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Stemma dell'astronomo Laplace

MessaggioInviato: mercoledì 17 dicembre 2003, 21:31
da omero
Cari colleghi,

Vi sottopongo (come già anticipato su altro topic) lo stemma dell'astronomo francese Laplace tratto dal testo edito da Arkeios, "L'ermetismo nell'arte araldica" di F. Cadet de Gassicourt e del barone Du Roure de Paulin.
Laplace (conte dell'Impero, 1808) fu accademico che studiò specialmente Saturno e i suoi anelli, Giove e i suoi satelliti e i rapporti di questi pianeti con il Sole, eccone la blasonatura proposta dagli autori:

d'azzurro ai due pianeti, Giove e Saturno, con i loro satelliti e anelli, in ordine naturale, il tutto d'argento, posti in fascia verso il basso dello scudo e sormontati, in capo a destra da un sole d'oro, a sinistra da un fiore a cinque petali del medesimo; al quartier franco dei conti senatori.

Cosa ne pensate? :wink:

Immagine

Stemmi napoleonici di astronomi

MessaggioInviato: giovedì 18 dicembre 2003, 12:54
da Emanuele Pigni
Mi sembra analogo allo stemma che Napoleone, come re d'Italia, concesse all'astronomo Barnaba Oriani, conte del Regno ai sensi dell’art. 5 del settimo statuto costituzionale (essendo senatore del Regno), con lettere patenti 11 ottobre 1810: "Inquartato: al primo franco, di verde alla serpe d’argento attortigliata ad uno specchio d’oro; al secondo, d’argento con una mezza zona d’azzurro bordata d’argento posta in banda, sparsa di stelle con una cometa crinita nel mezzo; al terzo, di rosso col quadrante astronomico d’oro; al quarto, di verde con due sbarre d’argento" (blasonatura ufficiale tratta dalle citate lettere patenti, trascritte in Archivio di Stato di Milano, Araldica, registri, reg. 6, n. 49; quel "primo [quarto] franco" non è affatto ciò che noi intendiamo per quarto franco, essendo un quarto delle stesse dimensioni degli altri tre).

Ornati esteriori dello stemma di Laplace

MessaggioInviato: giovedì 18 dicembre 2003, 14:46
da Emanuele Pigni
L'immagine inserita mi sembra singolare: tra gli ornati esteriori c'è un manto, che nell'araldica napoleonica è tipico dei titoli non inferiori a quello di duca; e anche il tocco di conte napoleonico mi pare insolito, per quanto riguarda il disegno dei pennacchi.

MessaggioInviato: giovedì 18 dicembre 2003, 17:54
da omero
Egregio Sig. Pigni,

benvenuto nel forum: sono felice di constatare che Lei sia un amante dell'araldica napoleonica...

MessaggioInviato: giovedì 18 dicembre 2003, 18:05
da fra' Eusanio da Ocre
Egregi colleghi,
del resto il quarto franco dell'arma Laplace (che correttamente qui non equivale ad un quarto dello scudo) è quello tipico dei conti senatori dell'Impero: d'azzurro, allo specchio d'oro, accollato da un serpe d'argento in atto di rimirarsi.
Il tocco è nero; il manto è d'azzurro foderato d'armellino; lo scudo è accollato dal collare della Legion d'Onore.

Più che con altri stemmi ove compaiano soli, lune, stelle e comete, lo stemma Laplace rientra nella più ristretta categoria delle armi racchiudenti corpi celesti in forma "realistica", scarsamente rappresentata e per questo di estremo interesse.

Uno per tutti: il vescovo spoletino Luzzi, attivo intorno al 1870, che alzava un:

di cielo, alla nube movente dal cantone destro del capo, accompagnata in quello sinistro da un sole, e da un orbe terracqueo movente dalla punta, il tutto al naturale. Motto: LUX DE LUCE.

Bene :D valete

Re: Ornati esteriori dello stemma di Laplace

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 1:09
da Ardashir
Emanuele Pigni ha scritto:L'immagine inserita mi sembra singolare: tra gli ornati esteriori c'è un manto, che nell'araldica napoleonica è tipico dei titoli non inferiori a quello di duca; e anche il tocco di conte napoleonico mi pare insolito, per quanto riguarda il disegno dei pennacchi.



