Ottimo accostamento, caro Ferrante! Molto pertinente.
Della Parola di Dio come miele si parla effettivamente in 119,103:
Quam dulcia faucibus meis eloquia tua super mel ori meo. Qualcosa del genere lo troviamo affermato dal Sal 19,11 per i "giudizi" (ebr.
mishpatim) del Signore, che possiamo comunque considerare sinonimo di "parole", "detti" (con evidente sottolineatura del valore morale e dell'aspetto giudiziario della parola divina). Anche nell'autoelogio che fa di sè la Sapienza nel libro del Siracide torna un simile paragone (Sir 24,20).
Un simbolismo gustativo davvero eloquente! L'assaporare, il gustare la Parola di Dio è un'immagine cara ad Ezechiele che nel suo secondo racconto di vocazione (cc. 2-3) è invitato a sentire il sapore del libro della profezia (con un parallelo neotestamentario in Ap 10,8-11).
Una Parola dolce, saporosa, che dà gusto alla vita!
Ma, come ricorda l'altra immagine, quella della spada, anche una parola efficace, tagliente. Richiamavo più sopra questo simbolismo espresso in chiare note dalla Lettera agli Ebrei. [Attenzione, non nei Salmi, dove la spada se usata come metafora per la parola, indica sempre la parola umana con la sua capacità di colpire e ferire: Sal 55,22; 57,5; 59,8; 64,4]. Una immagine del genere torna anche nella visione cristologica con cui si apre la rivelazione all'Apostolo Giovanni nel libro dell'Apocalisse (Ap 2,12). Si richiama qui la capacità giudiziaria di questa parola, davanti la quale l'uomo è chiamato a una scelta (cf Gv 12,48 ). San Paolo chiama la Parola "spada dello Spirito" (Ef 6,17). Le immagini usate dall'autore della lettera agli Ebrei ("fino all'intimo dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla") sono immagini per descrivere la potenza della Parola di Dio, che opera nel più intimo del cuore umano e ne mette a nudo i pensieri e i sentimenti più nascosti.
Quella da te operata caro Ferrante è un'associazione molto significativa di due immagini bibliche utilizzate in testi (e contesti) assai diversi tra loro ma per indicare la stessa realtà. E potrebbe pure corrispondere al pensiero del titolare dello stemma.
Io mi ero limitato invece a intravedere un messaggio simbolico di insieme già chiaramente delineato in qualche testo biblico dove, cioé, l'idea di "lavoro" è già accostata all'annuncio della Parola. Le api (classico simbolo araldico per indicare la laboriosità), rappresentate nel nostro stemma accanto alla significativa spada, mi avevano fatto pensare a questa dimensione. Si parla dell'evangelizzazione in questi termini "lavorativi" in vari testi del NT (Gv 4,38; Lc 10,7; 1Tm 5,18; 1Cor 9,16...).
Come tu stesso ricordi dobbiamo conoscere i desideri araldici dell'illustre titolare dello stemma. Ma mi rende comunque felice veder confermato il mio pensiero circa la facile individuazione dell'ambito simbolico generale, legato al tema della predicazione.
