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Insegne assai originali (?)

MessaggioInviato: mercoledì 18 aprile 2007, 21:51
da nicolad72
Mi limito a rammostrare.... a voi il resto!
Saluti

Immagine

Apparterrebbe a S.E. Mons. Antonio Buoncristiani, Arcivescovo di Siena-Colle Val d'Elsa - Montalcino.

MessaggioInviato: mercoledì 18 aprile 2007, 22:02
da Antonio Pompili
Non parlerei proprio di insegne originali... :roll:
Semmai parlerei di insegne rare. Infatti in origine, i vescovi, almeno quelli francesi e quelli italiani, fecero scarso uso della mitra nei loro emblemi araldici. Preferirono, come oggi è uso comune, ornare il loro scudo più semplicemente con il cappello prelatizio.
In Italia, che io sappia, oltre a Mons. Buoncristiani, solo il Vescovo della diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto, ha adottato uno stemma similmente ornato (chiaramente con la croce semplice, in luogo di quella patriarcale).

MessaggioInviato: mercoledì 18 aprile 2007, 23:22
da nicolad72
Quindi anche
Immagine

Ma se ben ricordo, mi par di aver sentito parlare di una sorta di "codificazione", che disciplina le insegne prelatizie... e tal codificazione non prevede l'uso della mitra ma del galero verde con un numero variabile di fiocchi a seconda del titolo.

Se sbaglio spero che mi corriggerete (disse qualcuno!)

Buona notte a tutti!

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 0:00
da FML
nicolad72 ha scritto:Se sbaglio spero che mi corriggerete (disse qualcuno!)

:mrgreen:

Buona notte a lei!

Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 0:28
da Antonio Pompili
Inizialmente non vi era un numero definito di fiocchi, anzi talvolta neanche ve ne erano. In antichi stemmi cardinalizi, si possono trovare anche cappelli con uno, tre, quattro o sei fiocchi per lato. Per i cardinali la fissazione del numero dei fiocchi avvenne solo nel 1832, ad opera della S. Congregazione Cerimoniale. Ad ogni modo l'uso araldico del galero rosso era già comune nel XV secolo e da allora gradualmente la mitra scomparve dallo stemma dei cardinali.

Per quanto riguarda patriarchi, arcivescovi e vescovi, soprattutto in Italia, come accennavo sopra, questi seguirono l'esempio dei cardinali timbrando i loro scudi con un cappello (in luogo della mitra) di colore verde. [Se non sbaglio l'uso di un simile colore ebbe origine in Spagna dove sembra che i Vescovi vestissero effettivamente di verde]. Ora, quanto al numero di fiocchi, credo - e qui anch'io chiedo di essere corretto da qualcuno se sbaglio - che per i prelati insigniti dell'Ordine Episcopale non ci sia mai stata la promulgazione di un documento vincolante da parte dell'autorità ecclesiastica. Piuttosto le opportune regolamentazioni si delinearono nel XVII secolo a partire dai tentativi dell'araldista Pierre Palliot. [Diversamente ci fu per i prelati minori un motu proprio di San Pio X nel 1905].

Ma di fatto l'uso della mitra - non vorrei sbagliare - non è mai stato chiaramente abolito in favore di quello del galero. Mons. Heim, il grande araldista papale, osserva solamente che il decreto sugli stemmi episcopali emanato da Benedetto XV nel 1915 "non menziona la mitra, e da allora il suo uso in araldica è in generale declino nella Chiesa cattolica romana, mentre quella in Inghilterra mantiene l'usanza più antica". L'uso del cappello e della croce (piuttosto che di mitra e pastorale) è una consuetudine romana. Ben radicata, diffusa, ma non indiscutibile. L'unica chiara proibizione riguardo alla mitra fu fatta da Paolo VI: questa non si poteva usare (come anche il pastorale) in aggiunta alla croce e al cappello prelatizio.

