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Stemmi identici

MessaggioInviato: sabato 6 ottobre 2007, 17:56
da StefanoM
Carissimi

Lo stemma dei Frezza di Napoli è praticamente identico, nelle forme, a quello dei Severino :shock:

Qualcuno sa se le due famiglie hanno un origine comune? :wink:

I Frezza godettero di paricolare prestigio regnante Carlo V, esiste uno stemma Frezza con il capo d'Impero?

Cordialità
StefanoM

Re: Stemmi identici

MessaggioInviato: sabato 6 ottobre 2007, 19:08
da FML
StefanoM ha scritto:Lo stemma dei Frezza di Napoli è praticamente identico, nelle forme, a quello dei Severino :shock:

Gentilissimo Stefano,

le famiglie nobili partenopee dei Frezza (Seggio di Nilo, poi Nido) e dei Severino (Seggio di Porto) ebbero, come hai ben detto, stemmi identici nelle figure: di (...), a tre fasce ondate di (...); al capo di (...), a tre gigli di (...).

Dell'arma dei Frezza conosco anche gli smalti: d'azzurro, a tre fasce ondate d'oro; al capo d'oro, a tre gigli d'azzurro.

Della famiglia Severino mi sto interessando in quanto Giovanni Fabrizio Severino, nobile napoletano, fu prima vescovo di Acerra (1560-1568), poi di Trivento (1568-1581), diocesi di cui ho in corso una ricerca storico-araldica.
Di questo Presule, al momento, ho individuato solamente un manufatto araldico ligneo :( privo di colori.

Non ho informazioni relative ad un'eventuale origine comune dei due casati. Posso dirti, tuttavia, che la cappella gentilizia dei Severino si trova nella bella chiesa denominata S. Maria la Nova, a Napoli.

Cordialmente,
Ferrante

Re: Stemmi identici

MessaggioInviato: lunedì 8 ottobre 2007, 10:06
da Guido10
Egregio Ferrante,

vado a memoria per cui, in attesa di poter verificare, potrei forse essere corretto da chi è più documentato di me. :)

Arma dei Severino: d'azzurro, a tre fasce ondate d'oro; al capo di rosso, a tre gigli d'oro.

Al più presto verificherò quanto sopra, per adesso ...

un saluto

Guido10

P. S. Sicuro che sia un capo e non un troncato con i tre gigli disposti 1,2 ? :?

MessaggioInviato: lunedì 8 ottobre 2007, 12:48
da San Marco
Frezza (Ramo di Ravello)


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Re: Stemmi identici

MessaggioInviato: lunedì 8 ottobre 2007, 15:30
da FML
Guido10 ha scritto:Arma dei Severino: d'azzurro, a tre fasce ondate d'oro; al capo di rosso, a tre gigli d'oro.

(....)

P. S. Sicuro che sia un capo e non un troncato con i tre gigli disposti 1, 2 ? :?

Gentile Guido10,

il manufatto ligneo sul quale ho potuto rilevare lo stemma del vescovo Giovanni Fabrizio Severino, di cui accennavo prima, consiste nell'antico portone della chiesa Ss. Trinità (oggi adibita a museo diocesano) a Trivento.
L'arma si presenta come sopra descritta: di (...), a tre fasce ondate di (...); al capo di (...), a tre gigli di (...).
La stessa, realizzata simmetricamente su entrambe le ante del portone, ha la particolarità di essere stata raffigurata una volta timbrata dal galero episcopale e l'alta dalla mita: un esempio significativo di come, per un certo lasso di tempo immediatamente successivo alla riforma liturgica nata dal Concilio di Trento, siano coesistite le vecchie e le nuove regole araldiche.

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: lunedì 8 ottobre 2007, 18:34
da StefanoM
Credo che sia difficile sapere se si tratti di un capo o no, e ciò vale per entrambe le famiglie. Tuttavia ho notato che alcuni stemmi dei Severino hanno i gigli mal ordinati mentre i Frezza li hanno generalmente ordinati.
Forse quello dei Frezza è un capo? Tale accortezza araldica non è di poco conto.

Cosa ne pensate? :wink:

Re: Stemmi identici

MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2007, 11:09
da Guido10
Cari amici,

ho verificato, ricordavo correttamente gli smalti dell'arma dei Severino (... al capo di rosso, a tre gigli d'oro). :)

Ho rinvenuto, invece, una descrizione del blasone come un semplice "fasciato", che costituirebbe un'ulteriore variazione oltre alla già menzionata posizione dei gigli.

