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Angeli, Cherubini e Serafini

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 13:51
da Morello
Gentili Amici,

prendendo come spunto lo stemma trasmesso sul topic "Lagrime o Lacrime" dal sig. Longo De Bellis, grazie all'Amministratore Cravarezza, Vi chiedo delucidazione o pareri. Mi consta che araldicamente l'angelo è rappresentato vestito per intero, il cherubino = testa di puttino tra due ali e serafino = testa di puttino attorniato da sei ali. Ma i Serafini di Fabriano, ad esempio hanno nel loro stemma una testa di putto tra 8 voli in croce e decussati, alcune famiglie Serafini sono rappresentate araldicamente da Angeli o Cherubini. In riferimento al topic citato (v. arma tramessa dal de Bellis), è molto interessante la figura del 3° quarto: ma è un serafino?. In poche parole, secondo Voi qual'è il modo migliore per rappresentare araldicamente un SERAFINO?
In attesa di chiarimenti o suggerimenti Vi ringrazio e Vi saluto cordialmente.

Nicola Serafini

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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 14:07
da San Marco
Immagine

Ricavato da appunti di Araldica.

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 14:31
da Maramaldo
E, mi permetto sommessamente di aggiungere: i vari "cori" angelici, hanno ciascuno un significato particolare?.... O è sempre lo stesso? E quale?...

Grazie e ciao,


Antonio

Re: Angeli, Cherubini e Serafini

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 14:35
da Antonio Pompili
Serafini ha scritto: In poche parole, secondo Voi qual'è il modo migliore per rappresentare araldicamente un SERAFINO?


Dei serafini si parla chiaramente nella visione profetica descritta nel Libro di Isaia (6,2).

Il termine ebraico usato in quel contesto come sostantivo è di per sé un aggettivo il cui significato è "ardente" (da saràph, "bruciare"). Descrive i guardiani celesti della corte del Signore, che sono al Suo servizio e devono persino coprirsi la faccia davanti a Lui in segno di profondo rispetto e adorazione.
Di essi si dice che ognuno aveva sei ali: "con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava". Da notare che "piedi" è qui un eufemismo per indicare le parti sessuali (cf. Es 4,25).

Stando dunque al retroterra biblico il modo migliore (anzi l'unico) per disegnare un serafino dovrebbe esser con sei ali.

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 15:00
da Antonio Pompili
Maramaldo ha scritto:...i vari "cori" angelici, hanno ciascuno un significato particolare?.... O è sempre lo stesso? E quale?...


E' lo Pseudo-Dionigi (autore sconosciuto vissuto tra la fine del V e l'inizio del VI secolo), nell'opera sulla Gerarchia celeste, a dividere gli angeli in nove "cori" o categorie (di cui qui e là si parla nella Scrittura), raggruppati in tre gerarchie: serafini, cherubini, troni; dominazioni, virtù, potestà; principati, arcangeli, angeli.

La gerarchia angelica implica una specificità di funzioni e di servizi. I serafini ad esempio sono un eterno e incessante movimento intorno alle realtà divine, una incandescenza, una chiarezza, un potere di attirare i loro subordinati infiammandoli del loro stesso calore. I cherubini si distinguono per il loro potere di conoscere e vedere Dio. Gli angeli hanno la proprietà di essere messaggeri e di avere relazioni con le cose di questo mondo trasmettendo all'uomo il mistero di Dio... ecc.
Potremmo parlare in sintesi di un movimento gerarchico discendente che porta la conoscenza di Dio dai gradi superiori degli angeli (serafini, cherubini e troni) fino a quelli inferiori e fino all'uomo. Ma anche possiamo parlare di un movimento ascendente che eleva l'uomo fino all'unione trinitaria mediante la purificazione, l'illuminazione e l'unione mistica. Nella visione dionisiana l'attenzione è sull'armonia tra gerarchia angelica e vita spirituale dell'uomo.

Ma per quanto ne so, come già accennato, solo le categorie di serafini, cherubini e angeli sono entrate nelle rappresentazioni araldiche degli esseri celesti.

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 15:09
da Maramaldo
Impareggiabile Antonio!... :shock: e che significato potrebbe eventualmente legarsi ad un Serafino, in Araldica...?

Un cordiale saluto,


Antonio

P.s. un attimo, parlando dello Pseudo Dionigi tu intendi l'Aeropagita?...
E "Quello della datazione", per intenderci, era in realtà l'"Esiguo"...? :oops:

MessaggioInviato: venerdì 31 agosto 2007, 15:18
da Antonio Pompili
Maramaldo ha scritto:e che significato potrebbe eventualmente legarsi ad un Serafino, in Araldica...?

