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Scala o saracinesca?

MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2007, 20:14
da Geusillo Limonio
Caro Fra' Eusanio, mi solva un dubbio per favore. Che differenza c'è tra "scala" e "saracinesca" nell'araldica italiana? La seconda dovrebbe, a rigore, essere qualcosa come il "portcullis" inglese o simile. Ma se vado sul Ceramelli Papiani trovo stranezze; la figura sembra sostanzialmente la stessa, ma ad alcune famiglie, per es. i Mangiadori, è attribuita una "saracinesca", ad altre , come i Falconieri una "scala". Avevo pensato che la scala avesse le due aste verticali rastremate verso l'alto, e la saracinesca parallele. Ma gli es. addotti smentirebbero. Che ne pensa?

Re: Scala o saracinesca?

MessaggioInviato: lunedì 30 luglio 2007, 20:24
da fra' Eusanio da Ocre
Geusillo Limonio ha scritto:Che differenza c'è tra "scala" e "saracinesca" nell'araldica italiana? La seconda dovrebbe, a rigore, essere qualcosa come il "portcullis" inglese o simile.

Lo è, di fatto.
Tale si trova a volte, sia aperta che chiusa, alle porte di edifici negli stemmi.


Ma se vado sul Ceramelli Papiani trovo stranezze; la figura sembra sostanzialmente la stessa, ma ad alcune famiglie, per es. i Mangiadori, è attribuita una "saracinesca", ad altre , come i Falconieri una "scala". Avevo pensato che la scala avesse le due aste verticali rastremate verso l'alto, e la saracinesca parallele.

Avevi pensato bene, anche in questo caso.
Ricordi l'arma parlante della Scala di Siena, sì?


Ma gli es. addotti smentirebbero. Che ne pensa?


Penso che tu ed io abbiamo ragionato secondo la lingua italiana, e soprattutto secondo la "prassi" dell'araldica nostrana.

Tu pensi che una :wink: rondine fa primavera? :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 31 luglio 2007, 14:34
da Geusillo Limonio
No, la rondine, no. Penso che la saracinesca sia un'altra cosa. Borgia nel vol. sulla Biccherne senesi blasona sempre "scala" a prescindere dalla rastrematura. Penso che sia nel giusto: la "saracinesca" dovrebbe a mio parere avere più aste verticali e forse anche aguzze in fondo. E a differenza che in Inghilterra non penso sia usata fuori da un contesto come una porta o un castello. Mi aveva incuriosito l'uso nel Ceramelli, che di solito blasona con certa correttezza.

MessaggioInviato: martedì 31 luglio 2007, 15:51
da fra' Eusanio da Ocre
Ecco un egregio esempio di saracinesca nostrana (anzi... di saracinescato, per l'esattezza. Comune di Etroubles [AO], dal sito http://www.araldicacivica.it):
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Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 1 agosto 2007, 19:30
da cipollone
beh, lo stemma dei falconieri il ceramelli papiani lo blasona "Di rosso, alla scala di tre pioli, scaccata di due file d'azzurro e d'argento"
in questo esempio ha i ritti paralleli
http://www.archiviodistato.firenze.it/c ... 71/F17.jpg

Mentre in un altro che posterò al più presto :mrgreen: i ritti convergono verso l'alto

eppure è sempre falconieri... :roll:

Adesso lo lancio un quesito (frà eusanio taccia please... :wink: ): qualcuno sa cosa c'incastra quella scala nello stemma del "Falconieri"? 8) 8) 8)

MessaggioInviato: mercoledì 1 agosto 2007, 21:03
da SIMO
A proposito di portcullis anglosassoni, eccone un esempio molto elegante, presente nella cappella di S. Giorgio al castello di Windsor:

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Anch'io, nelle mie limitate competenze araldiche sarei portato a blasonare istintivamente come "saracinesca" quella con più aste verticali (generalmente 4 o 6) e frequentemente aguzze in fondo, oltre che fissate da traverse chiodate (sempre in numero di 4 o 5) e "scala" quella tradizionale e "canonica"con solo due aste verticali, posta sia posta in palo, in banda o in sbarra...

Immagine Immagine Immagine Immagine

Ed infine :
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MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2007, 15:26
da fra' Eusanio da Ocre
cipollone ha scritto:Adesso lo lancio un quesito (frà eusanio taccia please... :wink: ): qualcuno sa cosa c'incastra quella scala nello stemma del "Falconieri"? 8) 8) 8)


...a te l'onore, amico :wink: mio...

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2007, 15:27
da fra' Eusanio da Ocre
SIMO ha scritto:Anch'io, nelle mie limitate competenze araldiche sarei portato a blasonare istintivamente come "saracinesca" quella con più aste verticali (generalmente 4 o 6) e frequentemente aguzze in fondo, oltre che fissate da traverse chiodate (sempre in numero di 4 o 5) e "scala" quella tradizionale e "canonica"con solo due aste verticali, posta sia posta in palo, in banda o in sbarra...


La logica, e la tecnica araldica, non ti lasciano :wink: molte alternative, caro Simone.

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 23 agosto 2007, 1:04
da FML
cipollone ha scritto:Adesso lo lancio un quesito (frà eusanio taccia please... :wink: ): qualcuno sa cosa c'incastra quella scala nello stemma del "Falconieri"? 8) 8) 8)

Nessuno fino ad ora :roll: sembra essersi fatto vivo....ed io non saprei cosa dire a riguardo. Sono curioso: avanti, :wink: caro Filippo!

