...e l'Araldica Ecclesiastica?

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 17:04
da giuseppe.q

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 17:24
da MMT
che brutto... ma di chi è?
Complimenti a chi l'ha pensato: si dev'essere parecchio impegnato per farlo così brutto!!!
Michele Tuccimei

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 17:28
da giuseppe.q
E' lo "stemma" se cosi si può definire, di un Vescovo Messicano.
Qui i dettagli:
http://www.comunion.org.mx/obispo.htm
Buon pomeriggio.
Giuseppe

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 17:51
da Reginella
Ma no dai, non diamo al Vescovo colpe che non ha:
chi l'ha reso graficamente deve essere evidentemente qualcuno che di araldica non sa nulla - e qui sono d'accordo.
Ma provatelo a immaginare disegnato da una mano più competente....secondo me ne guadagnerebbe parecchio: chi ha fatto questo ha utilizzato stili e colori da ClipArt, mica da araldica ecclesiastica

...
Inoltre, questo Vescovo viene dalla città di Magdalena di Kino, nello stato di Sonora:
"
1,460.23 kilómetros cuadrados, población es de 24,447 habitantes y presenta una densidad poblacional del 16.74 habitantes por kilómetro cuadrado", economia prevalentemente agricola, 6 alberghi e 6 ristoranti in tutto.
Forse i disegnatori araldici non abbondano da quelle parti, e probabilmente la grafica araldica non è il primo dei pensieri del vescovado


Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 18:10
da Reginella
Ecco cos'è quel "Kino"....cito dal Messaggero di Sant'Antonio ottobre 1996:
SULLE TRACCE DI PADRE KINO
Esploratore, cartografo, allevatore, fondatore di missioni: la vita di padre Kino è l’epopea di un apostolo del vangelo, missionario in Messico e in Arizona nell’ultimo scorcio del Seicento.
di Anna Pan
Qui riposano i resti mortali dell’uomo più amato dagli indigeni di Sonora: l’attuale regione del Messico nord–occidentale al confine con l’Arizona. Questo è il cuore del territorio, un tempo arido e deserto, reso fertile e civile dall’esperienza scientifica e dalla passione missionaria di Eusebio Francesco Chini, meglio conosciuto da messicani e americani come padre Kino.
Uomo del nord, nato nel 1645 a Segno in Val di Non, in provincia di Trento, europeo per formazione culturale, gesuita per scelta, sulla scia di un parente: padre Martino Martini – il primo storico e geografo europeo della Cina – padre Kino scelse, come forma di vita, l’apostolato missionario nel sud–ovest del mondo. Raggiunse il Messico nel 1677, con un lasciapassare del viceré di Spagna che lo indicava come «Eusebio Chavez, nativo di Cordoba, di anni 21, costituzione robusta, carnagione scura, capelli neri ondulati». Come accade ancora oggi in qualche paese soggetto alla dittatura, i missionari erano costretti a mimetizzarsi dietro a pseudonimi o a professioni immaginarie, per non correre il rischio di essere respinti. Più tardi Eusebio dovrà modificare di nuovo il suo cognome italiano per non essere scambiato per un cinese: da Chini (la cui pronuncia è: cino) a Kino.
Tra i prediletti Pima
Sonora, e da qui la Bassa California e l’Arizona, sono stati i campi d’azione di quest’uomo straordinario, la cui riscoperta in Italia è solo recente, mentre già da trent’anni padre Kino è considerato negli Stati Uniti, come fondatore dello stato dell’Arizona.
È sintomatico che intorno alla sua figura e al suo esempio ci sia un risveglio di interesse: padre Kino è stato un precursore della moderna evangelizzazione, s’è calato per primo nella realtà dei suoi prediletti indiani Pima, con la perfetta conoscenza del loro ambiente, del linguaggio e delle tradizioni, aiutandoli poi a trasformare dall’interno, e con le semplici risorse a disposizione, le loro condizioni di vita e di lavoro. «Il padre a cavallo» lo chiamavano in Pimeria Alta, perché per 24 anni viaggiò instancabilmente da una tribù all’altra, da un luogo all’altro, conducendo bestiame da allevamento importato dall’Europa, creando zone di coltivazione di cereali, frutta e verdura, insegnando nuovi criteri di costruzione di abitazioni e centri comunitari (le Missioni), predicando e celebrando: esempio vivente dei valori cristiani e incarnazione pratica del vangelo.
C’è un significativo affresco che decora la volta del Mausoleo che qui custodisce le spoglie di Kino: lo raffigura benedicente, a cavallo, nell’atto di insegnare ai prediletti indiani nuovi criteri di coltura e di allevamento. Vi è anche indicata la sua dote di cartografo e geografo: a lui, infatti, si devono le prime rilevazioni di questi territori, oltre che la dimostrazione della peninsularità della Bassa California.
Il fascino della spiritualità
Magdalena de Kino non è facilmente descrivibile, perché oltre a essere un’oasi verde e fiorita al centro di una pianura di cactus semideserta, è una specie di «patria dello spirito»: vi aleggia nell’aria qualcosa di rarefatto e straordinario: senza dubbio è l’eredità lasciata dal «padre a cavallo» oltre due secoli e mezzo fa. Al centro dell’incantevole cittadina c’è la chiesa–missione di santa Maria Magdalena (dedicata al culto di San Francesco Saverio), circondata dalla caratteristica piazza a chiostro. La vegetazione è tipica dei paesi tropicali: palme da dattero, manghi, oleandri, geranei, gelsomini, un trionfo di bouganvillee nelle varie tonalità di colori, piante di aranci e di limoni, e rose, tante profumatissime rose.
La popolazione è laboriosa e tranquilla, ma come altrove, in Messico, non mancano i poveri. «Le condizioni sociali rispecchiano quelle generali del paese – racconta il giovane parroco, padre Francisco Javier Salcido –. La nostra è una piccola comunità, la maggioranza è costituita da cattolici, ma ci sono anche i lontani e vi si infiltrano le sette. C’è ricchezza e c’è povertà, ma non miseria». Padre Kino ha avuto una grande influenza educativa: a lui si ispirava il locale candidato alla presidenza messicana, quel Colosio che venne barbaramente assassinato due anni fa, alla vigilia delle elezioni, vinte poi dall’attuale presidente Zedillo. I cittadini di Magdalena hanno dedicato al loro «padre e pioniere» il solenne mausoleo, e accanto vi hanno eretto un monumento al loro ex primo cittadino e uomo politico".
In un posto dove si assassinano ancora i candidati cattolici, capite bene che la qualità grafica di un blasone ecclesiastico importa molto poco, non trovate?

