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Stemma Episcopale Mons. Agnello Giuseppe D'Auria

MessaggioInviato: mercoledì 25 aprile 2007, 13:57
da giuseppe.q
Cari Amici,
trovandomi per le mani lo Stemma di S.E. Mons. Agnello Giuseppe D'Auria, Vescovo di Nocera Pagani, ed osservandolo attentamente, ho potuto notare che la fascia presente nel primo partito è caricata di qualcosa a cui non riesco ancora a dare un nome.
Le ipotesi sono tante... può essere un fiore per esempio?
Lascio a voi la parola in attesa di trovare una soluzione al problema. :roll:

Buona giornata a tutti. :)

Giuseppe

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Stemma Episcopale

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Particolare dello stemma

MessaggioInviato: mercoledì 25 aprile 2007, 22:02
da FML
Caro Giuseppe,

come prima cosa lasciami dire che sono sempre interessanti ed "inediti" gli stemmi che sottoponi alla nostra attenzione.
Grazie :P!
In merito, poi, alla strano (o mal realizzato!) simbolo araldico caricato sulla fascia nel primo partito dell´arma del vescovo Agnello Giuseppe D'Auria, per :roll: esclusione sono propenso a dire che si tratti di una "rosa"....anche se, come ben saprai, essa solitamente é araldicamente rappresentata con cinque petali.

I dubbi, pertanto, rimangono....

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 2:51
da Antonio Pompili
Caro Ferrante, sono d'accordo con te nel ritenere gli stemmi proposti da Giuseppe come "sempre interessanti ed inediti". Aggiungerei su questo in particolare che è anche molto bello.

E tuttavia, non riesco a intravedere una rosa nel discusso simbolo araldico caricato sulla fascia. Non solo perchè non sono riscontrabili i classici cinque petali tipici della rosa araldica che tu hai ricordato, ma anche e soprattutto perchè l'elemento centrale, di forma chiaramente ovale, è troppo prominente, di dimensioni tali da far pensare che ciò che lo circonda non siano dei petali, ma qualcos'altro...

Dopo aver fissato un pò l'oggetto in questione, non posso far altro che pensare a un "razionale" o "fermaglio" da piviale. Il piviale infatti si allaccia sul petto mediante ganci posti alle estremità di due fettucce di stoffa. Ma, un tempo per il vescovo, oggi solo per il papa, l'allacciatura può essere arricchita da un fermaglio più grande e prezioso, detto fibula o formale (dal verbo "firmare" = fissare) o pectorale (cioè da porre sul petto), o anche, appunto rationale (da "ratio" = sapienza/giudizio, per cui il vescovo dovrebbe distinguersi nel suo ruolo pastorale). La materia di questo accessorio ornamentale è di solito preziosa (argento e/o oro), frequentemente lavorata con smalti, perle e pietre preziose. Quanto alla forma può essere molto varia: quadrata, tonda, ovale, poligonale, o spesso mistilinea, di aspetto elegantemente articolato, simile a quello della misteriosa figura del nostro stemma.

Non è raro del resto ritrovare rappresentati tra le figure araldiche dello scudo, quelli che sono propriamente gli elementi distintivi - usati anche come ornamentazioni esterne allo scudo - di alcune dignità ecclesiastiche: la mitria, l'ombrello basilicale, il pallio, ecc.
Potrebbe esser questo un caso un pò più delicato - a mio parere anche con un discreto effetto decorativo - di un simile uso.

Inserisco, solo a titolo di esempio l'immagine di un prezioso razionale conservato nel tesoro del duomo di Aquisgrana.

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Oltre al bellissimo razionale che decorava il piviale (forse non così bello) indossato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II in occasione dell'apertura della Porta Santa per il Grande Giubileo del 2000 (e credo utilizzato anche ultimamente su qualche piviale indossato dal Santo Padre Benedetto XVI).

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MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 11:47
da FML
Se gli stemmi proposti dal caro Giuseppe sono :wink: interessanti ed inediti, é doveroso aggiungere che i tuoi interventi, :D gentilissimo Antonio, sono di una finezza culturale e di un garbo straordinari.