Gentilissimo Signor Pigni,

in effetti, il tocco comitale pare esser stato reso con una libertà forse eccessiva dall'artista, stringendone la base in modo singolare e accomodandone le piume quasi si trattasse di uno svolazzo o comunque in modo poco ortodosso... Riguardo al manto, poi, per quel che mi ricordo i conti senatori avevano il diritto di fregiarsene, a differenza dei conti arcivescovi e degli altri tipi di conti (prefetti,militari, ministri, della casa imperiale, consiglieri di stato ecc.) e rappresentano, in effetti, un'eccezione alla regola generale spiegabile però con la valenza onorifica del titolo stesso di conte senatore.
Potrei poi sbagliarmi (le mie basi di araldica napoleonica sono scarsucce), ma mi pare di ricordare che i conti senatori, come tutti i conti, avessero diritto a soli quattro drappeggi (lambrequins), due d'oro e due d'argento. Qui, invece, mi pare di ravvisarne addirittura otto, sempre che anche questo non sia da imputare alla particolare impostazione araldica di questo disegnatore che, forse, ne rappresenta solo quattro ma li fa passare due volte dietro allo scudo creando così un'apparente irregolarità.

Concludendo, La saluto cordialmente e le dò il mio benvenuto nel forum IAGI

Ornati esteriori degli stemmi di conti napoleonici

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 11:27
da Emanuele Pigni
Gentili colleghi,
ringrazio di tutti i gentili messaggi. Per quanto riguarda gli ornati esteriori dei conti napoleonici, effettivamente i conti senatori dell'Impero francese avevano il manto, ma non mi risulta che lo avessero anche i conti senatori del Regno d'Italia: infatti nelle blasonature contenute nelle lettere patenti trascritte nel registro del Senato (ASMi, Araldica, registri, reg. 6) è detto semplicemente "Ornati esteriori di conte", anche per i senatori (per i soli conti arcivescovi e vescovi si fa riferimento a ornati diversi). Gli ornati esteriori dei conti del Regno erano: berrettone di forma elettorale di velluto nero a risvolto di vaio, con un portapennacchio d'oro sostenente cinque piume bianche e accompagnato da quattro fogliami, due d'oro e due d'argento, foderati di verde e divisi tra i due fianchi dello scudo. Quelli dei conti dell'Impero: "toque de velours noir, retroussée de contre hermine, avec porte-aigrette d'or et d'argent, surmonté de cinq plumes, et accompagnée de quatre lambrequins, deux à dextre, deux à senestre, les supérieurs d'or, les autres d'argent"; nel caso dei conti senatori: "le tout posé sur un manteau d'azur doublé de fourrure blanche".

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 14:15
da omero
Egregi colleghi,

tornando alle differenze con i titolati italiani: il cantone dei Conti del Regno era di verde, mentre per quanto riguarda le altre più importanti cariche del Regno come quella di Gran Cancelliere, Gran Ciambellano, Gran Scudiere e Gran Maggiordomo Maggiore, il cantone era di verde al capriolo abbassato sotto 5 stelle d'argento. E' da notarsi come nell'araldica napolenonica lo stemma non indichi solo il titolo nobiliare, ma bensì la funzione (e/o la dignità) del titolare. Questo a testimonianza di voler modificare i presupposti della concessione di un'arma, legandola più ai meriti personali più che non ad un privilegio ereditario.

Re: Ornati esteriori dello stemma di Laplace

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 14:36
da omero
Emanuele Pigni ha scritto:L'immagine inserita mi sembra singolare: tra gli ornati esteriori c'è un manto, che nell'araldica napoleonica è tipico dei titoli non inferiori a quello di duca; e anche il tocco di conte napoleonico mi pare insolito, per quanto riguarda il disegno dei pennacchi.


