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Stemmi Carafa di Santa Severina

MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2007, 15:09
da da Fiore
E' da molti anni che si dibatte, tra archeologi, storici dell'Arte e architetti che abbiamo lavorato al Castello di Santa Severina, sulla presenza di alcuni stemmi dei Carafa, conti della cittadina dal 1496 (I conte Andrea, luogotenente del regno nel 1525) fino allla loro estinzione avvenuta con la morte di Vespasiano, nel 1599.
L'anomalia di tali stemmi sta nel fatto che pur appartenendo i Conti di S. Severina notoriamente alla linea dei Carafa della Spina, recano, invece la Stadera nell'arma, anche se fuori dallo scudo. Così come si riscontra anche in S. Domenico Maggiore in Napoli, dove il mausoleo del capostipite Andrea reca sul frontone esterno della cappella la Stadera e il Martinetto con il motto Contraria virtus conteret, e anche sulla medaglia fatta coniare da Andrea I.
Nello stesso Castello ed in altri edifici legati ai feudatari, invece, gli stemmi sono sempre quelli usuali del ramo della Spina, con la stessa attraversante le bande.

Eccovi tre dei quattro esempi di Stemmi con la Stadera riscontrati nella Contea di S. Severina:

Stemma sul Bastione dell'Ospedale, situato nella cinta esterna della Fortezza e ascrivibile alla prima fase attribuita ad Andrea Carafa I:

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Medaglia di Andrea Carafa R/:

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Stemma su un palazzotto di Roccabernarda, centro che nel XVI sec. si trovava nello Stato feudale di S. Severina, limitrofo al capoluogo:

Immagine

Come vi spiegate l'uso della Stadera, proprio di un altro ramo della famiglia, da parte di esponenti del ramo della Spina?
Grazie per l'attenzione

saluti
Marilisa

MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2007, 17:36
da fra' Eusanio da Ocre
Quesito :P intrigantissimo, cara Marilisa...

...per cercare una risposta al quale, stavolta più che mai, il vecchio frate ricorda a sè stesso che i nostri predecessori erano molto più attenti di noi al senso delle forme, e difficilmente realizzavano manufatti così, a casaccio.

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 3 agosto 2007, 19:04
da Alessio Bruno Bedini
Avanzo un ipotesi: è se dipendesse dal brutto periodo che passarono i Carafa della spina nel XVI secolo?

Avere un parente decapitato magari non era un buon biglietto da visita :wink:

MessaggioInviato: sabato 4 agosto 2007, 17:03
da da Fiore
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Avanzo un ipotesi: è se dipendesse dal brutto periodo che passarono i Carafa della spina nel XVI secolo?

Avere un parente decapitato magari non era un buon biglietto da visita :wink:


Intendi forse dire che ci sarebbe stato un tentativo di "rinnegare" il ramo della Spina in seguito ai noti avvenimenti che portarono al patibolo Giovanni Battista Carafa marchese di Castelvetere?

Ma gli esempi che io ho portato all'attenzione del forum sono di molto anteriori al 1548, anno dell'arresto che poi portò alla decapitazione di G.B. Carafa!
Andrea Carafa morì nel 1526, e la medaglia fu coniata mentre era in vita; lo stesso dicasi degli stemmi.
Piuttosto la risposta, secondo me, andrebbe cercata in qualche motivo dinastico; secondo quanto riporta l'Aldimari, infatti, il I conte di S. Severina condusse una battaglia all'interno della famiglia per dimostrare che la divisione fra i due rami della Spina e della Stadera fosse arbitraria e che la famiglia era da considerare unica. Questo fu fatto per motivi di successione ad alcuni feudi.

Vorrei sapere dagli esperti se la cosa può essersi ripercossa anche a livello araldico oppure ci sia da cercare un'altra spiegazione all'uso della Stadera.

M.

