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Stemma gentilizio sconosciuto

MessaggioInviato: domenica 14 ottobre 2007, 17:16
da comite
Gentilissimi amici del Forum,

Vi sottopongo una richiesta di aiuto per identificare la Famiglia cui appartenne lo stemma lapideo che sormontava il portale d'ingresso di un antico palazzo - primi anni del XVII secolo - nei pressi di Benevento: d'argento, alla fascia d'azzurro caricata di tre stelle d'oro.

Ritengo di poter indicare tali smalti poichè l'arma era altresì riprodotta tra gli affreschi di un salone interno della stessa dimora, sebbene, probabilmente a testimonianza di una successiva brisura, fosse ivi inquartata con la seguente: d'oro, al leone con la coda controrivoltata d'azzurro, armato di rosso.

In attesa di lumi ed indicazioni, ringrazio sin d'ora per l'attenzione e porgo a tutti un cordiale saluto.

Re: Stemma gentilizio sconosciuto

MessaggioInviato: domenica 14 ottobre 2007, 19:11
da FML
comite ha scritto:Vi sottopongo una richiesta di aiuto per identificare la Famiglia cui appartenne lo stemma lapideo che sormontava il portale d'ingresso di un antico palazzo - primi anni del XVII secolo - nei pressi di Benevento: d'argento, alla fascia d'azzurro caricata di tre stelle d'oro.

Ritengo di poter indicare tali smalti poichè l'arma era altresì riprodotta tra gli affreschi di un salone interno della stessa dimora, sebbene, probabilmente a testimonianza di una successiva brisura, fosse ivi inquartata con la seguente: d'oro, al leone con la coda controrivoltata d'azzurro, armato di rosso.

Gentile amico,
nel contraccambiare i suoi cordialissimi saluti, le faccio notare come lo stemma da lei blasonato sia identico, tranne che negli smalti, a quello dei nobili Spinelli.
Lo stemma classico di quest'antica famiglia è d'oro, alla fascia di rosso, caricata di tre stelle (5 o 6) d'argento. Il ramo baronale della Scala ebbe le "stelle a sei punte del campo".
Gli Spinelli conti di Acerra, invece, utilizzarono un'arma d'oro all'aquila di nero, col volo abassato, coronata dello stesso e linguata di rosso, caricata di uno scudo d'oro, alla fascia di rosso caricata di tre stelle d'argento.

Al fine dell'acquisizione di maggiori elementi di valutazione, potrebbe indicarci il nome della località in cui è ubicato il palazzo da lei menzionato e l'eventuale presenza di corone nobiliari sul manufatto in oggetto?

Buona Domenica,
Ferrante

MessaggioInviato: domenica 14 ottobre 2007, 23:03
da Guido5
Caro amico,
con un caloroso benvenuto nel "forum", ti informo - anche se non so quanto la cosa possa esserti utile - che il Rietstap attribuisce uno stemma identico a quello da te descritto ("D'argent, à la fasce d'azur, ch. de trois étoiles d'or") a sette famiglie: Blois de Roussillon, Court, Fertans, Gaillard de Dionnerie, Muir, Poquelin e Zantis de Vrymerson.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Stemma gentilizio sconosciuto

MessaggioInviato: lunedì 15 ottobre 2007, 16:01
da fra' Eusanio da Ocre
comite ha scritto:Ritengo di poter indicare tali smalti poichè l'arma era altresì riprodotta tra gli affreschi di un salone interno della stessa dimora.

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:le faccio notare come lo stemma da lei blasonato sia identico, tranne che negli smalti, a quello dei nobili Spinelli.

...quindi sembra non stiate parlando del medesimo stemma...

Bene :D vale

Re: Stemma gentilizio sconosciuto

MessaggioInviato: lunedì 15 ottobre 2007, 21:57
da FML
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
comite ha scritto:Ritengo di poter indicare tali smalti poichè l'arma era altresì riprodotta tra gli affreschi di un salone interno della stessa dimora.

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:le faccio notare come lo stemma da lei blasonato sia identico, tranne che negli smalti, a quello dei nobili Spinelli.