Certo, resta forse un abbinamento originale quello di mitra e croce. L'abbinamento naturale sarebbe mitra-pastorale (insegne pontificali liturgiche) e cappello-croce (entrambi di uso para-liturgico).

Non so se ho toccato questioni già affrontate altrove nel nostro forum. Non so se ho risposto adeguatamente.
Anch'io spero di essere corretto circa qualche eventuale inesattezza.

Buona notte!

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 9:27
da FML
Gentili colleghi,

la prima produzione di araldica ecclesiastica che si conosca é, come sappiamo, quella relativa a papa Bonifacio VIII (Basilica di S. Giovanni in Laterano e Cattedrale di Anagni) e ad alcuni cardinali a lui contemporanei tra cui: Giacomo Savelli (S. Maria in Ara Coeli - Roma), Latino Orsini (S. Maria Sopra Minerva - Roma), Matteo da Acquasparta (S. Maria in Ara Coeli - Roma), Gonzalo Rodríguez Hinojosa (Basilica di S. Maria Maggiore - Roma), Riccardo Petroni (Cattedrale di Siena), ecc.
Siamo sul finire del secolo XIII e, in tutti i casi menzionati, gli stemmi sono composti dal solo scudo....privo di qualsiasi ornamento esterno.
Solo nel secolo successivo, infatti, vennero introdotti gli usi araldici della tiara pontificia (liturgicamente iniziato con papa Innocenzo III piú di un secolo prima), del galero rosso cardinalizio (con un numero di nappe variabile a seconda dell´ordine gererchico - diacono; prete; vescovo - di appartenenza) e della mitria, liturgicamente parlando, unico ed antico copricapo peculiare dei Successori degli Apostoli (i vescovi).
Dal Concilio di Trento (1545-1563) in poi, probabilmente al fine di meglio distinguere la prassi liturgica da quella meramente ornamentale (oltre che per curare gli abusi tipici della presunzione umana), anche ai vescovi venne "disciplinato" l´uso del galero (antico cappello a falde larghe dei pellegrini), che in quest´ultimo caso sará verde con un numero di nappe variabile da 12 a 20 (per gli arcivescovi), nonché fino a 30 per i patriarchi.
Diverso per questioni temporali fu l´utilizzo della croce astile (semplice, patriarcale o papale), pari alla mitria per tradizione liturgica, delle chiavi petrine (di esclusivo uso pontificio), del pallio (caratteristico degli arcivescovi metropoliti) e, infine, dei cartigli recanti la scritta del motto araldico.
Solo dal secolo XIX l´uso dei copricapi araldici nel campo ecclesiastico ha assunto una fisionomia piú stabile (i cardinali ad esempio hanno un solo tipo di galero: sempre rosso ma assolutamente con 30 nappe), salvo alcuni sporadici (ma non "illeciti") casi come quello dell´Arcivescovo di Siena-Colle Val d´Elsa-Montalcino mostrato nel presente dibattito.
Senza fare accenno agli innovativi (solo :wink: araldicamente!) ornamenti esterni pertinenti all´arma dell´attuale successore di Pietro Benedetto XVI.

Cordialmente,
Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 11:14
da Antonio Pompili
Vorrei solo fare una precisazione circa l'espressione "pari alla mitra per tradizione liturgica". Una simile parità credo si possa stabilire semmai per il pastorale, essendo di fatto la croce utilizzata al di fuori del contesto liturgico, per l'accoglienza dell'arcivescovo o legato pontificio. :wink:

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 11:59
da FML
Grazie per la qualificata precisazione, gentilissimo :D Antonio.

A titolo di esempio, ora, riportiamo l´immagine dei quattro identici stemmi presenti sul sepolcro del cardinale Matteo da Acquasparta dell´Ordine dei Minori (oggi O.F.M. - Francescani), ubicato nella chiesa S. Maria in Ara Coeli di Roma:

Immagine

Gli ornamenti esterni, come detto, arriveranno successivamente (sec. XIV)....cosí come 8) l'uso di introdurre nella propria arma quella dell´ordine religioso (tali insegne nasceranno solo nel sec. XV) di appartenenza (frequente a partire dal '600).

