Gentili colleghi,
la prima produzione di araldica ecclesiastica che si conosca é, come sappiamo, quella relativa a papa
Bonifacio VIII (Basilica di S. Giovanni in Laterano e Cattedrale di Anagni) e ad alcuni cardinali a lui contemporanei tra cui:
Giacomo Savelli (S. Maria in Ara Coeli - Roma),
Latino Orsini (S. Maria Sopra Minerva - Roma),
Matteo da Acquasparta (S. Maria in Ara Coeli - Roma),
Gonzalo Rodríguez Hinojosa (Basilica di S. Maria Maggiore - Roma),
Riccardo Petroni (Cattedrale di Siena), ecc.
Siamo sul finire del secolo XIII e, in tutti i casi menzionati, gli stemmi sono composti dal solo scudo....privo di qualsiasi ornamento esterno.
Solo nel secolo successivo, infatti, vennero introdotti gli usi araldici della
tiara pontificia (liturgicamente iniziato con papa Innocenzo III piú di un secolo prima), del
galero rosso cardinalizio (con un numero di nappe variabile a seconda dell´ordine gererchico - diacono; prete; vescovo - di appartenenza) e della
mitria, liturgicamente parlando, unico ed antico copricapo peculiare dei Successori degli Apostoli (i vescovi).
Dal Concilio di Trento (1545-1563) in poi, probabilmente al fine di meglio distinguere la prassi liturgica da quella meramente ornamentale (oltre che per curare gli abusi tipici della presunzione umana), anche ai vescovi venne "disciplinato" l´uso del galero (antico cappello a falde larghe dei pellegrini), che in quest´ultimo caso sará verde con un numero di nappe variabile da 12 a 20 (per gli arcivescovi), nonché fino a 30 per i patriarchi.
Diverso per questioni temporali fu l´utilizzo della
croce astile (semplice, patriarcale o papale), pari alla mitria per tradizione liturgica, delle
chiavi petrine (di esclusivo uso pontificio), del
pallio (caratteristico degli arcivescovi metropoliti) e, infine, dei
cartigli recanti la scritta del
motto araldico.
Solo dal secolo XIX l´uso dei copricapi araldici nel campo ecclesiastico ha assunto una fisionomia piú stabile (i cardinali ad esempio hanno un solo tipo di galero: sempre rosso ma assolutamente con 30 nappe), salvo alcuni sporadici (ma non "illeciti") casi come quello dell´Arcivescovo di Siena-Colle Val d´Elsa-Montalcino mostrato nel presente dibattito.
Senza fare accenno agli innovativi (solo

araldicamente!) ornamenti esterni pertinenti all´arma dell´attuale successore di Pietro
Benedetto XVI.
Cordialmente,
Ferrante