MessaggioInviato: mercoledì 8 agosto 2007, 0:41
da FML
da Fiore ha scritto:la risposta, secondo me, andrebbe cercata in qualche motivo dinastico; secondo quanto riporta l'Aldimari, infatti, il I conte di S. Severina condusse una battaglia all'interno della famiglia per dimostrare che la divisione fra i due rami della Spina e della Stadera fosse arbitraria e che la famiglia era da considerare unica. Questo fu fatto per motivi di successione ad alcuni feudi.

Vorrei sapere dagli esperti se la cosa può essersi ripercossa anche a livello araldico oppure ci sia da cercare un'altra spiegazione all'uso della Stadera.

Carissima Marilisa,
trovo veramente interessanti e :roll: controversi gli stemmi Carafa che ci hai proposto.
Pur non conoscendo nei dettagli le vicende storiche e dinastiche dell'antica e celebre famiglia partenopea, posso, tuttavia, affermare con certezza che dal punto di vista genealogico la stirpe in questione fu piuttosto dinamica, dividendosi in molteplici rami che, similmente a quanto riscontrabile per i conterranei Caracciolo, spesso e volentieri s'imparentarono nuovamente fra loro nel corso del tempo.
La mia ipotesi, dunque, è proprio quella relativa ad una "ritrovata" parentela tra due distinti rami della famiglia Carafa, uno "della Spina" e l'altro "della Stadera", a cui seguì una realizzazione araldica che evitasse di "partire" o "inquartare", secondo la prassi delle armi di alleanza matrimoniale, due stemmi identici nella forma (tranne che per le aggiunte della spina e della stadera) e, soprattutto, nell'origine.
Di qui (forse) la scelta di porre due stadere in decusse, come ornamento esterno allo scudo....per buona pace :wink: del I Conte di Santa Severina.

Ti faccio notare, infine, come anche il napoletano Antonio Carafa, dei Chierici Regolari (o Teatini), vescovo di Ugento dal 1663 al 1704, utilizzò come arma episcopale quella di famiglia (di rosso a tre fasce d'argento) con due stadere in decusse poste fuori dallo scudo.

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 9 agosto 2007, 17:53
da Alessio Bruno Bedini
Carissima Marilisa stando cosi le cose credo possa esserci una buona possibilità che le cose siano realmente andate cosi come dici :wink:

Devo fare degli accertamenti, ma se non ricordo male anche un ramo dei Caracciolo Abruzzesi imparentati con i Carafa della Spina inquartava nello stemma la stadera :shock:

Avevo messo anche qualche foto nel forum ma purtroppo altre sono andate perdute :roll:

stemma carafa di santa severina

MessaggioInviato: giovedì 16 agosto 2007, 17:39
da Centelles5
vi consiglio di leggere i quaderni siberenensi editi dalla Pro Loco Siberene dove nei numeri del 2003 e 2004 si discute sullo stemma dei Carafa. E ove l'amico Dr Francesco De Luca dibatte sulla questione se Andrea Carafa fosse un Carafa della Stadera o della Spina. Ma essendo un della Spina egli scelse di fregiarsi con i simboli dei Della Stadera. Perché? Vi consiglio di scoprirlo da voi.

MessaggioInviato: giovedì 16 agosto 2007, 17:42
da Centelles5
e la risposta mi sa tanto che l'abbiate digià trovata. in realtà Andrea Carafa non fece che rinnegare il suo ramo per degli screzi con i suoi membri.
Ma i suoi discendenti, vale a dire gli eredi del fratelli riutilizzeranno in seguito la spina nel loro stemma

Re: stemma carafa di santa severina

MessaggioInviato: venerdì 17 agosto 2007, 16:37
da da Fiore
Centelles5 ha scritto:vi consiglio di leggere i quaderni siberenensi editi dalla Pro Loco Siberene dove nei numeri del 2003 e 2004 si discute sullo stemma dei Carafa. E ove l'amico Dr Francesco De Luca dibatte sulla questione se Andrea Carafa fosse un Carafa della Stadera o della Spina. Ma essendo un della Spina egli scelse di fregiarsi con i simboli dei Della Stadera. Perché? Vi consiglio di scoprirlo da voi.

