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Stemma della Comunità Montana Valla Roveto

MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2003, 1:32
da MMT
Signori,
stimolato (anzi obbligato :wink: ) da fra' Eusanio in altra discussione, Vi propongo lo stemma della Comunità Montana Valle Roveto (per maggiori informazioni http://www.dimmidove.com/valleroveto/comuni.htm )
Immagine

Blasonatura: troncato: nel 1° interzato in palo: a e c d'oro pieno; b d'azzurro alle lettere capitali C M V R d'oroaccantonate; nel 2° di cielo a sette monti di verde. Lo stemma di forma sannitica timbrato da una corona all'antica e che sovrasta due rami di quercia e di alloro legati da un nastro tricolre.
Ovviamente è incompleta in quanto manca da specificare la posizione dei monti ma non riesco proprio a pensare (tra l'altro sono a pezzi.. e lo smog di Roma non aiuta :shock: )!!!

Distinti saluti,
Michele M. Tuccimei di Sezze

MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2003, 18:25
da fra' Eusanio da Ocre
Mio obbligato amico,

il "Valla" di cui al titolo del post è forse allusivo al celebre umanista Lorenzo Valla? :shock:

O trattasi di banale errore di stumpa? :cry:

Tuo obbl.mo :wink:
f.E.d.O.

Bene :D vale, melio :twisted: lege

MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2003, 23:52
da MMT
mero errore di battitura! :oops:
Devi considerare che era tardi ieri sera ed ero un po' assonnato!

Michele

ps: che fai temporeggi sulle "montagne verdi"? :wink:

MessaggioInviato: giovedì 13 novembre 2003, 0:10
da fra' Eusanio da Ocre
No, no, :P eccomi! Suggerisco:

Troncato: nel 1° d'oro, al palo d'azzurro, caricato dall'acronimo CMVR del campo, scritto su due righe; nel 2° di cielo, a sette montagne verdeggianti, affastellate l'una sull'altra in prospettiva.
:shock:
Sì, è brutto... non il blasone ("anche lo scorfano :wink: è bello a mamma sua"), ma il disegno: si è voluto, e giustamente, evidenziare che la Comunità è composta da sette comuni, ma le sette montagne potevano essere effigiate in molti altri modi...

Bella la corona, un insolito revival di forme antiche: è una corona gemmata radiale di cinque pezzi, novità nel panorama dell'araldica pubblica italiana contemporanea, la quale ci sta abituando a queste idee fuori dallo scudo. Le quali dovrebbero però trovare corrispondenza dentro, come per le nostre sette montagne... :twisted:

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 13 novembre 2003, 0:26
da MMT
fra' Eusanio da Ocre ha scritto: ...omissis...Bella la corona, un insolito revival di forme antiche: è una corona gemmata radiale di cinque pezzi, novità nel panorama dell'araldica pubblica italiana contemporanea, la quale ci sta abituando a queste idee fuori dallo scudo. Le quali dovrebbero però trovare corrispondenza dentro, come per le nostre sette montagne...


eh già una bella corona all'antica :D , non potendone usare altre...

Michele

ps: non ti piaceva prorpio la mia blasonatura del "trocato superiore"? :cry:

MessaggioInviato: giovedì 13 novembre 2003, 0:44
da fra' Eusanio da Ocre
Non è che non mi piaceva... :oops: ; osserva la parte azzurra del capo: occupa poco meno di un terzo della larghezza totale, quindi... non può blasonarsi interzato in palo!

Inoltre, un interzato è tale se composto da tre smalti differenti, e non da due soltanto.

Giusto il tuo commento sulla corona: il problema è che, così facendo, chi ne permette l'adozione complica un quadro già complesso di suo :cry: . Si vedano tutti gli altri post (e sono tanti, ormai) sui quali, direttamente o no, ci occupiamo di corone...

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 13 novembre 2003, 1:03
da MMT
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Non è che non mi piaceva... :oops: ; osserva la parte azzurra del capo: occupa poco meno di un terzo della larghezza totale, quindi... non può blasonarsi interzato in palo!


