Caro Corbus,
la sua domanda, o forse illazione, mi ha un pò turbato. Non ho certamente scritto che i Grassi d'Italia siano tutti parenti o legati allo stesso ceppo familiare ma ho solo notato che l'elmo rivolto era presente anche sul altri stemmi dello stesso cognome. Punto.
Le chiedo gentilmente di essere meno velenoso

e di rispettare chi come Lei fa di una passione, uno studio.
Fra le tante, le cito queste notizie.
Saluti
GRASSI o DE GRASSI (di Pianura)
Titoli: predicato di Pianura, conte palatino, patrizio di Bologna.
Dimora: Napoli, Bologna.
Si ritiene originaria della Polonia, stabilitasi in Bologna nel X secolo.
ILDEBRANDO cardinale nel 1145, divenuto poi vescovo di Modena e Bologna; PIETRO creato cardinale da papa Alessandro III nel 1177; NEGRO podestà di Parma nel 1175; GIACOPINO cavaliere regio nel 1321; GIOVANNI e PIETRO militi al servizio della Repubblica di Firenze nel 1326; ANTONIO, dottore in legge, canonico di San Pietro, vescovo di Tivoli nel 1482, nunzio apostolico (ambasciatore) presso l’imperatore Ferdinando III nel 1484, il quale lo nominò consigliere e conte palatino insieme al fratello con diritto ereditario e l’aggiunta nel blasone dell’aquila imperiale; ACHILLE vescovo di Tivoli e di Città di Castello nel 1506, nunzio apostolico presso l’imperatore Massimiliano che lo creò conte palatino e con nomina del 10 marzo 1511 vescovo di Monte Fiascone, governatore dell’Umbria; ACHILLE uditore della Sacra Rota, vescovo di Monte Fiascone e di Corneto, nunzio apostolico presso il Vicerè di Napoli, partecipò al Concilio di Trento tenutosi tra la prima e seconda metà del XVI secolo; ANNIBALE vescovo di Faenza, fu inviato da papa Pio V presso il re di Spagna e di Francia in missione diplomatica per perorare la causa della loro discesa in campo contro i Turchi; PARIDE colonnello di fanteria al servizio della Repubblica Veneta e del Pontefice nel XVII secolo; ACHILLE marchese di Morcone. La famiglia fu reintegrata nel patriziato di Bologna il 22 novembre 1687, si trapiantò in Napoli nel XVI secolo con FRANCESCO che acquistò il feudo di Pianura (casale divenuto nel 1926 quartiere della città di Napoli) ove esiste tutt’ora il palazzo gentilizio del casato detto “il Mulino”, ed una strada intitolata a GIORGIO; ai suoi discendenti furono riconosciuti i titoli del predicato di Pianura, conte palatino e patrizio di Bologna con D. M. del 18 marzo 1895.
Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.
Arma: partito 1° d’oro ad una mezza aquila bicipite, 2° d’azzurro alla mezza aquila d’argento coronata d’oro, nella partizione tra i quattro pendenti di un lambello di rosso.