Gentili Signori,

allego la rappresentazione grafica del tocco di conte napoleonico (sicuramente meno sfarzosa, ma certo più fedele ai canoni) proposto dal bel sito francese Héraldique Européenne (http://www.heraldique-europeenne.org/):

Immagine

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 14:55
da Emanuele Pigni
Gentili colleghi,
poiché ho personalmente trascritto dai documenti dell'ASMi tutte le blasonature ufficiali degli stemmi concessi da Napoleone come re d'Italia (volendo pubblicare, non appena mi sarà possibile, un armoriale del Regno italico analogo a quello del primo Impero, opera del Révérend), vorrei precisare che in nessuno degli stemmi dei conti e dei baroni del Regno si trovano cantoni come quelli dei conti e dei baroni dell'Impero francese. Tutti gli stemmi dei conti del Regno sono inquartati, tutti gli stemmi dei baroni del Regno sono semipartiti-troncati; il segno distintivo di dignità (grande ufficiale della corona, ministro, senatore, vescovo, militare, ecc.) si trova nel 1° quarto per i conti e nel 2° per i baroni. Il cantone di grande ufficiale della corona si trova invece negli stemmi di Francesco Melzi d'Eril duca di Lodi e di Antonio Litta Visconti Arese duca del Regno. Inoltre, il cantone dei conti dell'Impero è sempre azzurro e quello dei baroni dell'Impero è sempre rosso, ma il campo del quarto dove si trova il segno distintivo dei conti del Regno è di verde solo se il conte è tale di diritto ai sensi degli artt. 2 o 5 del settimo statuto costituzionale, è invece di rosso se il conte ha ottenuto il titolo con speciale decreto reale ai sensi dell'art. 13 dello stesso statuto; idem per quanto riguarda il colore del campo del quarto dove si trova il segno distintivo di barone del Regno (i baroni di diritto sono tali ai sensi dell'art. 9 del citato statuto).
(Nota: Le blasonature degli stemmi concessi da Napoleone re d'Italia già pubblicate in Bascapè-Del Piazzo, Insegne e simboli, pp. 805-846, sono tratte da documenti ufficiosi; io invece mi rifaccio sempre alle lettere patenti concesse da Napoleone.)

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 15:04
da omero
Egregio Sig. Pigni,

La ringrazio per la documentata dissertazione sulle blasonature ufficiali degli stemmi concessi da Napoleone come re d'Italia: la pubblicazione di un armoriale del Regno italico analogo a quello del primo Impero sarà opera molto gradita agli araldisti (a quelli esperti, ma anche a quelli meno esperti di Araldica Napoleonica!).

Cordialmente.

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 20:01
da fra' Eusanio da Ocre
omero ha scritto:Egregio Sig. Pigni,

La ringrazio per la documentata dissertazione sulle blasonature ufficiali degli stemmi concessi da Napoleone come re d'Italia: la pubblicazione di un armoriale del Regno italico analogo a quello del primo Impero sarà opera molto gradita agli araldisti (a quelli esperti, ma anche a quelli meno esperti di Araldica Napoleonica!).

Cordialmente.


...condivido l'entusiasmo dell'amico Pier Carlo: per quanto di nicchia, l'araldica napoleonica è un segmento interessantissimo della storia recente della nostra scienza, e disporre dei documenti diretti (e dei conseguenti blasoni) concernenti il lato italico di essa colmerà, grazie al lavoro del Signor Emanuele, una lacuna non indifferente.

Aspettiamo tutti con piacere la concretizzazione di questo interessante lavoro.

Bene :D valete

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2003, 20:32
da fra' Eusanio da Ocre
...mentre aspettiamo, e dal momento che sull'araldica napoleonica è stato aperto un apposito topic in altra parte del forum, mi permetto di riportare "in carreggiata" la chiacchierata su questo argomento.

Stemmi astronomici, quindi: pochi, anzi pochissimi, ma buoni! E per riprendere il discorso, cosa scegliere di meglio se non l'arma del Vate Gabriele d'Annunzio (non se ne abbia l'amico e collega :wink: che lo ha come pseudonimo, stiamo parlando di quello "vero"):

d'azzurro, al monte nevoso d'argento, accompagnato in capo da sette stelle di sette raggi, poste secondo la costellazione dell'Orsa Maggiore.

É doveroso rammentare che tale stemma, assegnato ex novo (non avendone egli uno di famiglia) assieme al titolo di principe di Montenevoso, è un semplice esempio di arma parlante, reso esimio proprio dalla presenza delle vaghe stelle dell'Orsa così ben simboleggianti le attività del titolare.

Bene :D valete