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Stemma da decifrare

MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2007, 16:01
da ananni
Ho trovato a Castel di casio (BO) questo stemma della fam. NANNI
ma per saperne di più cosa devo fare, colori e elementi al di sopra?
Grazie, Angelo.





[/img]C:\Documents and Settings\HP_Proprietario\Desktop\Veccio stemma.gif[img]

MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2007, 16:10
da MMT
Deve pubblicare l'immagine su uno space di internet.

Cordialità,
Michele M. Tuccimei

MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2007, 17:21
da Guido5
Caro Angelo,
anzitutto un cordialissimo benvenuto nel "forum". Lo stemma che intendevi mostrarci è forse uno dei seguenti?
Immagine
Le immagini sono tratte da "Il Blasone bolognese, cioè Arme gentilizie di famiglie bolognesi, nobili, cittadinesche e aggregate" di Floriano Canetoli, opera pubblicata a Bologna tra il 1791 e il 1795.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2007, 17:58
da dpascale
:lol: Vedo che Guido, sempre disponibilissimo, mi ha preceduto...

Gentile signor Angelo,

un cordialissimo benvenuto anche da parte mia!
Se lo stemma che intende è quello che si trova sulla chiave di volta della porta della casa Nanni, allora dovrebbe essere questo:

Immagine

che è un po' differente da quello proposto dal Canetoli (d'azzurro a tre bande d'argento, la seconda caricata di tre rosette di rosso, o le sue varianti - non le so dire quale delle tre sia la più antica).
Nel caso in questione abbiamo invece (al posto dei puntini andrebbe il colore degli smalti che non possiamo sapere, in quanto il manufatto è scolpito):
di ... a quattro bande di ..., la terza del campo (??) caricata di tre rosette di ...; con il capo di ... caricato di tre gigli di ... (probabilmente è il capo di Francia: d'azzurro caricato di tre gigli d'oro).

Sospetto però che possa trattarsi con più probabilità del Capo d'Angiò, molto frequente a Bologna, e che per imperizia dell'autore sia stato "dimenticato" il lambello (cioè quella specie di "rastrello" che racchiude i gigli). Un esempio nello stemma di Bologna:

Immagine

Ecco tutto; cordiali saluti


Daniele


P.S. Una domanda per fra Eusanio (aspettando il corniolo):
nello stemma scolpito le tre rosette non si trovano su una delle bande, ma sul campo, o sbaglio? E in questo caso come si deve blasonare?

D.

MessaggioInviato: sabato 10 novembre 2007, 18:30
da dpascale
Mi permetto di aggiungere alcune notizie sulla casa e sulla famiglia Nanni; spero che le possano interessare.

