbe studiare qualcosa di diverso.

Anche se - conviene ricordarlo - "come ornamento esterno", la croce di Gerusalmme viene pure usata: è ad esempio il caso molto noto dello stemma del Patriarca di Gerusalemme, Gran Priore dell'OESSG.
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Non si tratta della croce astile ma siamo comunque fuori dello scudo. :wink:
Qui l'accollatura è duplice: alla croce patriarcale e alla croce di Gerusalemme. E del resto i due ornamenti indicano due realtà diverse: la prima l'appartenenza all'ordine episcopale, la seconda indica una dignità cavalleresca.

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 10:55
da curiosa
Antonio p. v. g. ha scritto:
Ad ogni modo qui c'è una classica croce patriarcale trifogliata d'oro e gemmata... 8) quindi questo stemma sembra esulare un po' dall'argomento che ho proposto. :wink:[/quote]

Scusami Antonio, hai ragione!!!
meno male che tu non sei corniolo-munito come il nostro caro frate 8) ...altrimenti una bacchettata non me l'avrebbe tolta nessuno...
:cry: :cry: :cry:

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 12:41
da Guido5
Cari amici,
strano il passaggio dal plurale di Luca (retia) al singolare di Giovanni (rete). Uno stemma analogo (molto più bello come disegno e alludente al cognome: siamo sul lago di Genesareth) lo ha anche il card. Pio Laghi. E' stato già pubblicato su questo "forum" a http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?p=58321 e ha come motto il più semplice "In verbo tuo". Mi scuso anch'io per l'off topic.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 12:45
da adj
Gentilissimo Antonio,
concordo pienamente sul fatto che la croce di Gerusalemme sia perfettamente usabile anche come ornamento esterno in situazioni quale quella molto opportunamente evidenziata del Patriarca di Gerusalemme.
La mia perplessità si riferiva unicamente al suo uso quale croce reale, come da te (se ricordo bene avevamo convenuto sul "tu") giustamente precisato.

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 13:06
da Guido5
Caro Antonio,
volevi per caso arrivare al "campionario" che timbra lo scudo di S. B. Hemaiagh Petrus XVII Ghedighian, patriarca armeno di Cilicia?

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L'immagine è di mons. Heim. Mi sembra che non manchi nulla...

Ciao a tutti!
Guido 5

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 13:37
da Antonio Pompili
Guido5 ha scritto:Cari amici,
strano il passaggio dal plurale di Luca (retia) al singolare di Giovanni (rete)

Più che strano è voluto caro Guido. Quel singolare in Giovanni indica l'unicità della Chiesa che quella "rete" sta a rappresentare nella sua inscindibile unità (di essa si dice che pur colma di 153 grossi pesci non si "spezzò", con l'uso del verbo gr. schizo, usato in passi precedenti per indicare la "divisione" del popolo). In Luca la sottolineatura è sul gesto in se stesso, anticipatorio della futura missione ecclesiale.
Probabilmente nel suo motto l'arcivescovo di Brindisi-Ostuni ha voluto condensare entrambi i messaggi.

Quanto allo stemma che hai postato
volevi per caso arrivare al "campionario" che timbra lo scudo di S. B. Hemaiagh Petrus XVII Ghedighian, patriarca armeno di Cilicia?
L'immagine è di mons. Heim. Mi sembra che non manchi nulla...

Sono d'accoro con te. Non manca proprio nulla! negli estremi il pastorale di rito latino e il pastorale di rito greco; più vicini al copricapo la ferula patriarcale (orientale) e la croce patriarcale (occidentale).
Altro che croce "alternativa"... :? qui c'è l'imbarazzo della scelta! :lol:

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 13:39
da Guido5
antonio p. v. g. ha scritto:Probabilmente nel suo motto l'arcivescovo di Brindisi-Ostuni ha voluto condensare entrambi i messaggi
Mi trovi d'accordo. Il disegno lo conferma visto che la rete è gettata sulla destra...

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 16:35
da fra' Eusanio da Ocre
adj ha scritto:La croce di Gerusalemme usata come croce astile mi lascia un po' dubbioso: le crocette che la accompagnano sembrano "levitare".

Il che, in sè, non è un male.
A guadagnarne è il senso di levità implicitamente connesso agli elevati simboli in questione.


Mi pare che non tutte le forme di croce usabili all'interno di uno scudo possano essere adoperate anche come ornamento esterno.

A rigor di logica (e di normativa vigente), ti pare bene.

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 20 novembre 2007, 16:39
da fra' Eusanio da Ocre
antonio p. v. g. ha scritto:Una croce di Gerusalemme con due traverse non è pensabile.

Oggi che l'uso di essa non è diffuso e condiviso, hai ragione.

Ma un'arte "viva" è un'arte che crea.

Ai primordi dell'araldica, ad esempio, sarebbe sembrato assurdo pensare di mettere uno stemma nel capo di un altro stemma.

Poi si iniziò a metterne (come fecero con abbondanza gli Angiò, ad esempio).

E siamo arrivati ad oggi, che la cosa non ci impressiona più. :wink:

Bene :D vale