...quindi sembra non stiate parlando del medesimo stemma...

Quella da me avanzata è ovviamente un'ipotesi. Essa si fonda su tre elementi:

1) la precisa corrispondenza dello stemma lapideo (acromo) descritto dall'autore del topic, con quello Spinelli;
2) l'ubicazione geografica dei manufatti araldici (gli Spinelli ebbero varie proprietà nel beneventano);
3) il fatto che molte famiglie Spinelli, omonime dell'antica e nobile stirpe partenopea, utilizzarono brisure (soprattutto negli smalti) del celebre stemma da me menzionato.

Tutto ciò anche in considerazione del fatto che...
comite ha scritto:Ritengo di poter indicare tali smalti poichè l'arma era altresì riprodotta tra gli affreschi di un salone interno della stessa dimora, sebbene, probabilmente a testimonianza di una successiva brisura

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: lunedì 15 ottobre 2007, 23:45
da comite
Carissimi amici,

nel ringraziarVi per la cortese sollecitudine con la quale avete replicato alla mia richiesta, provvedo a rendere quei riscontri di cui mi è parso si sia auspicato l'intervento.

Il palazzo in argomento (purtroppo abbattuto poichè irrimediabilmente compromesso dall'incuria dell'uomo e da reiterati eventi sismici) sorgeva in Santa Maria Ingrisone, piccolo - ma antichissimo - centro poco distante da Benevento cui, da ultimo, faceva riferimento lo specifico titolo comitale detenuto dai Dentice d'Accadia: ritengo, però, che l'arma in questione (sicuramente gentilizia poichè insignita di corona) non possa essere attribuita a tale Famiglia nè a quella dei Venato, da cui il titolo di conte di Santa Maria Ingrisone fu trasmesso ai Dentice d'Accadia.

Avevo immaginato, piuttosto, che qualche utile suggerimento potesse venire dalla considerazione dell'altra arma, inquartata con quella che ci interessa, e che ho creduto di poter ricondurre ai Caracciolo Pisquizi (... quale ramo?): ipotizzavo una successiva brisura, infatti, poichè mi era parso plausibile pensare allo stemma di un discendente che avesse unito le armi paterne e quelle materne per distinguersi da qualche familiare.

Sperando di aver così corrisposto alle attese di ciascuno, rinnovo con sincerità un cordiale saluto a tutti.

MessaggioInviato: martedì 16 ottobre 2007, 15:50
da fra' Eusanio da Ocre
Grazie a te, gentile amico.

Ma non cerchiamo brisure anche dove è difficile che ce ne siano... :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 16 ottobre 2007, 23:26
da FML
Gentile amico,

le notizie che ci ha fornito in merito al nome e all'ubicazione geografica della località (Santa Maria in Grisone, comune di San Nicola Manfredi, provincia di Benevento) in cui il palazzo e i relativi stemmi si trovavano, permettono :P nuove considerazioni....che non escludono le (necessarie) congetture finora avanzate.

Prima di esporre alcune interessanti notizie storico-araldiche, però, desidero farle ancora una domanda: su quali fonti si è basato :roll: per descrivere gli stemmi (lapideo e dipinto) di cui ha fatto menzione?

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2007, 22:38
da comite
Gentilissimo sig. Ferrante,

preliminarmente ringraziandoLa per l'attenzione che sta dedicando alla mia questione (è una premessa che Le assicuro essere aliena da ogni piaggeria e che spero vorrà assumere in termini di sincera riconoscenza), provvedo immediatamente a rispondere alla domanda che mi poneva.

Ho visitato personalmente il palazzo in numerose occasioni prima che esso degradasse in maniera irreversibile, e, sebbene non abbia più a disposizione le fotografie che furono scattate prima del suo abbattimento, ho ben vivo il ricordo dell'intera struttura e delle pitture che ne ornavano gli interni.

Sperando di aver così adeguatamente replicato al Suo quesito, Le porgo un cordiale saluto.