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: domenica 26 agosto 2007, 12:36
da cipollone
Beh, Se non sbaglio, la scala scaccata che appare nello stemma dei falconieri altro non è che la stilizzazione di una "racchetta da falcone" ovvero uno strumento che serviva per la caccia col falco appunto. Da qui a comprenderne l'uso nello stemma Falconieri il passo è semplice. :D

MessaggioInviato: domenica 26 agosto 2007, 15:51
da FML
cipollone ha scritto:Se non sbaglio, la scala scaccata che appare nello stemma dei falconieri altro non è che la stilizzazione di una "racchetta da falcone" ovvero uno strumento che serviva per la caccia col falco appunto.

Grazie :P carissimo, sia per la gentile risposta che per l'interessante spiegazione storica relativa all'origine e all'oggetto del celebre stamma della famiglia Falconieri.
A riguardo del dibattito sorto intorno alla differenza che dovrebbe correre in araldica tra la "saracinesca" e la "scala", condivido in linea di principio quanto sopra affermato: la saracinesca dovrebbe essere composta da più aste verticali sempre parallele tra loro (meglio se aguzze nel basso), mentre la scala, da due sole aste verticali (o ritti) a prescindere dalla rastrematura.

In virtù di quanto detto, poi, circa la vera natura della figura presente nell'arma Falconieri, non trattandosi ne' di una scala (ante litteram), ne' di una saracinesca, la stessa dovrebbe ritenersi estranea ai discorsi fatti. Siete :roll: d'accordo?

Buona Domenica!

Ferrante

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 10:14
da FML
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:
cipollone ha scritto:Se non sbaglio, la scala scaccata che appare nello stemma dei falconieri altro non è che la stilizzazione di una "racchetta da falcone" ovvero uno strumento che serviva per la caccia col falco appunto.


In virtù di quanto detto (...) circa la vera natura della figura presente nell'arma Falconieri, non trattandosi ne' di una scala (ante litteram), ne' di una saracinesca, la stessa dovrebbe ritenersi estranea ai discorsi fatti.


Dimenticavo di dire che, al fine di una definizione blasonica della figura presente nell'arma Falconieri coerente alla sua vera natura, in luogo del più 8) "accomodante" ma improprio termine di "scala", si potrebbe utilizzare il suo nome comune (ammesso che quest'ultimo sia corretto): "racchetta da falcone".

Detto stemma risulterebbe così descrivibile: "di rosso, alla racchetta da falcone di tre pioli, scaccata di due file d'azzurro e d'argento".

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 14:56
da M.Brivio
Gentili amici del forum,
per quanto riguarda la differenza tra i termini "scala" e "saracinesca" pur nella mia profonda ignoranza mi sento di concordare con quanto detto dal sig. Ferrante. Inoltre vorrei ricordare che la differenza non è solo visiva. Una scala ha ben altro scopo di una saracinesca.

Per quanto riguarda lo stemma dei Falconieri, se l'oggetto rappresentato non è una scala, deve essere chiamato in un altro modo :D Quello che non mi quadra è come, fin dalla creazione dello stemma, sia stato blasonato sempre usando il termine "scala" e mai "racchetta da falcone", come suggerito sempre dal sig. Ferrante :roll: (ammesso che sia stato blasonato sempre interpretando la figura come scala)

Distinti saluti,
Marco Brivio

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 15:07
da cipollone
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Dimenticavo di dire che, al fine di una definizione blasonica della figura presente nell'arma Falconieri coerente alla sua vera natura, in luogo del più 8) "accomodante" ma improprio termine di "scala", si potrebbe utilizzare il suo nome comune (ammesso che quest'ultimo sia corretto): "racchetta da falcone".

Etimologicamente la definizione "racchetta da falcone" è la più azzaccata secondo me, ma si pone un problema:
Se la blasonatura deve far sì che chi legge possa riprodurre esattamente ciò di cui si parla, chi riuscirebbe a rappresentare esattamente una "racchetta da falcone" nello stemma Falconieri?
Secondo me anche se le radici dell'oggetto rimandano a ben altra cosa, nello stemma dei Falconieri è indiscutibile che ci sia una scala scaccata di tre pioli.
Tanto più che tu stesso nella tua blasonatura senti il dovere di precisare:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto: "di rosso, alla racchetta da falcone di tre pioli, scaccata di due file d'azzurro e d'argento".

Le scale hanno i piolo, ma le racchette da falcone?
Chi leggesse la tua blasonatura sei sicuro che realizzerebbe ciò che sappiamo? :D
Prendi con le pinze ciò che ho detto eh?! ! :wink:

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 15:29
da FML
cipollone ha scritto:Etimologicamente la definizione "racchetta da falcone" è la più azzaccata secondo me, ma si pone un problema:
Se la blasonatura deve far sì che chi legge possa riprodurre esattamente ciò di cui si parla, chi riuscirebbe a rappresentare esattamente una "racchetta da falcone" nello stemma Falconieri?
Secondo me anche se le radici dell'oggetto rimandano a ben altra cosa, nello stemma dei Falconieri è indiscutibile che ci sia una scala scaccata di tre pioli.

Gentile Filippo,

hai capito perfettamente quanto intendevo dire nei miei interventi precedenti. Ancor meglio hai saputo evidenziare le problematiche che un blasone etimologicamente corretto, ma difficilmente interpretabile potrebbe creare.

Per risolvere la questione, fermo restando che in fase blasonica ci si dovrà attenere ad un linguaggio il più possibile comprensibile ed oggettivamente riproducibile, anche in questo caso si dovrà far ricorso ad un ambito critico nel quale specificare eventualmente la vera identità di una figura proposta.

Questo anche in considerazione di quanto scritto dal collega Marco Brivio. Grazie a tutti!

Ferrante