Carissimo San Marco,
ricordo ancora incantato quell'affascinante stemma con quell'ippocampo così pittoresco, quel mare agitato come nella realtà e soprattutto quel cielo che io definii
serotino (forte del ricordo di un insegnamento del vecchio frate di qualche tempo fa:
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... c&start=30 ), con la autorevole conferma di questo termine (e della rara sfumatura di colore che esso indica) da parte di Maurizio Gorra. Ricordo con ammirazione la sua poetica descrizione di quello stemma...

E devo dire che è stata davvero efficace la sua opera di abbattimento del mito (non sempre giustificabile) per il quale in araldica non potrebbero esserci sfumature.
Ad ogni modo, prima di allora non avevo mai incontrato un cielo "serotino". Credo poi non sia sempre così facile - come è stato in quella prestigiosa Sede - definire il campo di uno scudo araldico come serotino, vista la possibilità di confonderlo con qualche approssimativa rappresentazione dell'oro o magari con qualche sbiadito smalto di rosso.
In una veloce ricerca ho trovato questo stemma:
Si tratta dello stemma del comune di Sperlonga (LT), un bellissimo borgo medioevale che si affaccia sul mare, dove non è difficile immaginare di poter ammirare lo spettacolo di qualche tramonto simile a quello che era impresso sullo stemma che abbiamo gustato a Bologna.
Mi sembra si possa parlare di un "cielo serotino" (la presenza della stella cometa e il metallo usato chiaramente per essa forse ne danno conferma), fermo restando il dubbio - risolvibile solo da confronti con altre immagini dello stesso stemma o con un blasone ufficiale (e corretto) - relativo alla possibile confusione con altro smalto sbiadito o mal realizzato.