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 18:22
da alfabravo
Concordo con Reginella. Questo stemma dovrebbe essere corretto da un araldista competente.
Ritter
PS. Sig. Giuseppe.q, per favore non si sconvolga. Non ne vale la pena. Con tutto quello che si è visto e che vedremo....


Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 18:34
da giuseppe.q
Carissima Reginella,
concordo con te su quello che dici.
Non condanno affatto il Vescovo, e non mi permetterei mai di farlo, ma condanno lo stemma di se stesso.
La cosa che mi ha sconvolto è stata la mancanza del cappello (a parte i colori usati).
Anche un disegnatore araldico dovrebbe farsi affiancare da uno storico esperto della materia e conoscere le leggi araldiche.
Provo a disegnarlo io e magari glielo mando...!!!
Cmq a prima vista... sono rimasto letteralmente scioccato!!!
Ritter, stia tranquillo, ho vinto l'impatto iniziale
Buon pomeriggio a tutti.
Giuseppe

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 18:44
da fra' Eusanio da Ocre
Libro e "croce" sono tratti di peso dallo stemma di S.E. il Cardinal Camillo Ruini.
Bene

valete

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 18:47
da giuseppe.q
Caro Fra Eusanio,
è possibile vedere lo stemma del Card. Ruini?
Non riesco a trovarlo in nessun modo.
Grazie e buon pomeriggio.
Giuseppe

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 18:49
da fra' Eusanio da Ocre
Difatti, che il vecchio frate sappia, esso si trova solo su alcuni (pochi) stampati della Diocesi di Roma.
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 19:03
da Reginella
giuseppe.q ha scritto:Non condanno affatto il Vescovo, e non mi permetterei mai di farlo, ma condanno lo stemma di se stesso.
Giuseppe
Carissimo Giuseppe,
io invece non me la sento di condannare nessuno:
nè Vescovo, nè stemma, nè grafico - per quanto inesperto sia in araldica ecclesiastica.
Quello che io vedo in quello stemma sono i significati legati alla sua simbologia, vedo un paese dove è difficile vivere da cristinai, vedo gente che è piena di entusiasmo e di coraggio, e che forse ha di meglio da fare che giocare con gli stemmini
La forma non deve mai essere slegata dalla sostanza, secondo me.

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 19:13
da fra' Eusanio da Ocre
Giusta osservazione, carissima Reginella.
Al di là del discorso araldico, su cui noi tecnici possiamo stracciarci le vesti come ci pare...
...ma senza troppa foga, perchè alla fin fine nei Paesi più poveri

i più non sanno nemmeno cosa sia l'araldica, ed è già molto se i Vescovi riescono a far conoscere la nostra materia attraverso questi
cosi.
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 19:26
da giuseppe.q
Ben detto Reginella...
Dico io... le leggi araldiche cosa esistono a fare?
Arrivati a questo punto a farmi benedire devo andarci io...
Buona serata.
Giuseppe

Inviato:
mercoledì 21 marzo 2007, 19:41
da Franz Joseph von Trotta
Però il titolo del topic ideato da Giuseppe è da citazione... quasi quasi lo copio

!
FJVT