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Blasoni Bolognesi

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 22:27
da AndreaSperelli
In un mio recente viaggio a Bologna, ho notato all’interno della chiesa di San Pietro (vicinissima al Duomo) il seguente blasone:


Immagine

Sicuramente è di una famiglia importante e nobile (notare la corona), ma sapreste dirmi a chi appartiene ? Ho notato una somiglianza al blasone dei Boncompagni-Ludovisi mostrato qui sotto:

Immagine

L’unica differenza è che in quest’ultimo caso è presente il drago.

Rimanendo sempre a Bologna, sapreste dirmi qual è (o quale era) lo stemma dei conti Savioli ? si tratta della famiglia di Ludovico Savioli Fontana, un famoso poeta settecentesco.

Distinti saluti,
A.S.

MessaggioInviato: mercoledì 11 luglio 2007, 23:27
da FML
Gentile Andrea,

lo stemma che probabilmente hai individuato nella Cattedrale di Bologna, intitolata al Principe degli Apostoli (da non confondere con la vicina e più turistica San Petronio), è come da te giustamente intuìto della nobile famiglia Ludovisi che diede i natali a papa Gregorio XV (1621-23).
Il secondo stemma visualizzato, invece, è quello di "alleanza" Boncompagni-Ludovisi il cui blasone è: troncato; nel primo di rosso al drago reciso d'oro (Boncompagni); nel secondo di rosso, a tre bande d'oro ritirate in capo (Ludovisi); al filetto d'oro sulla partizione.

Per ciò che attiene all'arma Savioli, infine, non posso far altro che suggerirti di consultare l'utilissimo "Blasone Bolognese" di Floriano Canetoli: http://badigit.comune.bologna.it/canetoli/index.html (digita RICERCA, in alto a dx).

Cordialmente,
Ferrante

...la più turistica San Petronio

MessaggioInviato: giovedì 12 luglio 2007, 0:11
da Sigillum1
Da Bologna vorrei ricordare che la "più turistica" san Petronio è stata autorevolmente definita il "tempio civico" della città, prestigioso simbolo della venerazione per un santo simbolicamente legato allo spirito municipale cittadino; un tempio fortemente voluto dalla comunità anche come emblema di una autonomia e di un orgoglio civico a lungo minacciati e calpestati. Un post-it a mio avviso essenziale per una piacevole e consapevole "lettura" della piazza e della "sua" chiesa. Un cordiale saluto. Silvia

Re: ...la più turistica San Petronio

MessaggioInviato: giovedì 12 luglio 2007, 8:56
da FML
Sigillum1 ha scritto:vorrei ricordare che la "più turistica" san Petronio è stata autorevolmente definita il "tempio civico" della città, prestigioso simbolo della venerazione per un santo simbolicamente legato allo spirito municipale cittadino; un tempio fortemente voluto dalla comunità anche come emblema di una autonomia e di un orgoglio civico a lungo minacciati e calpestati.

Una precisazione :wink: condivisibile, gentile Silvia, che rende giustizia ad una meraviglia dell'arte oltre che ad un amato vessillo cittadino.
La mia definizione "più turistica", in ogni modo, non vuole assolutamente sminuire l'importanza di detto capolavoro e deve essere letta in chiave strettamente letterale....in relazione alla :roll: meno visitata Cattedrale di San Pietro.

Buona giornata!

Ferrante

MessaggioInviato: venerdì 13 luglio 2007, 0:15
da dpascale
Gentile Andrea,

se le può interessare, per quanto riguarda i Savioli vorrei aggiungere che la famiglia è di origine padovana, apparsa a Bologna nel '700 come erede della famiglia Fontana Barbieri. Erano conti (come ha giustamente accennato) ed ottennero l'anzianato nel 1737. Ottennero anche il senatorato con breve di Clemente XIV nel 1770, solo 27 anni prima della definitiva soppressione del Senato. Il primo (e unico) senatore della famiglia fu il già ricordato Ludovico Savioli: non sapevo fosse poeta, sicuramente è stato uno dei maggiori storici bolognesi del '700, con i suoi Annali Bolognesi. In Senato occupò il seggio XXIV, e fece costruire l'ultimo dei palazzi senatorii bolognesi, in via Galliera 40.

Confermo quanto è stato detto riguardo allo stemma che corona l'arcone della Cattedrale di San Pietro: è lo stemma del Papa Gregorio XV Ludovisi, che prima di diventare papa fu arcivescovo di Bologna dal 1612. Sotto il suo episcopato furono completati i lavori di ricostruzione della Cattedrale (non del presbiterio, che era già stato ricostruito nel 1575 da Domenico Tibaldi).