Buona giornata!
Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 12:33
da Antonio Pompili
Un'altra utile precisazione forse potrebbe essere aggiunta relativamente alla croce. Se il pastorale e la mitra infatti sono adoperati negli stemmi dei vescovi antichi e comunemente anche dagli abati (per i quali pure è ormai di uso comune il cappello), la croce è riconosciuta dalla Chiesa cattolica romana come emblema della dignità episcopale.

Per cui lo stemma dell'Arcivescovo Metropolita di Siena, oltre che per la presenza del pallio, non lascia dubbi circa la dignità del titolare.
Resta il fatto, come accennavi, caro Ferrante, che di originalità (araldica) nell'uso della mitra si possa perlare solo riguardo allo stemma del nostro amato Papa Benedetto XVI.

Ma venendo alla bella immmagine che hai inserito, sono rimasto colpito dallo stemma del Cardinale sepolto nella basilica romana. Non saprei davvero come blasonare una simile arma... :roll: A parte la probabile caduta di alcune tessere di quella che è evidentemente una realizzazione a mosaico, la figura che campeggia sullo scudo non mi sembra facilmente definibile. Non vorrei sembrare irriverente verso il cardinale titolare dello stemma, ma la prima cosa che vi ho intravisto è una medusa! Poi, subito ho pensato più ragionevolmente a dei corsi d'acqua (con probabile allusione alle origini del prelato), o a una cometa. Tu hai informazioni maggiori a riguardo? :wink:

Buona giornata.

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 12:40
da FML
Caro Antonio,
lo stemma cardinalizio mostrato nell´esempio, come tu hai perfettamente intuito, raffigura un ponte sotto il quale scorrono tre rivoli di acqua (posseggo immagini di altra provenienza in cui si evince meglio).
Si tratta probabilmente di un´arma alludente al luogo di provenienza del Francescano (Acquasparta - Diocesi di Todi), il suo cognome, infatti, era Bentivenghi (parente del card. Bentivenga de Bentivenghi).
Bella, :roll: vero?

Grazie e buona giornata!

Ferrante

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 12:59
da Antonio Pompili
Grazie a te della delucidazione. :)

Sì, si tratta davvero di una bella rappresentazione. Oltre il richiamo alle origini del cardinale di cui mi dai conferma, il simbolo dei corsi d'acqua ha una grandissima ricchezza biblico-teologica. Trovo che sia quindi una simbologia davvero significativa per lo stemma di un prelato. :wink:

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 17:37
da fra' Eusanio da Ocre
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:A titolo di esempio, ora, riportiamo l´immagine dei quattro identici stemmi presenti sul sepolcro del cardinale Matteo da Acquasparta dell´Ordine dei Minori


Risalente al 1302, quindi in piena era araldica bonifaciana... :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 17:39
da fra' Eusanio da Ocre
antonio p. v. g. ha scritto:Sì, si tratta davvero di una bella rappresentazione. Oltre il richiamo alle origini del cardinale di cui mi dai conferma, il simbolo dei corsi d'acqua ha una grandissima ricchezza biblico-teologica. Trovo che sia quindi una simbologia davvero significativa per lo stemma di un prelato. :wink:


Non solo: lo stemma coi tre rivi d'acqua che sottopassano il ponte è lo stesso usato dal comune di Acquasparta...

...toponimo e stemma parlanti, faccio :wink: notare...

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 17:42
da fra' Eusanio da Ocre
antonio p. v. g. ha scritto:Non saprei davvero come blasonare una simile arma... :roll:


Tentiamo un d'azzurro, al ponte fondato su tre rivi divergenti, il tutto d'argento? :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 19 aprile 2007, 18:00
da Guido5
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:... d'azzurro, al ponte fondato su tre rivi ...

Ma quel "fondato" è proprio necessario?

Ciao a tutti!
Guido5