Cavallini rampanti
Forse pensando ai miei "sproloqui" sul pragmatismo emiliano, frà Eusanio mi ha punzecchiato a proposito del cavallino nero rampante che adesso conosciamo come "impresa" della scuderia Ferrari.
Come tutti saprete Enzo Ferrari lo adottò come simbolo per le sue macchine su invito della madre di Francesco Baracca, coraggioso ufficiale dell'arma azzurra morto in azione durante la prima Guerra Mondiale: infatti il cavallino nero rampante era il simbolo che distingueva gli "aereomobili" del figlio.
La madre, conoscendo l'entusiasmo del suo figliolo per le cose nuove e avventurose, per i mezzi ancora da scoprire e che davano possibilità inimmaginate era sicura di scegliere il modo migliore per far ricordare chi non c'era più.
Ma la storia del cavallino non era tutta qui, cominciava prima, in cavalleria per la precisione...difatti Baracca, di famiglia agiata ma non nobile, portò per tutta la breve vita i colori di Piemonte Reale, il suo primo Reggimento la cui insegna è un cavallino rampante bianco su campo azzurro.
Baracca lasciò la cavalleria per la neonata aviazione, portandovi però tutte
le migliori qualità che distinguono un cavaliere: correttezza, senso dell'onore, vera nobiltà d'animo e rispetto - anche per gli avversari.
Come cavaliere, per inciso, Baracca era un esempio di eleganza e talento, uno dei migliori rappresentanti della scuola di Caprilli.
Come tutti saprete Enzo Ferrari lo adottò come simbolo per le sue macchine su invito della madre di Francesco Baracca, coraggioso ufficiale dell'arma azzurra morto in azione durante la prima Guerra Mondiale: infatti il cavallino nero rampante era il simbolo che distingueva gli "aereomobili" del figlio.
La madre, conoscendo l'entusiasmo del suo figliolo per le cose nuove e avventurose, per i mezzi ancora da scoprire e che davano possibilità inimmaginate era sicura di scegliere il modo migliore per far ricordare chi non c'era più.
Ma la storia del cavallino non era tutta qui, cominciava prima, in cavalleria per la precisione...difatti Baracca, di famiglia agiata ma non nobile, portò per tutta la breve vita i colori di Piemonte Reale, il suo primo Reggimento la cui insegna è un cavallino rampante bianco su campo azzurro.
Baracca lasciò la cavalleria per la neonata aviazione, portandovi però tutte
le migliori qualità che distinguono un cavaliere: correttezza, senso dell'onore, vera nobiltà d'animo e rispetto - anche per gli avversari.
Come cavaliere, per inciso, Baracca era un esempio di eleganza e talento, uno dei migliori rappresentanti della scuola di Caprilli.