E infine mi aggiungo alla doverosa presisazione di Silvia: San Petronio è la "nostra" chiesa, la chiesa del comune, da quando fu cominciata, nel 1390, nel momento in cui il comune bolognese riconquistò la libertà perduta dopo le parentesi viscontea e papale! :D


Cordialmente,


Daniele

MessaggioInviato: venerdì 13 luglio 2007, 7:42
da mcs
dpascale ha scritto:E infine mi aggiungo alla doverosa presisazione di Silvia: San Petronio è la "nostra" chiesa, la chiesa del comune, da quando fu cominciata, nel 1390, nel momento in cui il comune bolognese riconquistò la libertà perduta dopo le parentesi viscontea e papale! :D


Gent.mi tutti :P ,

mi permetto di aggiungere a questa ultimissima precisazione, che questi sentimenti sono bene espressi anche attraverso l'iconografia di uno dei pavimenti più belli, ricchi e fantasiosi ivi presenti: quello della "Cappella Vaselli".

mcs

MessaggioInviato: venerdì 13 luglio 2007, 15:33
da fra' Eusanio da Ocre
Tutti i "duomi" di tutti i comuni, non solo d'Italia, sono i custodi storici e iconografici dell'identità pubblica.

La quale si esprime in milioni di forme differenti, compresi gli stemmi, comprese le ceramiche, comprese tutte le manifestazioni d'arte (anche le più minuscole e insignificanti) in essi contenute.

Bene :D valete

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 9:47
da AndreaSperelli
dpascale ha scritto:Gentile Andrea,

se le può interessare, per quanto riguarda i Savioli vorrei aggiungere che la famiglia è di origine padovana, apparsa a Bologna nel '700 come erede della famiglia Fontana Barbieri. Erano conti (come ha giustamente accennato) ed ottennero l'anzianato nel 1737. Ottennero anche il senatorato con breve di Clemente XIV nel 1770, solo 27 anni prima della definitiva soppressione del Senato. Il primo (e unico) senatore della famiglia fu il già ricordato Ludovico Savioli: non sapevo fosse poeta, sicuramente è stato uno dei maggiori storici bolognesi del '700, con i suoi Annali Bolognesi. In Senato occupò il seggio XXIV, e fece costruire l'ultimo dei palazzi senatorii bolognesi, in via Galliera 40.[...]





Grazie per le informazioni, sapevo che Ludovico Savioli era stato un senatore, ma non ero a conoscenza dei dettagli da lei indicati. In più posso solamente dire che Ludovico Savioli fu uno dei maggiori esponenti della poesia lirica Settecentesca, membro dell’Arcadia con il nome di Lavisio Eginetico. A palazzo d’Accursio, nella galleria d’arte comunale ho “incontrato” questo suo ritratto:

Immagine

L’ho trovato molto interessante, sia per i dettagli dell’abbigliamento che per il suo viso (molto simile a quelli che si vedono ai nostri giorni…tipicamente questo non si riscontra nei quadri del settecento). Qui aveva 25 anni, quindi risale al 1754 (lo si può dedurre anche da alcuni particolare degli abiti, se a qualcuno interessa posso entrare in dettaglio). Vorrei portare alla vostra attenzione un particolare, se osservate i risvolti delle maniche e l’interno della giacca (indicate dalle frecce), noterete alcune “piccole code” che sembrano di ermellino. Per chi non ricorda bene la coda di questo animale ecco un promemoria:

Immagine

Se ora si guarda il blasone dei Savioli (nella seguente figura) si nota subito al presenza queste “code”.

Immagine

Credo dunque di aver scoperto un piccolo “giochino” araldico all’interno della tela di Ludovico, un messaggio che oggi inevitabilmente non può essere colto visto che viviamo in un'altra società, ma credo che siano queste piccole scoperte a rendere l’arte sempre interessante, meravigliosa e in certi casi misteriosa. Qualcuno saprebbe illustrarmi il significato araldico di questo balsone ?

Grazie,
A.S.

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 10:03
da mcs
Davvero interessante... 8) ...

E curioso: lo stemma che qui vediamo (tratto dal Canetoli) ha nel cantone destro se non erro un orso... :? ...che si distinguere un pò meglio nell'immagine dello stemma presente, sempre nel medesimo testo, nella sezione Arme Gentilizie delle Famiglie Nobili Forestiere Aggregate alla Nobiltà di Bologna - Pag. 5

mcs

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 10:40
da fra' Eusanio da Ocre
AndreaSperelli ha scritto:Credo dunque di aver scoperto un piccolo “giochino” araldico all’interno della tela di Ludovico, un messaggio che oggi inevitabilmente non può essere colto visto che viviamo in un'altra società, ma credo che siano queste piccole scoperte a rendere l’arte sempre interessante, meravigliosa e in certi casi misteriosa.

...nel dipinto in questione, poi, la pelliccia di armellino viene utilizzata in maniera consona alla realtà dei suoi tempi: quale fodera di abiti preziosi.
Un uso frequentissimo, ed anteriore a quello araldico.


Qualcuno saprebbe illustrarmi il significato araldico di questo balsone ?
Grazie,
A.S.


...il suo ideatore :wink: senz'altro!

Noi oggi, se non troveremo "tracce attendibili" del significato che egli volle attribuirgli (sempre ammesso che glien'abbia attribuito uno...), dovremo limitarci a :oops: ipotesi...