Hai perfettamente ragione! La prossima volta mi armerò di... righello!
Concordo pienamente sul fatto della "confusione coronaria"! :shock:

Michele

MessaggioInviato: venerdì 14 novembre 2003, 19:36
da fra' Eusanio da Ocre
Attento, però: il righello va bene quando disegni uno stemma; quando lo blasoni, ci vuole occhio...:wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2003, 20:02
da Franz Joseph von Trotta
Egr. Signori,

solo ora, ma sono un ospite tardivo e, spero mi perdonerete, vedo lo stemma di questa (nuova?) Comunità Montana sul quale vorrei fare alcune riflessioni, sulla natura spesso modesta, della nostra araldica civica più recente.

Personalmente lo stemma mi pare davvero una composizione mediocre: che nell'emblema di una C. M. vi siano delle… montagne verdi su un cielo azzurrino mi sembra di un'ovvietà disarmante valida per le comunità montane di tutto il mondo. Ecco quindi la necessità di rappezzare uno straccio d'identità locale, e si trova l'idea geniale di una serie di lettere, ma almeno quattro, che siano un'po più di una targa automobilistica.

Ma non c'era una figura legata ad una leggenda locale, uno stemma di un'antica famiglia o comunità, anche un attrezzo agricolo, un animale caratteristico da utilizzare? Qualcosa insomma legato a "quella" comunità montana?

Quanto alla corona all'antica che senso avrebbe con una moderna comunità montana? Mah, misteri della burocrazia araldica.

Un saluto "montano", F. J. von Trotta

MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2003, 20:47
da fra' Eusanio da Ocre
Franz Joseph von Trotta ha scritto:Egr. Signori, solo ora, ma sono un ospite tardivo e, spero mi perdonerete, vedo lo stemma di questa (nuova?) Comunità Montana sul quale vorrei fare alcune riflessioni, sulla natura spesso modesta, della nostra araldica civica più recente.

Se lei riceve il bimestrale Nobiltà, nell'imminente numero di dicembre 2003 troverà un articolo su cui l'araldica civica italiana contemporanea la darà ulteriormente di che riflettere...

Personalmente lo stemma mi pare davvero una composizione mediocre: che nell'emblema di una C. M. vi siano delle montagne verdi su un cielo azzurrino mi sembra di un'ovvietà disarmante valida per le comunità montane di tutto il mondo. Ecco quindi la necessità di rappezzare uno straccio d'identità locale, e si trova l'idea geniale di una serie di lettere, ma almeno quattro, che siano un'po più di una targa automobilistica. Ma non c'era una figura legata ad una leggenda locale, uno stemma di un'antica famiglia o comunità, anche un attrezzo agricolo, un animale caratteristico da utilizzare? Qualcosa insomma legato a "quella" comunità montana?

Su questo mi dilungo più oltre...

Quanto alla corona all'antica che senso avrebbe con una moderna comunità montana? Mah, misteri della burocrazia araldica.

Beh, le nuove realtà degli Enti pubblici territoriali italiani (Comunità montane, Unioni di comuni, ecc.) meriterebbero di essere araldicamente distinte anche da appositi ornamenti esterni, come già accade per le Province... ma finché la gestione della cosa araldica rimarrà l'attuale :cry: ...

Un saluto "montano", F. J. von Trotta


Egregio Signor Franz Joseph,
pochi chilometri a nord-est della Comunità montana Valle Roveto insiste un'altra Comunità consimile, quella di Campo Imperatore-Piana di Navelli, anch'essa dotatasi recentemente di stemma. Se ne parlava in altro post, mi scuserà se vado a memoria, ma mi pare che esso derivi da D.P.R. dell'inizio del 2001, e che avesse per blasone:

"Di verde, al Guerriero di Capestrano al naturale, posto in maestà e sinistrato da un listello di pietra, posto in palo e scritto delle lettere RE·NEVIO·POMPULEDIO in lettere arcaiche di nero".