Credo possa esser assunto come simbolo dell'Amor di Dio o dello spirito di contemplazione... Ma si sa, la valenza simbolica di ogni figura in araldica può esser davvero vasta!

P.s. un attimo, parlando dello Pseudo Dionigi tu intendi l'Aeropagita?...
E "Quello della datazione", per intenderci, era in realtà l'"Esiguo"...? :oops:


Lo Pseudo Dionigi di cui parlo è appunto l'Aeropagita. L'altro, della datazione è Dionigi il Piccolo nato in Scizia, vissuto a Roma e più o meno contemporaneo dell'Aeropagita.
A presto, caro omonimo :wink:

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 1:05
da San Marco
Desideravo far presente che il Simbolo Serafino, emblema della sapienza, è stato adottato dalle Università di Pisa e Roma-La Sapienza e che
l'immagine del re Salomone, col libro della sapienza e lo scettro gigliato, affiancato dalla testa di Serafino con sei ali e il giglio di Firenze è prerogativa dell'Ateneo fiorentino.

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 9:39
da Antonio Pompili
Grazie a questo prezioso spunto, proprio ora mi torna alla mente che il serafino dell'emblema de La Sapienza di Roma è sormontato da una fiammella.
Anche lì è dunque ben rappresentata l'idea della conoscenza della Verità nei termini di una forza purificatrice come il fuoco, e di una proprietà illuminante che non si vela e non si estingue. Proprio quello che il Serafino ("ardente") indica nella tradizione cristiana circa la piena e perfetta conoscenza di Dio.

Re: Angeli, Cherubini e Serafini

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 10:43
da Antonio Pompili
Serafini ha scritto:In riferimento al topic citato (v. arma tramessa dal de Bellis), è molto interessante la figura del 3° quarto: ma è un serafino?


Infine mi permetto di aggiungere un parere circa lo specifico caso del serafino con quattro coppie di ali disposte a formare una croce, presente nello stemma postato dall'amico Lorenzo nel topic sulle "Lacrime" araldiche ( http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=4850&start=45 ).

Immagine

Credo, considerata anche la presenza del simbolo dell'Ordine Francescano nel 1° quarto di quello stemma (l'iscrizione al di sotto chiarisce ulteriormente l'appartenenza dello stesso), che qui ci sia un riferimento iconografico al serafico spirito di contemplazione che infiammò il Poverello di Assisi nel momento in cui ricevette il dono delle Sacre Stimmate.

Ce ne parlano le Fonti Francescane:

Santo Francesco... cominciò a contemplare divotissimamente la passione di Cristo, e la sua infinita carità: e cresceva tanto in lui il fervore della divozione, che tutto si trasformava in Gesù per amore e per compassione. E istando così infiammandosi in questa contemplazione, in quella medesima mattina e' vide venire dal Cielo uno Serafino con sei alie risplendenti e affocate; il quale Serafino con veloce volare appressandosi a Santo Francesco, sicchè egli potea discernere, e cognobbe chiaramente, che avea in sè l'immagine d'uomo crocifisso; e le sue alie erano così disposte; che due alie si distendeano sopra il capo, due se ne distendeano a volare, e l'altre due copriano tutto il corpo... Appresso, si maravigliava molto di così stupenda e disusata visione, sappiendo bene, che la infermità della passione non si confà colla immortalitade dello ispirito Serafico. E istando in questa ammirazione, gli fu rivelato da colui che gli apparia; che per divina provvidenzia quella visione gli era mostrata in cotal forma, acciocchè egli intendesse; che non per martirio corporale, ma per incendio mentale, egli doveva essere tutto trasformato nella espressa similitudine di Cristo Crocifisso, in questa apparizione mirabile. Allora tutto il Monte della Vernia parea, che ardesse di fiamma isplendidissima, la quale risplendeva, e illuminava tutti li monti e le valli d'intorno, come se fusse il sole sopra la terra, onde li Pastori, che vegliavano in quelle contrade, veggendo il Monte infiammato e tanta luce d'intorno, ebbono grandissima paura, secondo che eglino poi narrarono a' Frati, affermando, che quella fiamma era durata sopra il Monte della Vernia per ispazio d'un'ora, e più. Similmente allo splendore di questo lume, il quale risplendeva nelli alberghi della contrada per le finestre, certi mulattieri, che andavano in Romagna, si levarono suso, credendo che fusse levato il sole, e sellarono e caricarono le bestie loro; e camminando, vidono il detto lume cessare, e levarsi il sole materiale. Nella detta apparizione serafica, Cristo il quale apparia, parlò a Santo Francesco certe cose secrete e alte, le quali Santo Francesco in vita sua non volle rivelare a persona: ma dopo la sua vita il rivelò, secondo che si dimostra più giù; e le parole furono queste: Sai tu, disse Cristo, quello ch'io t'ho fatto? Io t'ho donato le Istimate, che sono i segnali della mia passione, acciocchè tu sia mio Gonfaloniere.