Giacomo Conte

MessaggioInviato: venerdì 19 ottobre 2007, 18:45
da FML
Gentilissimo sig. Giacomo Conte,

nel piacevole tentativo di poterle fornire delle notizie relative ai manufatti araldici oggetto di questa discussione, ho provveduto a svolgere una fugace ricerca storica inerente a Santa Maria in Grisone, località oggi inclusa nel territorio comunale di San Nicola Manfredi, in provincia di Benevento.
A tal proposito ho consultato l'opera "I comuni della provincia di Benevento - Storia, cronaca, illustrazione" di Alfonso Meomartini (Ed. Ricolo, 1970).
Sperando di fare cosa gradita e, soprattutto, utile, le riporto l'elenco delle famiglie che nel corso del tempo si succedettero nel dominio di quella che un tempo era detta Santa Maria del Grisone: Montefuscoli; Tomacelli; Cantelmo; d'Artus; Conte; Longo; Venato; Dentice.
A queste famiglie, direttamente correlate al piccolo centro beneventano, se ne possono aggiungere altre che con i loro feudi o possedimenti, gravitarono nell'area geografica immediatamente circostante: Pandone; Caracciolo; della Morra; Sozi Carafa; Latini; Moscati; Moccia; dell'Aquila.
Conosco gli stemmi di alcune delle famiglie menzionate (cognomi evidenziati in grassetto). Nessuno di questi assomiglia, anche approssimativamente, all'arma da lei descritta ("d'argento, alla fascia d'azzurro caricata di tre stelle d'oro").
Per quanto riguarda, invece, il secondo blasone da lei fornito ("d'oro, al leone con la coda controrivoltata d'azzurro, armato di rosso") in merito ad un possibile "stemma di alleanza", si potrebbe pensare di certo all'arma Caracciolo Pisquizi (anche i nobili Acquaviva, tuttavia, ebbero uno stemma antico d'oro, al leone d'azzurro).

Per una ricerca più approfondita (e :wink: fruttuosa) le consiglio, gentile amico, di verificare in termini documentali quali furono i proprietari del palazzo abbattutto in cui si trovavano gli ignoti stemmi.

Cordialmente :D,
Ferrante

MessaggioInviato: martedì 23 ottobre 2007, 20:13
da comite
Pregevole sig. Ferrante,

nel rinnovarLe la mia gratitudine per l'impagabile premura con la quale sta dedicandosi alla mia richiesta, sintomo immediato di una disponibilità in cui ho sempre ravvisato il segnale più esplicito di quella nobiltà che può definirsi autentica e non bellamente autoreferenziale, vorrei cogliere l'occasione per porgerLe un quesito che mi viene sollecitato dalle Sue ultime (preziose) indicazioni: ammesso che l'arma inquartata a quella che ci interessa sia effettivamente ascrivibile ai Caracciolo Pisquizi, ritiene possibile che essa sia riconducibile ai Caracciolo di Montanara e Ponte Albaneto?

RingraziandoLa per l'attenzione, La saluto con cordialità e Le auguro una buona serata.

Giacomo.

MessaggioInviato: mercoledì 24 ottobre 2007, 16:12
da FML
comite ha scritto:ammesso che l'arma inquartata a quella che ci interessa sia effettivamente ascrivibile ai Caracciolo Pisquizi, ritiene possibile che essa sia riconducibile ai Caracciolo di Montanara e Ponte Albaneto?

Gentilissimo sig. Giacomo,

non saprei dirle con certezza se i Caracciolo Pisquizi di Montanara possano considerarsi i titolari dello stemma inquartato con quello oggetto del dibattito (sempre :roll: ammesso che dell'arma Caracciolo Pisquizi si tratti!) e, più in generale, se ebbero collegamenti con la località di Santa Maria in Grisone.
Come ben saprà la nobilissima famiglia partenopea (nei suoi molteplici "rami") ha una genealogia molto antica e complessa.
Le consiglio, a tal proposito, di esaminare gli "alberi genealogici" presenti nell'ottimo sito web gestito dal Socio collaboratore dello IAGI Davide Shamà: http://www.sardimpex.com .

La ringrazio molto per le cordiali parole usate nei miei confronti e....ci tenga aggiornati :wink:.

Ferrante