Mi scuso per le eventuali imperfezioni, ma il contenuto araldico è esatto. E lo stemma, ingenuo o meno, è comunque perfetto, prendendo le proprie (poche) figure dalla realtà socioculturale della zona (il Guerriero di Capestrano è un celeberrimo manufatto protostorico raffigurante un personaggio dall'identità incerta, di maestoso aspetto, ritrovato a Capestrano [AQ] nella zona sud-orientale della Comunità, ed oggi conservato al Museo Nazionale di Chieti).

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2003, 9:38
da Franz Joseph von Trotta
Gentile Fra' Eusanio da Ocre,

talvolta criticare gli esiti dell'araldica civica nazionale più recente è davvero mortificante come sparare sulla croce rossa, e il rammarico è ancor maggiore se si esce dai confini nazionali dove si vedono cose ottime; soprattutto nei paesi scandinavi, (ma anche in Spagna e Portogallo ho viste recenti belle cose) che denotano fantasia e originalità compositiva, armonia e bellezza grafica e consapevolezza e piena conoscenza dell'araldica come fenomeno storico-simbolico.

Sono d'accordo che l'impressione che si ricava dalla gestione della nostra araldica civica sia una fatto meramente burocratico -tanto per riempire una carta intestata o il timbro vuoto di un comunello- visto che i nostri stemmi civici più recenti si distinguono spesso per sciattezza grafica, per l'utilizzo reiterato di elementi talmente generici (bisanti per le "attività economiche", cornucopie per la floridezza, stelle per il num. dei quartieri, dei comuni, ecc. ecc.) che spesso si compongono stemmi che potrebbero essere simbolo di qualsiasi centro umano del pianeta…

L'esempio che Lei mi cita fortunatamente è un originale eccezione che da davvero a quello stemma un "valore evocativo" veramente locale nel quale gli abitanti di quelle zone potranno trovare un effettivo elemento di identità collettiva.

Sulle corone civiche, sa io guardo al vicino mondo alpino dove (anche nella regione trentino-sud tirolese) delle corone civiche non se ne fa praticamente uso se non in casi eccezionali, ed anche molti comuni italiani del resto, spesso le omettono negli usi effettivi.
L'araldica civica moderna dovrebbe essere meno burocratica e più stringata, se non troviamo una corona per una comunità montana pazienza: meglio una non-corona che una nuova discutibile creazione.

Un saluto, cordialmente Suo

F. J. von Trotta

MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2003, 12:44
da MMT
Franz Joseph von Trotta ha scritto:Sulle corone civiche, sa io guardo al vicino mondo alpino dove (anche nella regione trentino-sud tirolese) delle corone civiche non se ne fa praticamente uso se non in casi eccezionali, ed anche molti comuni italiani del resto, spesso le omettono negli usi effettivi.


E' vero!!! Ricordo che il comunte di Fiè allo Shilliar usava una carta intestata che riportava solamente lo stemma cittadino a colori -dove tra l'altro campeggiava la colonna romana- senza che nessuna corona timbrasse lo scudo. Devo ammettere che lo stemma era molto interessante (soprattutto per la concessione della grande famiglia romana)
Immagine
in quanto era lo stemma usato dal feudatario del luogo (Oswald von Wolkenstein) che mi sembra (vado a memoria) era anche possessore del vicino castello di Prösels.
Immagine

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze

MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2003, 14:43
da Franz Joseph von Trotta
Se partiamo dal presupposto che le corone civiche murali, sono una eredità della pessima araldica napoleonica, burocratica e pedante, e che quelle italiane siano oggettivamente tra le più brutte e graficamente pesanti - soprattutto quelle di comune - possiamo quasi auspicare la loro scomparsa.

In passato le Comunità nei propri emblemi o utilizzavano corone patriziali o nobiliari, o non ne utilizzavano affatto. Il non uso di corone civiche quindi filologicamente sarebbe la consuetudine più vicina all'araldica civica storica dei piccoli comuni.

Sullo stemma dei Colonna in ambito sud tirolese, questo si deve anche all'araldica della famiglia Vols-Colonna che, mi pare, si ritenesse genealogicamente imparentata con la celebre famiglia romana.