L'edificio detto "casa dei Nanni" posto entro il castello di Casio, presso le mura, risale nella sua forma attuale agli ultimi anni del Quattrocento. Situato in quella parte del paese che era anticamente chiamata il "Borgo di Sotto", fu la casa paterna di Girolamo Pandolfi de' Medici da Casio, uomo politico, mercante e letterato, tipico personaggio del Rinascimento, amico di papi, di principi e di artisti, che fu incoronato poeta più per i servizi resi alla famiglia Medici che per il valore della sua produzione poetica. Nell'estimo del 1451 l'edificio, indicato come posto presso la porta inferiore del castello di Casio, risulta infatti appartenere a Marchione Pandolfi, padre del poeta, e nel 1412 ne era proprietario il nonno ser Pandolfo.
Alla famiglia Pandolfi la casa appartenne sino al 1496; il 17 febbraio di quell'anno, come attesta un rogito di ser Biagio Buonaiuti, il nobile Francesco pandolfi da Casio, cittadino bolognese, fratello maggiore di Girolamo, vendette a Battista di Andrea Nanni l'edificio, assieme alla casa prospiciente sull'altro lato della strada, con un ponticello di passaggio che univa le due costruzioni, per lire 400. Il Nanni, uno dei capi della fazione bentivolesca dei Moratti, subito dopo l'acquisto diede alla casa un nuovo assetto, la allungò e la risistemò totalmente, sia all'interno che all'esterno, dandole l'aspetto che tuttora conserva. Per un brevissimo periodo, subito dopo la seconda cacciata dei Bentivoglio da Bologna, vi risiedette ser Ludovico Mellini, capo della fazione (parteggiante per la Chiesa) che dalla sua famiglia traeva il nome. Ben presto l'edificio tornò però ai Nanni.
Francesco, nipote di Battista, uomo ricchissimo e capo della fazione cosiddetta "ghibellina", fece costruire nel 1566 il portale in pietra con lo stemma della famiglia e le sue iniziali; di quel periodo è probabilmente la fascia affrescata sotto il soffitoo della sala grande al piano superiore. Francesco diede ai figli una accurata educazione: Floriano ed Andrea, che aveva sposato la contessa Caterina Montecuccoli, erano notai; Annibale Floriano, canonico lateranense, scrisse un'opera latina sulla Bibbia intitolata Catena Argentea, dedicata nel 1587 a Sisto V, e fu da Clemente VIII creato vescovo di Scala.
Alla morte di Francesco il potere dei Nanni, perseguitati dalle autorità di Bologna per i loro atti di brigantaggio politico, cominciò a declinare; il ramo che possedeva l'edificio si trasferì a Bologna ove Floriano fece carriera nella pubblica amministrazione e, dapprima segretario dell'ambasciata bolognese in Roma, e poi collaterale delle milizie, giunse a ricoprire l'ufficio di segretario del Senato bolognese. Suo fratello Francesco tornò invece a risiedere a Casio, nella casa della famiglia, e alla sua morte lasciò erede il nipote Ippolito Nanni Fantuzzi il quale appartenne a varie accademie e fu autore di innumerevoli composizioni in versi latini, dottore di diritto civilie e canonico e insegnante, per molti anni, di istituzioni civili nell'Università, dove gli fu posta e tuttora si conserva, nel Palazzo dell'Archiginnasio, una lapide celebrativa. Morto senza discendenti, lasciò erede un ramo collaterale della famiglia Nanni residente a Casio; dai Nanni l'edificio passò in seguito ai Pantaleoni, ai Nanni Costa ed infine ai Bertacci.
Della costruzione anteriore alla sistemazione operata da Battista Nanni sono tuttora visibili soltanto le mensole di una bertesca sul retro dell'edificio; interessante, sul lato anteriore, il portale a sesto acuto e le due finestre in cotto, rimpicciolite nell'ultimo decennio del Cinquecento; su alcuni mattoni del portale è impresso il motivo della rosa, emblema araldico della famiglia Nanni. All'interno è interessante il salone al piano superiore dell'edificio, il cui soffitto a cassettoni, benché rovinato da secoli di incuria, conserva tuttora tracce di decorazioni dipinte da ottima mano, forse della fine del Quattrocento; Sulle pareti rimangono residui di affreschi cinquecenteschi. Il bel camino di arenaria scolpita ripete i motivi decorativi delle finestre e del portale. Sempre nella parte superiore del fabbricato sono interessanti du "pietrinfoglio" quattrocenteschi con armatura di legno entro la muratura. Al piano inferiore una vasta stanza ha il soffitoo sorretto da un pilastro ligneo simile a quelli usati nei portici delle case bolognesi del secolo XIII.


Notizie e foto tratte da:
FANTINI Luigi, Antichi edifici della montagna bolognese, Vol. I, Bologna 1971
Le parole citate sono del dott. Leonello Bertacci

Spero di essere stato di qualche utilità :)


Daniele

Stemma Fam. nanni di Castel di Casio (BO)

MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2007, 10:23
da ananni
Buongiorno a tutti e grazie per le notizie.
Vi allego lo stemma con i colori potrebbe essere lui? e le roselline non sembrano uguali?
Saluti e buona domenica a tuttu, Angelo.
Immagine

MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2007, 11:36
da dpascale
Effettivamente è simile - ma non uguale! - all'ultimo proposto da Guido5.

Il fatto che però non siano uguali non significa che uno sia "più giusto" di un altro: forse bisognerebbe fare una ricerca per ricercare gli esemplari più antichi, ma durante i secoli lo stemma potrebbe avere subito infinite variazioni! Senza per questo smettere di indentificare la famiglia Nanni...

Saluti


Daniele

MessaggioInviato: domenica 11 novembre 2007, 11:40
da dpascale
Una curiosità: da quale fonte proviene lo stemma che ci ha inviato?