Un saluto

Guido10

Re: Stemmi identici

MessaggioInviato: martedì 9 ottobre 2007, 17:59
da T.G.Cravarezza
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:il manufatto ligneo sul quale ho potuto rilevare lo stemma del vescovo Giovanni Fabrizio Severino, di cui accennavo prima, consiste nell'antico portone della chiesa Ss. Trinità (oggi adibita a museo diocesano) a Trivento.
L'arma si presenta come sopra descritta: di (...), a tre fasce ondate di (...); al capo di (...), a tre gigli di (...).
La stessa, realizzata simmetricamente su entrambe le ante del portone, ha la particolarità di essere stata raffigurata una volta timbrata dal galero episcopale e l'alta dalla mita: un esempio significativo di come, per un certo lasso di tempo immediatamente successivo alla riforma liturgica nata dal Concilio di Trento, siano coesistite le vecchie e le nuove regole araldiche.


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MessaggioInviato: mercoledì 10 ottobre 2007, 13:49
da FML
Gentili colleghi,

nel ringraziare ancora una volta il gentilissimo T.G. Cravarezza per le immagini postate, vorrei far notare come nello stemma episcopale Severino, visibile simmetricamente sulle ante del monumentale portone d'ingresso del Museo diocesano di Trivento (già Chiesa Ss. Trinità), i gigli siano posti "ordinati" nel capo araldico dello scudo e non "male ordinati" come riscontrato in altre fonti.

In particolare, poi, è doveroso sottolineare che nel caso specifico, alle consuete "tre fasce ondate" peculiari di quest'antica arma di famiglia, gli stemmi visualizzati mostrino "tre fasce nebulose" (che :roll: a dire il vero sembrerebbero addirittura un "fasciato nebuloso").

Sarebbe molto utile, a questo punto, un riscontro con altri manufatti araldici dei Severino....ubicati, ad esempio, nella menzionata cappella gentilizia di S. Maria la Nova in Napoli.

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: mercoledì 10 ottobre 2007, 18:34
da StefanoM
Di chi sono i due stemmi in basso? :wink:
Foto molto belle, complimenti.

Uno è dei D'Afflitto, credo, e l'altro?

I Severino ebbero qualche legame con i D'Afflitto?
Magari in via parentelare. :?

I Severino di Trivento ebbero qualche capo particolare? Magari d'Impero?o un'ancora o qualche altro accidente? :1:

Cordialità :D

MessaggioInviato: mercoledì 10 ottobre 2007, 20:19
da L.de Bellis
Preg.mo Stefano ,

rendo questa mia nota sperando in una qualche utilità.
In Rutigliano( Puglia) vi era una famiglia antichissima Severino( d'azzurro alla mole al naturale) ed una Severini d'origine napoletana o senese per Altri Autori( fasciato d'oro e d'azzurro al capo di rosso caricato di tre gigli d'oro) un ramo portò : d'azzurro alla fascia d'oro accompagnata in capo da tre gigli d'oro ed in punta da un mare in tempesta; i tre gigli sormontati da una stella di cinque raggi d'oro.
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Cordialità

Lorenzo Longo de Bellis

MessaggioInviato: giovedì 11 ottobre 2007, 11:47
da StefanoM
Grazie per la puntualizzazione caro Lorenzo! :wink:

Avete notato come sui due stemmi di Trivento ci siano copricapi diversi?

Re: Stemmi identici

MessaggioInviato: giovedì 11 ottobre 2007, 22:57
da FML
Gentile Stefano,

scolpiti sul portone dell'attuale Museo diocesano di Trivento (ex Chiesa Ss. Trinità), oltre ai due stemmi del vescovo triventino Giovanni Fabrizio Severino, ci sono le armi della famiglia d'Afflitto e del Comune.

Che io sappia, i Severino, nobili napoletani, e i d'Afflitto, conti di Trivento, non ebbero legami di parentela.
Gli stemmi presenti sul portone, dunque, hanno il preciso scopo di rappresentare graficamente chi patrocinò la costruzione della chiesa dedicata alla Trinità: il vescovo pro tempore, il signore del luogo e la comunità.

Ottima la tua osservazione relativa ai differenti copricapo episcopali (galero e mitra) che timbrano i due simmetrici stemmi oggetto del dibattito. Di questo interessante aspetto, in ogni modo, :wink: si è già fatto cenno:

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:(L'arma) realizzata simmetricamente su entrambe le ante del portone, ha la particolarità di essere stata raffigurata una volta timbrata dal galero episcopale e l'alta dalla mita: un esempio significativo di come, per un certo lasso di tempo immediatamente successivo alla riforma liturgica nata dal Concilio di Trento, siano coesistite le vecchie e le nuove regole araldiche.

Come ben sai, infatti, prima del Concilio tridentino l'unico copricapo araldico utilizzato dai vescovi era la mitra e non il galero (fino a quel momento di esclusivo uso cardinalizio).

Cordialmente,
Ferrante