Un saluto, cordialmente Vostro

F. J. von Trotta

MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2003, 19:43
da fra' Eusanio da Ocre
Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...Sullo stemma dei Colonna in ambito sud tirolese, questo si deve anche all'araldica della famiglia Vols-Colonna che, mi pare, si ritenesse genealogicamente imparentata con la celebre famiglia romana.
Un saluto, cordialmente Vostro
F. J. von Trotta


Sì, i primi dicevano di discendere dai secondi, ed anche a Riva hanno lasciato testimonianza del loro stemma.

Sul discorso che ella ha fatto in merito a pregi e difetti dell'araldica civica italiana odierna, non posso che unirmi al suo cordoglio, aggravato dal raffronto con altre realtà civiche nel panorama araldico odierno, ma ne puntualizzerei meglio i motivi:

a) "...talvolta criticare gli esiti dell'araldica civica nazionale più recente è davvero mortificante come sparare sulla croce rossa...": il paragone con codesta benemerita istituzione calzerebbe appieno, soltanto se anch'essa stesse subendo la stessa situazione di nonnismo dei nostri apparati araldici ufficiali...;

b) "...il rammarico è ancor maggiore se si esce dai confini nazionali dove si vedono cose ottime; soprattutto nei paesi scandinavi, (ma anche in Spagna e Portogallo ho viste recenti belle cose) che denotano fantasia e originalità compositiva, armonia e bellezza grafica e consapevolezza e piena conoscenza dell'araldica come fenomeno storico-simbolico...": anche da noi ci sono cose egregie, a volte però rovinate o da disegni affidati ad artisti poco araldisti, o più spesso da blasoni ufficiali (e controfirmati dalle massime cariche istituzionali) a dir poco penosi...;

c) "...L'esempio che Lei mi cita (Comunità montana Campo Imperatore/Piana di Navelli, n.d.r.) fortunatamente è un originale eccezione che da davvero a quello stemma un "valore evocativo" veramente locale nel quale gli abitanti di quelle zone potranno trovare un effettivo elemento di identità collettiva...": è il discorso di prima. Non conosco il blasone ufficiale di tale Comunità, e ne sono curiosissimo, pur pronto alle peggiori cose...!

d) "...L'araldica civica moderna dovrebbe essere meno burocratica e più stringata...": e non solo per il discorso delle corone! Ne riparleremo dopo il prossimo numero di Nobiltà...

Bene :D valete

MessaggioInviato: venerdì 12 dicembre 2003, 9:50
da Franz Joseph von Trotta
Caro Fra' Eusanio da Ocre

sono d'accordo al 100% con quanto da Lei esposto, a mio avviso il letargo, normativo, formale, grafico della ns. araldica civica si deve sostanzialmente al "congelamento" subito da tutta la materia dopo la soppressione della Consulta araldica nel 1946 che, tuttavia ha lasciato operante, lo stesso Uffico Araldico perché la legge normativa della sua soppressione non fu mai emanata (tipico esempio di burocrazia italiana!).

Così abbiamo regolamenti ormai obsoleti, canoni stilistici fondati ancora sulla decadente araldica ottocentensa che il sostanziale disinteresse per la materia da parte del Legislatore prolungherà all'infinito, fino a che gli stemmi civici avvertiti ormai come "sciatti geroglifici amministrativi", verranno sempre più cassati dall'uso pratico dagli stessi enti civici. L'avanzare dell'uso diffuso dei logo anche in ambito amministratico e lì che lo dimostra.

Per concludere Le segnalo una recente novità editoriale in ambito di araldica civica, lo stemmario dei comuni dell'Emilia Romagna:

AA.VV. "Gli stemmi dei Comuni e delle Province dell'Emilia Romagna" edito dal Consiglio Regionale dell'E.R. per i tipi dell'Editrice Compositori di Bologna, pp. 468, 350 stemmi a colori a piena pagina disegnati da Marco Foppoli e validi contributi storico - critici tra cui quelli di A. Savorelli e O. Calabrese.

Mi pare che quando ci si sottragga dall'influenza del letargico "nonnismo" da Lei citato i risultati ci siano eccome, anche in Italia.

Un saluto, cordialmente Suo,

F. J. von Trotta

P.S. Leggero' coninteresse il saggio su Nobiltà da lei anticipato sull'argomento.