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Cimiero, piume e motto?

MessaggioInviato: lunedì 12 gennaio 2004, 19:25
da Andrea Orgnani
Come mai alcuni stemmi gentilizi hanno il cimiero e altri no? Da quanto avevo capito il cimiero era un carattere distintivo degli stemmi gentilizi da quelli borghesi. Secondo, quando veniva concesso uno stemma gentilizio, veniva assegnato solo lo scudo lascianto libere le parti del motto, del cimiero e delle piume o anche tutti i sostegni erano concessi chiaramente compresi i nastri ?

Grazie Andrea

MessaggioInviato: lunedì 12 gennaio 2004, 19:35
da omero
Egregio Sign. Orgnani,

mi auguro Lei si riferisca al cimiero più che al cimitero :wink: !

MessaggioInviato: lunedì 12 gennaio 2004, 19:42
da Andrea Orgnani
Si mi riferivo al cimiero, ma non si preoccupi domani per prima cosa vado dall'oculista :lol: :lol: :lol:

MessaggioInviato: lunedì 12 gennaio 2004, 21:27
da omero
Io porto gli occhiali da tempo immemore, ma spesso e volentieri a me non bastano nemmeno quelli!! :shock:

Un saluto cordiale :lol: .

MessaggioInviato: giovedì 15 gennaio 2004, 12:12
da Andrea Orgnani
Ma ho fatto una domanda così stupida che nessuno risponde ? :oops:

MessaggioInviato: venerdì 16 gennaio 2004, 23:14
da fra' Eusanio da Ocre
Egregio Signor Andrea,
il suo giusto grido di dolore ha :oops: risvegliato i dormienti... appisolatisi su un quesito peraltro un pochino generico.

Se ci riferiamo all'uso di cimieri, motti e tenenti in Inghilterra o in Scozia, ad esempio, troveremo che questi ornamenti esterni dello scudo sono trattati e tutelati allo stesso modo dello stemma vero e proprio, con tanto di consolidate tradizioni familiari nell'uso e nella modifica degli stessi.

Se ci riferiamo alla Germania, troveremo una specie di corrispondenza biunivoca fra cimiero e titolo (l'aumento dei secondi portava alla moltiplicazione dei primi), con effetti dirompenti sull'effetto estetico dell'intero stemma: uno scudo timbrato da decine di cimieri, lì, non è una rarità... :shock:

Se ci riferiamo alla nostra Italia, il discorso è rispettivamente meno formale e meno rigido: l'uso degli ornamenti esterni in genere non è mai stato troppo formalizzato, sebbene vi siano stati periodi in cui essi (soprattutto i cimieri) andavano parecchio di moda.

Si badava, insomma, più alla sostanza dell'arma (lo scudo vero e proprio) che al fumo (i suoi ornamenti esterni). Ma, in certi momenti, la moda o il desiderio di "visibilità a tutti i costi" fu più forte, lasciando a noi posteri insiemi di stemmi di grande qualità: ad esempio, la Sala dei Notari nel Palazzo dei Priori, a Perugia, è un tripudio di scudi tre-quattrocenteschi dotati di cimieri superbi e stupendi...

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 17 gennaio 2004, 17:58
da Andrea Orgnani
Effettivamente la mia domanda era generica, come purtroppo sono generiche per ora le mie nozioni di araldica :? . Più che altro mi riferivo alla situazione italiana. Quindi se non ho capito male uno poteva cambiare il cimiero e il motto del suo stemma a piacimento senza chiedere l'autorizzazione alla consulta araldica? Erano anche liberi la posizione e la forma dell'elmo ?

Grazie per la pazienza,

Andrea

MessaggioInviato: lunedì 19 gennaio 2004, 18:42
da fra' Eusanio da Ocre
Andrea Orgnani ha scritto:Effettivamente la mia domanda era generica, come purtroppo sono generiche per ora le mie nozioni di araldica :? . Più che altro mi riferivo alla situazione italiana. Quindi se non ho capito male uno poteva cambiare il cimiero e il motto del suo stemma a piacimento senza chiedere l'autorizzazione alla consulta araldica?

Credo che in questo da noi in Italia ci sia stata più "attenzione alle tradizioni di famiglia" che necessità di ottemperare ad impicci e vincoli formali...

Erano anche liberi la posizione e la forma dell'elmo ?

Grazie per la pazienza,

Andrea


...vale il discorso di sopra!

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 19 gennaio 2004, 21:22
da Andrea Orgnani
Grazie per i chiarimenti

MessaggioInviato: lunedì 19 gennaio 2004, 22:26
da fra' Eusanio da Ocre
Grazie a lei!

Bene :D vale