La raffigurazione presente in quello stemma dovrebbe esser dunque un richiamo alla visione del Cristo crocifisso apparso come un Serafino a la Verna.
E anche se nel racconto delle Fonti si parla in consonanza con la tradizione biblica di un Serafino con "sei ali" (due sopra il capo, due per volare, due sopra il corpo), quella rappresentazione cruciforme probabilmente è stata concepita come un "adattamento grafico" per richiamare in maniera più diretta ed evidente la Passione del Signore contemplata tanto ardentemente da San Francesco e da lui vissuta nella sua stessa persona.

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 12:23
da San Marco
Ritornando all' Araldica il Serafino viene rappresentato da una testa di puttino (ossia di piccolo fanciullo) in maestà con sei piccole ali. Se esso ne ha quattro è necessario blasonare tale peculiarità. Nella Enciclopedia Araldico-Cavalleresca a cura di Goffredo di Crollalanza è scritto: < Le teste serafiniche simboleggiano devozione, speditezza negli affari, messaggi di pace e liete novelle >.

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 14:41
da Antonio Pompili
San Marco ha scritto:Ritornando all' Araldica il Serafino viene rappresentato da una testa di puttino (ossia di piccolo fanciullo) in maestà con sei piccole ali. Se esso ne ha quattro è necessario blasonare tale peculiarità.


Così come - sempre rimanendo all'Araldica (dalla quale nessuno si era allontanato :wink: ) - è necessario blasonare la "più abbondante" peculiarità delle 8 ali del serafino "francescano" nel quale ci siamo imbattuti.

Potremmo forse parlare in questo caso di:

Testa di serafino alata di otto pezzi appaiati, decussati e posti a guisa di croce.

Ma, soprattutto qui, chiedo la conferma del nostro caro Fra' Eusanio. :)

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 22:00
da San Marco
Ho preso visione dell' immagine, ma sinceranente non ho mai visto un Serafino con otto ali. Ho sempre saputo che quello francescano ne ha sei e che nella blasonatura non è necessario indicarne le posizioni.
A commento di un intervento di Papa Ratzinger, Benedetto XVI, su San Bonaventura, sull' Avvenire del 18 giugno 2007 Elio Guerriero scrive:
<L'altro punto focale, che il Pontefice ha approfondito nello studio dell'amato san Bonaventura, è l'esperienza delle stigmate impresse nella carne di Francesco da un Serafino alato. Un mattino, all'avvicinarsi della festa dell'esaltazione della Croce, mentre pregava sul fianco della Verna, il Santo vide la figura di un serafino in croce. Provava letizia per l'atteggiamento gentile, ma il vederlo confitto in croce gli trapassava l'anima con la spada dolorosa della compassione. E subito, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire i segni dei chiodi, come quelli che poco prima Francesco aveva osservato nell'immagine del Crocifisso (Leggenda Maggiore). Come san Bonaventura lascia intendere, il serafino rappresentava il Crocifisso. La forma dell'apparizione aveva tuttavia un significato suo proprio: le sei ali del serafino indicavano le sei tappe per accostarsi alla rivelazione e all'infinità dell'amore crocifisso. Fede, pensiero, meraviglia, contemplazione, rapimento e intelligenza sono i passaggi che nutrono come vampe d'amore e fiamme di carità >.

MessaggioInviato: sabato 1 settembre 2007, 22:55
da Antonio Pompili
Davvero un commento bellissimo! Grazie di cuore per averlo presentato! :)

Quanto alla particolare rappresentazione araldica del serafino con otto ali, anche per me è la prima volta che ne vedo una simile. E il brano delle Fonti francescane da me sopra riportato non lascia dubbi: il Serafino visto da Francesco di Assisi aveva sei ali!
Tuttavia questo abbiamo davanti agli occhi... e questo ho provato a blasonare. :wink:

Del resto, in alcune artistiche raffigurazioni si trovano varianti ancora più sbalorditive, come nel caso del Serafino dipinto da Gentile da Fabriano.

Immagine

Come si può ben vedere ci sono addirittura 10 ali! :o

Tutto è possibile nell'arte e ancor di più in quell'arte così viva e mutabile che è l'Araldica. :wink:

MessaggioInviato: domenica 2 settembre 2007, 8:21
da fra' Eusanio da Ocre
antonio p. v. g. ha scritto:Credo possa esser assunto come simbolo dell'Amor di Dio o dello spirito di contemplazione... Ma si sa, la valenza simbolica di ogni figura in araldica può esser davvero vasta!

Esatto.

E non solo in araldica.

Bene :D vale