Tornando al dibattito, posso dire che l´ipotesi da te avanzata circa l´indecifrato oggetto in questione, trova la mia condivisione sia per le convincenti similitudini evidenziate che per la particolare ubicazione del simbolo stesso all´interno dello scudo: una fascia caricata da un fermaglio prezioso :roll: potrebbe avere, infatti, un riferimento simbolico ben preciso....anche se araldicamente inconsueto.

Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 26 aprile 2007, 13:26
da Antonio Pompili
Ti ringrazio per le tue gentili parole, caro Ferrante. :)

Il fatto che tu stesso parli di un possibile "riferimento simbolico ben preciso", mi spinge del resto a tentare un'ipotesi (nell'ipotesi...) circa questo significato.

A tal proposito vorrei precisare, come utile aggiunta a quanto detto sopra, che il razionale, pur essendo solo un accessorio di un paramento (il piviale), aveva in passato un grande valore simbolico.

Innanzitutto, c'erano due "versioni" di razionale. La prima è quella di cui ho avuto modo di parlare.

La seconda si utilizzava invece sopra la casula (per la Messa) e consisteva in una stoffa preziosa e ricamata in oro, di forma rettangolare o arrotondata, che si faceva passare per il capo e si adattava sulle spalle, dalle quali pendeva sul petto e sul dorso per circa 20 cm e alle cui estremità potevano pendere delle frange. Si parlava anche di "superhumerale", cioè che sta sopra le spalle. E ne esisteva pure una variante, consistente in una placca d’argento e d’oro, tempestata di gemme, sospesa sul petto e fissata all’amitto mediante catenelle. Anche questa forma non si usa più attualmente se non in pochissime sedi di una certa importanza (ne fa uso ad esempio l'Arcivescovo Metropolita di Cracovia).

Entrambe queste forme del razionale - quella indossata sulla casula per la Messa e quella indossata sul piviale per le altre celebrazioni - derivavano niente meno che da due elementi del vestiario del sommo sacerdote degli Ebrei. Se ne parla chiaramente nel libro dell'Esodo (28,6-30): l'"efod" e l'"hoshen", quest'ultimo tradotto nella Vulgata con il termine "rationale" e nella versione italiana con "pettorale". Sul rationale o pettorale era posta una placca d’oro, visibile all’esterno, artisticamente lavorata, in cui erano incastonate 12 pietre preziose, su quattro ordini, nelle quali erano incisi i nomi delle 12 tribù d’Israele. In esso erano contenuti gli "Urim e i Tummim", oggetti con cui venivano gettate le "sorti sacre", utilizzati dal sommo sacerdote per pronunciare gli oracoli del Signore. Le parole ebraiche sono di significato incerto, e sono tradotte dalla Vulgata con termini astratti, quali Doctrina atque Veritas (dottrina e verità), Perfectio et Doctrina (perfezione e dottrina) ecc., ad indicare la saggezza, dottrina e santità di colui che doveva pronunciare un giudizio nel nome del Signore. Da qui viene sicuramente il nome di “Razionale” (dal latino ratio: sapienza, giudizio) o di “pettorale del giudizio”.

A partire dal Medio Evo si tendeva a trasferire prerogative dei sommi sacerdoti dell'Antico Testamento al papa e ai vescovi. Lo stesso accadeva per alcuni elementi del vestiario e il relativo significato che questi assumevano (la stessa mitra deriverebbe dal copricapo del sommo sacerdote ebraico...).

Il Razionale dunque indicava il compito proprio del vescovo (e del papa in particolare) di insegnare la retta dottrina cristiana e di essere guida sapiente del popolo affidato alle sue cure pastorali.

Questo compito di illuminante guida al quale la figura presente sulla fascia del nostro stemma sembrerebbe rinviare, sarebbe del resto ulteriormente richiamato da un'altra figura, quella del sole raggiante...

Resto nel campo delle ipotesi. 8)

MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 0:28
da giuseppe.q
Carissimo Antonio,
complimenti per le tue logiche e comprovate spiegazioni.
Ti ringrazio di cuore anche per aver chiarito questo dubbio. :roll:

Serena notte.

