L.de Bellis ha scritto:nè io, nè voi, possiamo cambiare la lettura delle pietre ed i segni del tempo, lasciati a noi indegni comuni mortali a ricordo di nobili gesta o di famiglie che costruirono questa nostra Italia.
Memori posero.
Lorenzo
Non ci piove.
Il problema è riuscire a leggere i segni che ci vengono lasciati.
Mi pare che qui nessuno sostenga l'ipotesi che, se c'è difficoltà a leggerli, la colpa sia dei segni.
Viceversa, sono convinto che concordiamo sul fatto che la colpa è nostra, se non sappiamo leggerli come conviene.
E nella foto in questione, al di là del problema dei cavi, c'è un problema di fondo che a te non è sfuggito: la sproporzione esagerata fra i timbri e lo "scudo araldico" (uso le virgolette apposta, non essendo affatto sicuro che di stemma si tratti).
Una sproporzione che è estranea ai canoni della scienza araldica, che magari sarà motivata, e che noi (ora come ora, con la greve complicità dei cavi occultanti la parte più importante dell'insieme) non sappiamo spiegarci.
Bene

vale