....e la risposta mi sa tanto che l'abbiate digià trovata. in realtà Andrea Carafa non fece che rinnegare il suo ramo per degli screzi con i suoi membri.
Ma i suoi discendenti, vale a dire gli eredi del fratelli riutilizzeranno in seguito la spina nel loro stemma


Caro Centelles5,
conosco molto bene la vexata quaestio trattata da Francesco De Luca sui Quaderni Siberenesi per esserne stata parte in causa più volte; anzi, fui proprio io a segnalargli, in seguito a miei studi sui Carafa di Roccella, che la ventilata ipotesi dell'appartenenza dei conti di S. Severina al ramo della Stadera, da lui con veemenza sostenuta nell'ultima sua monografia su S. Severina, non aveva riscontro nella realtà degli studi genealogici.

La sua revisione della propria ipotesi, alla luce del materiale genealogico che gli fornii, lo ha portato a sostenere la tesi della "rinnegazione" del suo ramo da parte di Andrea Carafa per vari screzi che vi furono con i suoi più stretti parenti.
Ma l'ipotesi non mi convince pienamente, anche se ha un suo fondamento storico; non mi convince perché Andrea apparteneva al ramo primogenito, insieme ai Carafa di Roccella, della storica casata napoletana, e in pieno regime feudale, "declassarsi" a ramo secondogenito, non mi sembra un'aspirazione propria di un grande signore feudale quale egli fu, e neppure conveniente in caso di eventuale successione nei numerosi feudi carafeschi.

Quello che ho voluto sottoporre agli utenti del forum è un quesito strettamente tecnico-araldico sull'uso di eventuali "imprese" negli stemmi ufficiali di uno dei maggiori esponenti della casa Carafa.

E su questo punto invito i gentili colleghi forumisti ad esprimersi ancora.

Cordiali saluti
M.M.

ancora carafa

MessaggioInviato: lunedì 20 agosto 2007, 10:26
da Centelles5
ma potrebbe benissimo aver scelto la stadera perché forse voleva far significare che la sua politica si sarebbe basata sulla giustizia e sull'uguaglianza (cosa che non fece realmente per la città di S. Severina). O forse perché non gli piaceva il simbolo della Spina, a volte dietro la scelta di un simbolo araldico piuttosto di un altro possono nascondersi futili motivi. Lei parla, caro da Fiore, di "declassamento" dal ramo primogenito a quello ultragenito. Ma non mi sembra che ai tempi di Andrea Carafa vi fosse una chiara concezione del maggiorasco. E soprattutto non credo che ancora si desse maggiore importanza al ramo primogenito piuttosto che agli altri e lo dico in base a delle analisi che ho fatto in alcuni alberi genaoligici, soprattutto quello della famiglia CArafa, dovve tutti i figli di un conte, duca o principe posseggono un titolo, magari acquisito o acquistato... ma tutti posseggono un titolo. A lei la risposta.
E poi non per perché Francesco sia mio amico, ma lo ritendo un studioso eccellente che sa il fatto suo.

MessaggioInviato: lunedì 20 agosto 2007, 18:25
da Centelles5
mi scuso per l'errore uno studioso per la fretta ho sbagliato

Re: ancora carafa

MessaggioInviato: lunedì 20 agosto 2007, 23:24
da da Fiore
Centelles5 ha scritto:E poi non per perché Francesco sia mio amico, ma lo ritendo un studioso eccellente che sa il fatto suo.


:shock: :shock: perché, ho forse detto il contrario?

Guardi che Francesco detto "Ciccio" De Luca non è solo amico suo :wink:

E la stima verso uno studioso non dipende dal fatto se si è d'accordo o meno su qualche argomento specifico.

Ed io non sono del tutto convinta delle motivazioni da lui addotte per l'uso della Stadera, perchè sono sicura che ci sia una spiegazione di più stretto carattere araldico.
Tutto qui.