Grazie :D


Daniele

MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 17:54
da fra' Eusanio da Ocre
dpascale ha scritto:P.S. Una domanda per fra Eusanio (aspettando il corniolo):

...nec timeas... :wink:

nello stemma scolpito le tre rosette non si trovano su una delle bande, ma sul campo, o sbaglio? E in questo caso come si deve blasonare?
D.

...aspettiamo di leggere il tentativo di blasone di qualche 8) volontario...

...tu :wink: compreso, ovviamente...

Bene :D vale

Provenienza stemma Nanni a colori

MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 19:34
da ananni
E' una ricerca fatta dalla societa Araldis Informatica di Verona.
Per il blasone che dite?
Volendone fare alcune copie su ceramica a chi dite possa rivolgermi?

Sono stato durante le scorse settimane a Castel di Casio e il fabbricato è sempre messo peggio è in vendita ma costa molto caro, è possibile che possa essere demolito?

Saluti, Angelo.

MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 21:46
da dpascale
Forse sono ottimista, ma addirittura demolito mi sembra eccessivo!
Se è effettivamente "conciato" molto male chi lo acquisterà e -si spera- lo restaurerà potrebbe essere tentato di compiere discutibili operazioni di "ripristino" un po' spericolato... La prima regola del buon architetto-restauratore dovrebbe essere l'amore per l'architettura e per la materia di cui è fatta - perché è proprio la materia che veicola tutti i significati che attribuiamo all'architettura. E, necessario corollario, per amare bisogna conoscere - e profondamente! Chi mette mano su un edificio antico e parla solo di "rifunzionalizzazione" "rimessa in pristino", ecc... non svolge un buon servizio né all'architettura, né alla memoria.
Detto questo (scusate lo sproloquio appassionato), fino agli anni '70-'80 sono stati compiuti veri delitti sugli edifici della montagna bolognese, poi la consapevolezza è cresciuta; di conseguenza speriamo di non assistere a ulteriori scempi!

Per le riproduzioni su ceramica, le consiglio di dare un'occhiata a questo sito:
http://www.faenzaraldica.com/ 8)

Saluti :D


Daniele

MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 22:28
da dpascale
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
dpascale ha scritto:P.S. Una domanda per fra Eusanio (aspettando il corniolo):

...nec timeas... :wink:

nello stemma scolpito le tre rosette non si trovano su una delle bande, ma sul campo, o sbaglio? E in questo caso come si deve blasonare?
D.

...aspettiamo di leggere il tentativo di blasone di qualche 8) volontario...

...tu :wink: compreso, ovviamente...

Bene :D vale


Ci provo... ma non ho studiato!

lo stemma postato da Angelo (quello a colori):
bandato d'oro e di verde, alla banda d'argento caricata di tre rosette d'oro
ma non mi convince per niente :?

(mi direte che mi perdo in una goccia d'acqua :oops: )

Buona notte, domani leggerò le correzioni :wink:


Daniele

MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 22:48
da fra' Eusanio da Ocre
dpascale ha scritto:Ci provo... ma non ho studiato!

Poco conta, per ora: la strada è quella giusta! :wink:

lo stemma postato da Angelo (quello a colori):

...e che speriamo voglia ridurre di formato, sennò ci :oops: "tappa" l'intero topic...

bandato d'oro e di verde, alla banda d'argento caricata di tre rosette d'oro
ma non mi convince per niente :?
(mi direte che mi perdo in una goccia d'acqua :oops: )
Buona notte, domani leggerò le correzioni :wink:
Daniele

Composto da :wink: quanti pezzi?

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 2:34
da MMT
Chiedo al nuovo amico se a parte la ricerca svolta dalla società araldica ha altre testimonianze dello stemma che non facciano pensare ad un errore per omonimia.

Michele Tuccimei

MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 13:04
da dpascale
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
dpascale ha scritto:bandato d'oro e di verde, alla banda d'argento caricata di tre rosette d'oro

Daniele

Composto da :wink: quanti pezzi?

Bene :D vale


Bandato d'oro e di verde di otto pezzi, alla banda d'argento caricata di tre rosette d'oro.

Così come andiamo?


Daniele