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Famiglie prive di stemma

MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2007, 18:25
da alfabravo
Signori del Forum,

in una risposta data, non ricordo quando, fra Eusanio scrisse che chi non ha uno stemma ha per arma un leone.
Nel rigoroso rispetto della tradizione cavalleresca si concedeva al nuovo cavaliere uno scudo tutto d'argento,la cosiddetta tavola di aspettazione, sul quale sarebbero state raffigurate le sue imprese gloriose quando le avesse compiute.
Mi chiedo: le famiglie prive di stemma possono assumere un'arma pura (d'argento pieno)?
Grazie per le risposte

Distinti saluti da Ritter

Re: Famiglie prive di stemma

MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2007, 18:34
da Alessio Bruno Bedini
Ritter ha scritto:Signori del Forum,

in una risposta data, non ricordo quando, fra Eusanio scrisse che chi non ha uno stemma ha per arma un leone.

La frase "chi non ha uno stemma ha per arma un leone" serve per indicare che l'uso del leone in araldica è diffusissimo e spesso anche molto abusato :roll:

Nel rigoroso rispetto della tradizione cavalleresca si concedeva al nuovo cavaliere uno scudo tutto d'argento,la cosiddetta tavola di aspettazione, sul quale sarebbero state raffigurate le sue imprese gloriose quando le avesse compiute.

Non conoscevo invece questa tradizione cavalleresca narrataci sullo scudo d'argento: dove era in uso? In quale stato?

Mi chiedo: le famiglie prive di stemma possono assumere un'arma pura (d'argento pieno)?
Grazie per le risposte

Distinti saluti da Ritter


Oggi non c'è problema. Ognuno puo assumere lo stemma che ritiene piu opportuno, ovviamente tralasciando quelli di famiglie note, per una questione di buon gusto :wink:

Re: Famiglie prive di stemma

MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2007, 18:35
da fra' Eusanio da Ocre
Ritter ha scritto:Signori del Forum, in una risposta data, non ricordo quando, fra Eusanio scrisse che chi non ha uno stemma ha per arma un leone.

Si tratta del più celebre paradosso dell'araldica, che vuole significare la facilità con cui un simbolo "pregnante" può ridursi a segno generico.

Nel rigoroso rispetto della tradizione cavalleresca si concedeva al nuovo cavaliere uno scudo tutto d'argento, la cosiddetta tavola di aspettazione, sul quale sarebbero state raffigurate le sue imprese gloriose quando le avesse compiute.

Come tutte le "regole araldiche", anche questa va presa con le molle ed intesa in senso lato.

Mi chiedo: le famiglie prive di stemma possono assumere un'arma pura (d'argento pieno)?
Grazie per le risposte
Distinti saluti da Ritter


Certo.

Il Crollalanza parla di una famiglia Argentino che alzava quest'arma...

...ma...

...secondo te, che visibilità può avere uno stemma del genere?

Quanti fra quelli che lo vedono capiscono che è uno stemma "vero"?

Araldisti compresi...

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2007, 18:45
da alfabravo
Egr. Sig. Bedini,

le mie fonti sono:
Oreste Bovio - L'araldica dell'Esercito - SME, Roma, 1985
Amedeo Chiusano - Elementi di araldica - SME, Roma, 1995

Ritter

MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2007, 19:10
da fra' Eusanio da Ocre
...e la prassi di cui parliamo ha difatti avuto seguito in specie nell'araldica militare italiana contemporanea...

...che non è :wink: "tutta" l'araldica!

Sennò, per ogni Comune o Provincia di nuova istituzione si avrebbe una sfilza di d'argento pieno... 8)

Bene :D vale