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Graffeo o non Graffeo, questo il dilemma

Inviato:
venerdì 23 febbraio 2007, 12:41
da G.Grifeo di Partanna
Salve a lor signori,
un laureando in Storia mi ha scritto da Napoli. Sta preparando la tesi su un manoscritto. Vi metto di seguito il testo di die sue mail.
"
Mi chiamo Fabrizio Iaconis e sto preparando la mia tesi di laurea su un manoscritto cinquecentesco che reca nel frontespizio la seguente iscrizione.
Quisto libro lo scrissy Achille Graffeo condam Lelio di Palermo
in Genua, addy XXVI di ottobre 1536. Undi era suo m.c.
La sigla m.c. potrebbe stare per m(edico) c(chirurgo).
Il manoscritto raccoglie una lunga serie di ricette di prevalente argomento medico-sanitario.
La pregherei di volermi fornire,
se possibile, qualche notizia in più del suo avo (faceva il medico ? E'
vissuto a Genova? Le risulta, nel periodo considerato una altro Grifeo o
Graffeo di nome Lelio?).
Per non approfittare troppo del suo tempo Le comunico che sono laureando in Storia e le rimetto, un assaggino del manoscritto: Il frontespizio dal quale si ricava l'iscrizione che le ho precedentemente comunicato.
Al riguardo, la pregherei di verificare se, lo stemma riportato sotto
l'iscrizione, possa essere collegato alla famiglia Grifeo. Nelle mie
ricerche ho scoperto che lo stemma potrebbe somigliare ad uno stemma della famiglia Ingrassia".
Rintracciato Achille nell'albero genealogico di famiglia, non mi risultano particolari su quello che fece in vita e se fosse mai stato a Genova.
Ma il quesito che pongo a voi tutti riguarda l'identità dello stemma riportato sul manoscritto. Qui sotto inserisco l'immagine.


Inviato:
sabato 24 febbraio 2007, 1:55
da G.Grifeo di Partanna
In effetti, come sottolineato dal laureando, c'è una forte somiglianza con lo stemma della Famiglia Ingrassia
http://www.famiglia-nobile.com/links.asp?CatId=799
Ma cosa avrà mai a che fare con il resto del documento?
Forse siamo fuori strada


Inviato:
sabato 24 febbraio 2007, 17:28
da Cottoneum
Uhm si potrebbe tener conto del fatto che nelle stampe antiche il tipo della lettera "s" somigliava molto alla "f", potrebbe forse trattarsi magari di un
Grasseo?


Inviato:
sabato 24 febbraio 2007, 17:56
da G.Grifeo di Partanna
In effetti, non ci avevo pensato, ma è la prima cosa, la più ovvia da considerare. Ma in questa forma si può far risalire a Ingrassia? O ci sono dei Grasseo con quello stemma?
Devo ricontattare l'autore della tesi sul manoscritto

Inviato:
sabato 24 febbraio 2007, 19:34
da fra' Eusanio da Ocre
G.Grifeo di Partanna ha scritto:In effetti, come sottolineato dal laureando, c'è una forte somiglianza con lo stemma della Famiglia Ingrassia
http://www.famiglia-nobile.com/links.asp?CatId=799...beh, modificherei
l'aggettivo da forte in qualche: nel manoscritto (per quanto sveltamente abbozzato) il disegno è privo della fascia... Forse siamo fuori strada

Il rapporto fra stemma
da manoscritto e stemma
da link è certamente labile.
Bene

vale

Inviato:
lunedì 26 febbraio 2007, 15:04
da G.Grifeo di Partanna
Ma non c'è proprio traccia di una famiglia con tale stemma?
Peccato che proprio per il tipo di disegno non ci siano indicazioni sui colori.
A questo punto mi sorge spontanea una domanda che trae dalla successiva osservazione: la differenza fra l'Insegna degli Ingrassia e questa del manoscritto, sta principalente nella fascia (il tratto a mano non permette proprio capire il tipo di stelle se non ipotizzarne uno a 8 punte).
Allora, statisticamente, seguendo la vostra ricca esperienza di araldisti e genealogisti, quando vi sono Armi che si differenziano per un solo particolare (anche come la fascia in questione), anche minimo, quanto spesso si tratta di famiglie vicine, di rami che discendono da un'anteriore corso genealogico comune e quante volte invece si tratta di pure coincidenze?
Il perchè di questa domanda lo potete leggere subito.
Nel caso dell'Arma rappresentata nel manoscritto e di quella Ingrassia visibile al link che ho postato prima, si potrebbe ipotizzare (per la ricerca e per restringere il campo) l'affinità di due famiglie?