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 11:50
da Antonio Pompili
E' certo che quelle piccole code dovevano essere comunque particolarmente care all'ideatore.
Sì, perchè - questa cosa mi sorprende davvero molto :o - non sono state adottate (come forse sarebbe stato più semplice e naturale) le moscature del classico armellino araldico, ma niente di meno che delle code "vere"! Un uso araldico con un riferimento grafico all'uso "anteriore a quello araldico"! Credo sia una cosa più unica che rara! :wink:

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 12:22
da FML
mcs ha scritto:Davvero interessante....

Sottoscrivo in pieno la tua affermazione, carissima Maria Cristina. L'arma dei bolognesi Savioli, riportata ben due volte nell'opera del Canetoli, è veramente particolare.

mcs ha scritto:E curioso: lo stemma che qui vediamo (tratto dal Canetoli) ha nel cantone destro se non erro un orso... :?

Stemma, quest'ultimo presente nel cantone, che riporta alla mente un'altra famosa ed antica arma familiare bolognese, quella dei Caccianemici (o Caccianemici dall'Orso), stirpe da cui si vuole sia nato papa Lucio II (sec. XII).

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 12:22
da fra' Eusanio da Ocre
antonio p. v. g. ha scritto:non sono state adottate (come forse sarebbe stato più semplice e naturale) le moscature del classico armellino araldico, ma niente di meno che delle code "vere"!


Temo che il problema sia un altro, che coinvolge la qualità dei disegni dell'armoriale in questione.

Se lo stemma è stato realizzato a dovere, la rara prima parte di tale troncato si blasona pelli d'ermellino.

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 13:36
da dpascale
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:
mcs ha scritto:E curioso: lo stemma che qui vediamo (tratto dal Canetoli) ha nel cantone destro se non erro un orso... :?

Stemma, quest'ultimo presente nel cantone, che riporta alla mente un'altra famosa ed antica arma familiare bolognese, quella dei Caccianemici (o Caccianemici dall'Orso), stirpe da cui si vuole sia nato papa Lucio II (sec. XII).

Cordialmente,
Ferrante


Sì, però stiamo attenti! La famiglia Savioli di cui stiamo parlando è giustamente indicata dal Canetoli come Savioli di Padova, proprio perché arrivò da Padova nel '700. Dunque, non è da confondersi con un'omonima famiglia Savioli, antichissima e di fazione lambertazza (cioè ghibellina). Questi Savioli furono consoli nel 1193 e anziani dal 1381 al 1538.
Se poi la famiglia più recente potesse vantare parentele con quellla più antica (ad esempio perché in seguito a un'esilio, i Savioli si erano rifugiati a Padova, o in Veneto...), questo non lo so...

Anzi, rileggo ora un'intervento piuttosto recente, si parla del castello di Mognano (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=4686):

L'unica altra informazione che ho di quel castello è che nel medioevo
appartenne o alla famiglia Caccianemici o alla famiglia Savioli,
oppure a tutte e due in tempi diversi, essendo imparentate tra loro.
Erano due famiglie di parte guelfa, fazione soccombente (attorno al
1330) nel controllo della città di Bologna.
Amadasio Savioli, più o meno in quell'anno, dovette emigrare a
Padova con tutta la famiglia per non finire impiccato : può anche darsi
che gli avessero raso al suolo il castello a seguito delle vicende di cui
sopra. I Savioli tornarono a Bologna nel 1712 e ripresero possesso
del loro palazzo nel centro città ma del castello nessuno parlò più.
grazie, gheghe61


Dunque, potrebbe essere che l'orso nello stemma Savioli sia veramente da ricollegarsi ai Caccianemici...

In realtà il mio dubbio è che le due famiglie Savioli non fossero imparentate, e che i Savioli più recenti si siano semplicemente fregiati di uno stemma non loro... Naturalmente è molto :oops: probabile che stia sbagliando, ma è cosa abbastanza nota che a Bologna (e credo anche in altre parti d'Italia) le famiglie più antiche iniziarono nel '700 a estinguersi o a decadere, e dunque furono rimpiazzate al governo cittadino con famiglie di "dubbia" origine nobiliare: caso limite che mi viene in mente adesso: i Marescotti, antica famiglia senatoria, furono rimpiazzati dai Marescotti Berselli, che non erano affatto un ramo secondario della famiglia, bensì i discendenti dell'oste si una località chiamata ... la Marescotta :lol: :lol:
In questi giorni provo a fare un po' di ricerche in questo senso, poi vi saprò dire!

Bello il ritratto di Ludovico Savioli... credo che in questi giorni di vacanza tornerò alle Collezioni comunali d'Arte!


Daniele

MessaggioInviato: sabato 14 luglio 2007, 13:51
da fra' Eusanio da Ocre
dpascale ha scritto: In realtà il mio dubbio è che le due famiglie Savioli non fossero imparentate, e che i Savioli più recenti si siano semplicemente fregiati di uno stemma non loro... Naturalmente è molto :oops: probabile che stia sbagliando, ma è cosa abbastanza nota che a Bologna (e credo anche in altre parti d'Italia) le famiglie più antiche iniziarono nel '700 a estinguersi o a decadere, e dunque furono rimpiazzate al governo cittadino con famiglie di "dubbia" origine nobiliare:


Giustissimo, caro Daniele: il rischio omonimie è sempre latente, e non va sottovalutato.

Bene :D vale