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Arma episcopale: prima e dopo.

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 14:55
da FML
Carissimi,

desidero sottoporre alla Vostra qualificata attenzione l'arma episcopale di S.E. Mons. Luciano Monari, attuale pastore della Chiesa di Brescia.
La particolarità dello stemma utilizzato dal Presule, fino a qualche tempo fa vescovo di Piacenza, consiste essenzialmente nel fatto che a seguito della traslazione di Sede vescovile del suo titolare, sia stato radicalmente modificato....senza, naturalmente, esserne stravolto per ciò che concerne la simbologia originale.
La felice opera di "restyling", eseguita sotto l'attenta direzione dello stesso Mons. Monari (saggiamente consigliato in termini araldici), è stata possibile anche grazie al contributo della cara amica Maria Cristina Sintoni, tra l'altro, disegnatrice dello stemma.

Immagine
Stemma del vescovo Luciano Monari "prima".

Immagine
Stemma del vescovo Luciano Monari "dopo".

Personalmente, tra le modifiche apportate nella nuova arma, gradisco in modo particolare la partizione, armoniosa e funzionale rispetto alle figure utilizzate (v. http://www.diocesi.brescia.it/main/nuov ... stemma.php ), nonchè eloquentemente evocatrice (al pari di molti altri stemmi episcopali contemporanei) dell'attuale stemma pontificio di S.S. Benedetto XVI. Una :P bella testimonianza!

Che ne pensate?

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 15:52
da adj
Lo stemma è gradevole e mi pare che il "restyling" lo abbia notevolmente migliorato.
L'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è l'accostamento degli smalti nella seconda partizione: argento (o bianco "naturale" del libro?) su argento, non sufficientemente separati dal rosso della copertina.

Approfitto per porre una domanda (scusate l'ignoranza): come si blasona la copertina del libro? E' necessario precisare i lati che ne sono interessati?
Grazie.

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 16:03
da Antonio Pompili
Molto significativo mi sembra, nella nuova versione, il libro aperto e scritto IN PRINCIPIO e AMEN di nero. Si tratta delle prime e delle ultime parole di tutta la Bibbia. Infatti il primo libro del canone, la Genesi, si apre con l'espressione "in principio" (ripresa non casualmente nel Nuovo Testamento dall'Evangelista Giovanni per aprire il suo Libro); mentre l'ultimo libro, l'Apocalisse, si chiude, al termine di un breve dialogo di tipo liturgico, con la parola tipica per indicare l'assenso di fede: "Amen"! [A titolo di curiosità aggiungo che questa parola viene dal verbo ebraico 'aman, che significa nella forma riflessiva (nifal) "essere stabile, fermo" o anche "esser degno di fiducia"; e nella forma causativa (hifil) indica "avere fiducia", "credere"].

Si tratta del restro dello stemma di un Vescovo biblista. Mi sembra che, oltre ad aver conseguito la Licenza in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma, Mons. Monari abbia insegnato Esegesi nel Seminario della sua Diocesi di origine (Reggio Emilia) e in quello regionale di Bologna.

Comunque, il nuovo disegno è certamente molto più bello di quello iniziale.

Alla cara Maria Cristina i miei più sinceri complimenti. E complimenti vivissimi soprattutto a Sua Eccellenza per aver deciso di modificare in modo così felicemente araldico il suo stemma! :)

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 16:07
da San Marco
Per la blasonatura del libro " azzardo " : D' argento al libro di rosso aperto con la scritta nella prima facciata del campo in due righe in caratteri maiuscoli romani di nero IN PRIN-CIPIO e nella seconda della prima similmente, in punta AMEN.
Attendo......

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 16:08
da Antonio Pompili
adj ha scritto:Approfitto per porre una domanda (scusate l'ignoranza): come si blasona la copertina del libro? E' necessario precisare i lati che ne sono interessati?
Grazie.

Personalmente non credo sia necessario fare una simile precisazione.
Io mi limiterei a dire:
d'argento, al libro aperto e scritto IN PRINCIPIO AMEN di nero, foderato di rosso... :wink:

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 17:42
da adj
Grazie per le risposte.

Quindi (sia San Marco che Antonio) ritenete non necessario precisare lo smalto del libro aperto?

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 17:57
da Antonio Pompili
adj ha scritto:Grazie per le risposte.
Quindi (sia San Marco che Antonio) ritenete non necessario precisare lo smalto del libro aperto?

Effettivamente lo smalto del libro andrebbe precisato...
Per la fretta di risponderti circa la fodera ho dimenticato tutto il resto del libro.

d'argento, al libro dello stesso aperto e caricato sulle pagine della scritta IN PRINCIPIO AMEN di nero, foderato di rosso...