Saluti

Marilisa

Re: ancora carafa

MessaggioInviato: giovedì 23 agosto 2007, 20:05
da fra' Eusanio da Ocre
Centelles5 ha scritto:ma potrebbe benissimo aver scelto la stadera perché forse voleva far significare che la sua politica si sarebbe basata sulla giustizia e sull'uguaglianza (cosa che non fece realmente per la città di S. Severina). O forse perché non gli piaceva il simbolo della Spina, a volte dietro la scelta di un simbolo araldico piuttosto di un altro possono nascondersi futili motivi.

Gli stessi comuni ad ogni ambito della vita del genere umano, e non solo della vita simbolica.

Lei parla, caro da Fiore, di "declassamento" dal ramo primogenito a quello ultragenito. Ma non mi sembra che ai tempi di Andrea Carafa vi fosse una chiara concezione del maggiorasco. E soprattutto non credo che ancora si desse maggiore importanza al ramo primogenito piuttosto che agli altri e lo dico in base a delle analisi che ho fatto in alcuni alberi genaoligici, soprattutto quello della famiglia CArafa, dovve tutti i figli di un conte, duca o principe posseggono un titolo, magari acquisito o acquistato... ma tutti posseggono un titolo. A lei la risposta.
E poi non per perché Francesco sia mio amico, ma lo ritendo un studioso eccellente che sa il fatto suo.

Negli esempi proposti, poi, le stadere sono sempre poste ben al di fuori dello scudo.

Il che le fa ricadere nell'universo concettuale e concettuoso delle imprese, di cui il nostro Carafa nel 1526 non poteva non essere a conoscenza.

Un universo vastissimo, affascinante e spesso destinato a restar involuto nelle nebulosità della nostra ignoranza odierna, specie per quanto riguarda la risposta ai nostri perchè le cui spiegazioni, sovente, sono scomparse coi titolari delle singole imprese.

Bene :D valete

MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2007, 19:10
da da Fiore
Riporto qui di seguito i passi tratti da

Biagio Aldimari, Historia genealogica della Famiglia Carafa, Napoli 1691,
in cui il Regio Consigliere spiega l’origine dell’utilizzo della Stadera da parte di Andrea Carafa I Conte di S. Severina nel suo stemma:

p. 171
...sapendo egli, che così i Carafeschi detti della Spina, come gli altri della Stadera, cognominati, da un solo Autore dependevano, levò dall’armi sue la Spina, e quella schietta, e semplice, come gli altri Carafeschi costumano, portò, anzi alcune volte, anco la Stadera vi pose, come nella Medaglia sopra impressa, si vede. Frà le molte imprese, che costumò portare, così nell’insegne di guerra, come negli ornamenti di pace, due più, ch’alcun’altra, hebbe in gran pregio, l’Oriuolo, cone si vede, e nella Cappella, & in tutto il corridore di legno, che cinge la nave di S Domenico Maggiore di Napoli, per appiccarvi le coltre, e quello instrumento, con che si tirano in alto i pesi.
p.172
(Andrea) Morì più d’anni settanta, come si è detto, nell’anno 1526. Per la morte senza figliuoli, fù mossa lite dal detto Galeotto, al detto Federico Marchese di S.Lucido, e dal S.C. frà gli altri capi, fù dichiarato per sentenza, come i Carafi della Spina, e quelli della Stadera, erano una medesima Famiglia, alla qual decisione diede, frà l’altre prove, motivo, che il nostro Conte Andrea volle nell’arme far’ alcune volte l’impresa della Stadera, come si è detto di sopra, sempre dicendo, quella della Spina, e della Stadera, essere un’istessa Famiglia.

Vorrei aggiungere che il terzo stemma che ho sottoposto alla vostra attenzione, da Roccabernarda, è datato al 1538 (anche se le ultime due cifre sono poco leggibili), perciò pertinente al periodo di Galeotto.

M.M.