Inviato:
lunedì 26 febbraio 2007, 17:41
da fra' Eusanio da Ocre
G.Grifeo di Partanna ha scritto:Allora, statisticamente, seguendo la vostra ricca esperienza di araldisti e genealogisti, quando vi sono Armi che si differenziano per un solo particolare (anche come la fascia in questione), anche minimo, quanto spesso si tratta di famiglie vicine, di rami che discendono da un'anteriore corso genealogico comune e quante volte invece si tratta di pure coincidenze?
Le variabili in gioco sono troppe, e fanno tendere la risposta al 50% nel primo caso, ed al 50% nel secondo...
Bene

vale

Inviato:
martedì 27 febbraio 2007, 2:27
da San Marco
Non penso che lo stemma riportato nel manoscritto corrisponda alla famiglia Graffeo dato che sia nel Mugnos che nello Stemmario della Biblioteca Comunale di Cagliari la figura principale raffigurata per tale nobile casata è un " grifo ". Nel primo caso: Un grifo passante d' azzurro in campo d' oro e sotto tre mezze bande azzurre nel medesimo campo, nel secondo: Un grifo passante rosso in campo argento. Pertanto entrambe sono armi " parlanti " che nulla hanno in comune con quella " dell' albero con le stelle ".

Inviato:
venerdì 2 marzo 2007, 12:21
da G.Grifeo di Partanna
No, di sicuro non è Graffeo o Grifeo - quella forma non esiste in nessuna delle varianti dell'Arma di famiglia.
Resta da capire come cognomizzare quello stemma e cosa c'entra quell'Achille Graffeo - magari quell'insegna è di una sorta di editore o di un altro autore presente nell'intestazione. Non saprei cosa altro ipotizzare.
C'è da aggijngere che il prossimo dottore, impegnato in una tesi riguardante il volume, ha aggiunto:
si tratta di un codice collettaneo scritto,
con ogni probabilità, in tempi diversi anche se la parte più consistente è
vergata dalla stessa mano del frontespizio.
Si tratta di un "Libro di Segreti", in sintesi, di una raccolta di ricette
di prevalente argomento medico - sanitario. Libri di queto tipo erano
diffusissimi in Italia ed in Europa tra il XIV ed il XVIII sec., manoscritti
ed a stampa (segreti per modo di dire).
E' lecito supporre che ogni famiglia nobiliare dovesse possederene almeno
uno, possibilmente manoscritto.
Forse, ma mi sembra poco probabile, è lo stemma di uno degli autori successivi che hanno completato il volume?
Bah!

Inviato:
sabato 3 marzo 2007, 0:10
da da Fiore
E se, piuttosto che dell'autore del manoscritto, l'iscrizione fosse di un ignoto proprietario del libro e lo stemma appartenesse a quest'ultimo e fungesse da ex libris ?
Marilisa Morrone

Inviato:
sabato 3 marzo 2007, 0:41
da FP
Concordo con Marilisa. Sinceramente, poi, non credo che sul frontespizio ci sia scritto Grasseo. Su dei libri dell'epoca, che posseggo, la "s" minuscola somiglia alla "f" ma differisce da essa per l'assenza del trattino centrale. Del resto, poi, questa non è una stampa...E' un manoscritto!

Inviato:
sabato 3 marzo 2007, 1:35
da G.Grifeo di Partanna
Resta comunque da cognomizzare lo stemma.
Vedo però che ancora adesso, nessuno ha idea a quale famiglia collegarlo.
Suggerirei tre aree geografiche di ricerca. Genova e aree confinanti in quanto, come ho riportato all'inizio, sul frontespicio c'è la dicitura: in Genua, addy XXVI di ottobre 1536
Quindi, se si deve ricercare un eventuale proprietario, diverso dagli autori...
Oppure si deve continuare a cercare in Sicilia.
In ultimo, a Napoli, visto che il laureando sta studiando nel capoluogo partenopeo e il materiale è in quella città (non mi sono fatto dire dove ha trovato il volume)

Inviato:
lunedì 5 marzo 2007, 19:18
da G.Grifeo di Partanna
Un'informazione in più.
Il luogo di conservazione del codice dovrebbe essere la Biblioteca Comunale di Palermo.
Uso il condizionale perché lo studente mi ha scritto che ha consultato il manoscritto in loco "diciassette anni fa (sic!) ed era, già allora, in pessimo stato di conservazione".