Così dovrebbe andar meglio.
E speriamo che il Frate nostro mi perdoni :( per la mia svista... :wink:

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 18:36
da marcoluca
In genere le pagine di un libro sono bianche ( non d'argento: è il caso in cui il bianco diventa colore araldico, a mio avviso) e pertanto, trovo superfluo blasonarle. Diverso sarebbe il caso in cui le pagine si presenterebbero di colore diverso, per esempio d'oro...
Quindi mi limiterei solo a specificare che è foderato di rosso.

D'argento, al libro aperto e caricato sulle pagine della scritta IN PRINCIPIO AMEN di nero, foderato di rosso...

I miei complimenti più vivi a mcs che ha realizzato davvero un gioiellino di araldica ecclesiastica!

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 18:41
da Antonio Pompili
Credo che tu abbia ragione, caro Marco.
Forse la mia "svista" corrispondeva alla verità delle cose...
Quindi resterebbe l'ultima descrizione che avevo fornito, privata della specificazione dello smalto del libro.
Sempre che non ci siano correzioni al corniolo in arrivo...

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 19:03
da Guido5
Cari amici,
per capirne un po' di più uno sguardo al sito indicato non guasta: c'è tra l'altro il blasone di Maurizio Carlo Alberto Gorra (d'argento, al Vangelo aperto e scritto IN PRINCIPIO AMEN di nero, foderato di rosso; cappato ricurvo, a destra d'azzurro, alla croce diminuita d'argento; a sinistra di rosso, ad un pane spezzato d'oro, ripieno d'argento).
La descrizione di Maria Cristina Sintoni e Giacomo Danesi rende ancora meglio l'idea dei "miracoli" che "mcs" ha fatto per rendere appieno i molteplici significati dello stemma. Personalmente preferisco il cappato con due soli smalti e avrei cercato la simmetria “Parola - Pane” ma immagino la difficoltà di renderla graficamente.
Complimenti vivissimi cara Maria Cristina!

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 19:25
da Antonio Pompili
Sul sito indicato, a dir il vero, non c'ero proprio andato. Se avessi visto che c'era il blasone di Maurizio Carlo Alberto Gorra non avrei perso tanto tempo (rischiando anche qualche bacchettata da parte del nostro Frate) a proporre altri blasoni...
Sono d'accordo con te sul valore che avrebbe potuto avere la simmetria "Parola-Pane", e con te immagino che la resa grafica di una simile idea, seppure è stata pensata, non poteva esser cosa facile.
Davvero comunque sono stati compiuti dei "miracoli" per render questo stemma bello come è ora. :wink:

MessaggioInviato: domenica 21 ottobre 2007, 21:39
da San Marco
La blasonatura del "nostro" Maurizio Carlo Alberto Gorra non specifica però, a mio avviso, la posizione delle parole in quale delle due pagine esse siano riportate e neppure la posizione dell'ultima (Amen).
In un precerdente intervento mi sembra che il "nostro" Fra ci avesse consigliato di far capire a chi legge la posizione: Vogliamo dire a che altezza stanno scritte le lettere?

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 22:11
da fra' Eusanio da Ocre
San Marco ha scritto:La blasonatura del "nostro" Maurizio Carlo Alberto Gorra non specifica però, a mio avviso, la posizione delle parole in quale delle due pagine esse siano riportate e neppure la posizione dell'ultima (Amen).
In un precerdente intervento mi sembra che il "nostro" Fra ci avesse consigliato di far capire a chi legge la posizione: Vogliamo dire a che altezza stanno scritte le lettere?

...certo! Il vecchio frate non cambia 8) idea...

...però, nell'attesa di 8) conoscerne di più dal diretto interessato (il mio ex discipule pare essere :roll: latitante, in questi giorni: forse perchè ha ancora un :twisted: certo bastoncino da :evil: restituire al convento...) il vostro (senza virgolette) vecchio frate azzarda un dubbio: sarà "nato" prima il blasone del "nostro", o il disegno della nostra Consocia? 8)

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 22 ottobre 2007, 22:46
da Antonio Pompili
Caro frate nostro,
io non ho tanto coraggio di rispondere a una simile domanda. Anche perchè se il tuo ex-discipule non molla l'osso (anzi il bastone) prima della prossima visita araldica, potrei ricevere da lui trattamenti "educativi" simili a quelli che ogni tanto ricevo dal suo e mio maestro... :lol:

E tuttavia la stessa domanda (e la risposta che la domanda stessa sembra suggerire :wink: ) mi dà il coraggio di provar a dire qualcosa di più circa quel libro e la sua scritta.

D'argento, al libro aperto e caricato sulle pagine delle scritte di nero IN PRIN-CIPIO a destra e AMEN a sinistra in basso, foderato di rosso...

Spero di non prender bacchettate - è il caso di dirlo - né a destra né a sinistra... E comunque :( mi guarderò anche alle spalle! :wink:

MessaggioInviato: martedì 23 ottobre 2007, 0:07
da San Marco
Caro Antonio, ma come fa uno a capire che IN PRIN-CIPIO è posizionato in due righe? dalla - ? non credo.