da Giorgio Aldrighetti » domenica 7 gennaio 2007, 14:15
Per la stella a 5 raggi ancora osserviamo che dal 13 dicembre 1871 1) è il simbolo inequivocabile dell’appartenenza alle Forze Armate dello Stato ed è impiegata per blasonare il conseguimento di decorazioni al Valor Militare, venendo altresì largamente utilizzata nell’iconografia militare, in ispecie tardo ottocentesca, quale simbolo di gloria e di sublimi imprese; si vedano, al proposito le cartoline reggimentali nelle quali la stella a cinque punte viene rappresentata con la spera.
Il Bosio al riguardo testualmente recita: “alcuni studiosi hanno osservato che in molti eserciti stranieri le stellette, a cinque o sei od otto punte, erano usate quali distintivi di grado e che, quindi, la scelta della stella anche nel nostro Paese non avrebbe avuto alcun particolare significato. Altri hanno pensato, invece, ad un’origine risorgimentale del simbolo, ricordando che fin dai primi anni dell’800 l’Italia veniva rappresentata come una stella luminosa che indicava il cammino da percorrere per raggiungere l’unità e l’indipendenza. Nello stesso periodo era anche consuetudine raffigurare l’Italia come una donna giovane e formosa, recante una stella in fronte o sul capo coronato.
Altra interpretazione: l’origine delle stellette sarebbe collegata alla Massoneria, per il tramite delle società segrete del nostro primo periodo risorgimentale. Nella simbologia carbonara la stella aveva un posto preminente in quanto indicava la potenza divina che con la sua luce guida l’uomo attraverso le tenebre e la stella raggiante a cinque punte in Massoneria si trova sia nelle Officine simboliche sia nelle Camere superiori; essa è simbolo del retto costruire in quanto tracciata in conformità alla regola del numero d’oro, reca nel centro la lettera G, che nella filosofia massonica - secondo l’interpretazione più accreditata - sta a significare Geometria e quindi agire geometricamente (intendendo tale avverbio come ‘giustamente’)” 2).
“La stella fiammeggiante della massoneria è chiaramente derivata dal pentagramma pitagorico (talvolta chiamato sigillo di Salomone), anche se questa designazione è più spesso riservata in pratica all’esagono stellato o scudo di Davide. La stella fiammeggiante a cinque punte è il simbolo della manifestazione centrale della Luce, del centro mistico, del fuoco di un universo in espansione. Tracciata fra la squadra e il compasso, cioè fra la Terra e il Cielo, essa rappresenta l’uomo rigenerato che irraggia come la luce nel mezzo delle tenebre del mondo profano. Nel grado di fratello della massoneria la stella fiammeggiante ha al centro la lettera G. E’ l’equivalente dello iod, il Principio divino nel cuore dell’iniziato (BOUM, GUET)” 3).
Ci sia consentito a tal proposito di aggiungere che la stella a cinque punte, assieme alla squadra ed al compasso, rappresenta l’emblema primario del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Roma; parimenti la stella a cinque punte carica diversi scudi della scala massonica di rito scozzese antico ed accettato 4) e adorna in vari esemplari il collare del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Piazza del Gesù, Roma.
Araldicamente, infine, la stella a cinque punte si blasona anche scottish star (stella scozzese) o mullet (rotella dello sperone) 5).
1) “Nell’anno 1871 gli alamari dei carabinieri si arricchiscono di un simbolo, che è il simbolo delle forze armate nazionali: le ‘stellette’. Il decreto istitutivo porta la data del 13 dicembre 1871: ‘Sulla proposta dei ministri della Guerra e della Marina - dice il decreto - tutte le persone soggette alla giurisdizione militare porteranno come segno caratteristico della divisa militare, le stelle a cinque punte sul bavero dell’abito della rispettiva divisa’. La successiva istruzione del 4 gennaio 1872 stabilisce tra l’altro che ‘le stellette saranno ricamate in oro per gli uffiziali generali, in argento per gli uffiziali ed assimilati al grado di uffiziali superiori ed inferiori, in lana o cotone bianco per la truppa’. ‘Esse saranno foggiate - continua l’istruzione - in modo che le punte seguano i vertici di un pentagono iscritto in un circolo di 21 mm di diametro, ed i rientranti vertici di un pentagono iscritto in un circolo di 16 mm di diametro. Gli uffiziali ed assimilati a grado di uffiziale a luogo di stellette in ricamo potranno fare uso di stellette di metallo argento (o dorato se uffiziali generali), e fatte in modo da poterle levare e rimettere, purché abbiano le dimensioni più sopra indicare’. L’adozione delle stellette diventa obbligatoria a decorrere dal 1° aprile 1872 per gli uffiziali e dal 1° luglio per la truppa. ‘Per gli uffiziali dei carabinieri - precisava una nota del 28 gennaio 1872 - il centro di ogni stelletta, sempre rimanendo sulla perpendicolare innalzata sulla cucitura della goletta a 25 mm dal gangherino, dovrà trovare nel vuoto dell’alamaro per l’abito di piccola montura e fra i due alamari nell’abito di grande montura. Le stellette dovranno pure essere collocate sui baveri dei mantelli degli uffiziali dei carabinieri reali. Perciò il 1° aprile 1872 saranno tolti per far posto alle stellette, gli speciali distintivi di cui erano ornati i baveri dei cappotti-soprabito di antico modello degli uffiziali dello stato maggiore, del genio e dei granatieri’. Fin qui il decreto e le successive istruzioni. Il divieto di fare uso delle stellette da parte dei non militari viene sancito con decreto del 1907, n. 556”. (G. Maiocchi, CARABINIERI due secoli di storia italiana, Milano 1980, p. 304).
2) O. Bosio, L’Araldica dell’Esercito, Stato Maggiore Esercito, Ufficio Storico, Roma 1985, p. 67.
3) J. Chevalier-A. Gheerbrant, Dizionario dei Simboli, Milano 1994, p. 427, voce Stella.
4) G. Gamberini, (a cura di), Gli emblemi araldici della Massoneria di rito scozzese antico ed accettato, Firenze 1988,
pp. 16, 20, 22, 24, 32, 38, 42, 46, 52, 56, 62.
5) A.C. Fox-Davies, A complete guide to Heraldry, London 1993, voce Mulet, pp. 146, 295, 488, 515, voce Stars, pp.
11, 295.
Giorgio