Giuseppe

MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 1:08
da FML
Estasiato dalla lettura della :wink: piú che logica ipotesi avanzata, unitamente alle interessantissime notizie fornite, dal caro Antonio in merito all´oggetto (probabilmente un "razionale") caricato sulla fascia presente nel primo partito dello stemma del vescovo Agnello Giuseppe D'Auria, desidererei conoscere il Vostro parere circa :roll: gli smalti dell´arma stessa.

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 1:24
da Antonio Pompili
Cari amici, siete troppo buoni con il sottoscritto... :o

Se posso provare a esprimere un parere circa gli smalti, mi sembra che per lo scudo siano chiaramente identificabili l'argento per il primo partito e l'oro per il secondo. Il leone lo penserei al naturale, e così pure il monte. La fascia caricata sulla discussa figura - che ragionevolmente supponiamo esser un razionale - sembrerebbe d'azzurro, almeno mi sembra che si possa parlare di un tratteggio orizzontale che esprima questo smalto. Il nostro razionale è pure d'argento? Mi sembrerebbe. Quanto al sole... non mi pronuncio: non saprei davvero. Una simile figura io mi aspetterei di vederla d'oro, ma non mi sembra che questo sia chiaramente affermabile in questo caso. :?

MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 16:04
da fra' Eusanio da Ocre
...prima di :wink: sbilanciarci, scusate: a che epoca risale la stampa?

Bene :D valete

MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 21:14
da Antonio Pompili
Parlando privatamente con Giuseppe dell'epoca della stampa - della quale mi ero interessato proprio per poter provare a sbilanciarmi sulla definizione degli smalti - è venuto fuori che si tratta di un documento del 1841. In quell'epoca il tratteggio convenzionale doveva esser definito già da un po' di tempo, mi sembra... :? ma tu correggimi se sbaglio a proposito caro Frate. :)

MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2007, 21:20
da fra' Eusanio da Ocre
In effetti, il tratteggio araldico come lo usiamo oggi era in vigore già da un paio di secoli.

Ma la questione è un'altra.

Mica è sempre stato (nè talvolta è tuttora) usato :oops: a dovere...

...a volte è usato in maniera :( erronea, a volte è usato :? in parte, a volte :roll: in parte ed erroneamente...

...dipende 8) da chi lo usa.

E dopo la Restaurazione, purtroppo, per :evil: intuibili motivi ci fu un certo qual lassismo :roll: tecnico che produsse effetti negativi sul lungo periodo.

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 28 aprile 2007, 0:16
da Antonio Pompili
Hai come sempre ragione caro Frate. :)
Ma certo, fare ipotesi sul buon utilizzo o meno in uno stemma del tratteggio, è probabilmente più difficile che non l'interpretazione di una figura araldica poco chiara nelle sue fattezze, o il tentativo di una lettura simbolica della stessa... :roll:

MessaggioInviato: sabato 28 aprile 2007, 0:33
da FML
antonio p. v. g. ha scritto:(....) fare ipotesi sul buon utilizzo o meno in uno stemma del tratteggio, è probabilmente più difficile che non l'interpretazione di una figura araldica poco chiara nelle sue fattezze, o il tentativo di una lettura simbolica della stessa.... :roll:

....soprattutto, cari colleghi, quando mancano adeguati manufatti araldici di riferimento, indispensabili al fine di un confronto critico.

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: sabato 28 aprile 2007, 2:08
da giuseppe.q
Cari Amici,
ovviamente ci si fida del tratteggio... :shock: sperando che corrisponda all'originale a colori...
Cmq questo stemma è davvero bello e il particolare "caricato nalla fascia" lo rende ancora più raro.

Serena notte a tutti.

Giuseppe

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 16:50
da fra' Eusanio da Ocre
antonio p. v. g. ha scritto:fare ipotesi sul buon utilizzo o meno in uno stemma del tratteggio, è probabilmente più difficile che non l'interpretazione di una figura araldica poco chiara nelle sue fattezze, o il tentativo di una lettura simbolica della stessa... :roll:


Esatto.

Spesso tali ipotesi sono rese possibili soltanto dalla coesistenza fra più stemmi in un medesimo documento o testo... e talvolta anche una tale compresenza non permette di sciogliere i dubbi.

Bene :D vale