Egregio Signor Andrea,
il suo giusto
grido di dolore ha

risvegliato i dormienti... appisolatisi su un quesito peraltro un pochino generico.
Se ci riferiamo all'uso di cimieri, motti e tenenti in Inghilterra o in Scozia, ad esempio, troveremo che questi ornamenti esterni dello scudo sono trattati e tutelati allo stesso modo dello stemma vero e proprio, con tanto di consolidate tradizioni familiari nell'uso e nella modifica degli stessi.
Se ci riferiamo alla Germania, troveremo una specie di corrispondenza biunivoca fra cimiero e titolo (l'aumento dei secondi portava alla moltiplicazione dei primi), con effetti dirompenti sull'effetto estetico dell'intero stemma: uno scudo timbrato da decine di cimieri, lì, non è una rarità...
Se ci riferiamo alla nostra Italia, il discorso è rispettivamente meno formale e meno rigido: l'uso degli ornamenti esterni
in genere non è mai stato troppo formalizzato, sebbene vi siano stati periodi in cui essi (soprattutto i cimieri) andavano parecchio di moda.
Si badava, insomma, più alla
sostanza dell'arma (lo scudo vero e proprio) che al
fumo (i suoi ornamenti esterni). Ma, in certi momenti, la moda o il desiderio di "visibilità a tutti i costi" fu più forte, lasciando a noi posteri insiemi di stemmi di grande qualità: ad esempio, la
Sala dei Notari nel Palazzo dei Priori, a Perugia, è un tripudio di scudi tre-quattrocenteschi dotati di cimieri superbi e stupendi...
Bene

vale