Caro fra' Eusanio... avrai visto dalle foto bolognesi scattate da Cristina che il barbuto capellone che si nasconde dietro uno scudo con il gufo tra gli allori era particolarmente attento alle parole del prof. Gorra...
Questa sera ho provato ad indagare su questo nuovo quiz (il primo bellissimo).
Sono stato anche di recente a San Leo e la prima cosa che avrei detto e che un simile stemma a San Leo non c'è... anzi quella meriviglia di rocca è sostanzialmente prina di elementi araldici

.
Avrei quindi eliminato San Leo e di conseguenza Cagliostro che vi fu imprigionato. In soccorso c'era anche quanto già detto da Ritter (visto che lo stemma della famiglia di Cagliostro io non lo conosco.
Poi ho guardato i Fugger. Su internet ci sono diversi stemmi inquartati composti tra l'altro dall'arma con i gigli, propria di un ramo della famiglia. Questi Fugger (di cui non so nulla... tanto per cambiare

) erano anche detiti al commercio o simile, quindi un marchio come quello contenuto nello scudo poteva essere il loro... come marchio d'impresa. Ma siccome si faceva riferimento a monete coniate nel rinascimento ed avendo visto che questi Fugger le coniavano (ma col loro stemma) ho escluso anche questi.
Anche di Christian Rosenkreutz so poco e nulla. E' stato il fondatore o forse meglio l'ispiratore dei Rosacroce, ma visse nel tardo trecento. Certo quello stemma assai più recente poteva essere stato un composto sulla base di un suo simbolo o di qualcosa legato alla simbologia dei Rosacroce... mah... io abituato agli inquartati, ai leoni nascenti, al destrocherio...
Rimanevano gli Aquilanti, di cui su internet ho trovato poco (?), nulla(!).
Esclusa Praga (forse collegata a i Fugger, alcuni furono anche a Varsavia... insomma si muovevano... da Ausburg...), esclusa San Leo verosimilmente collegata a Cagliostro e dove quello stemma non c'è....
rimanevano il castello di Coira e... Fossa in Abruzzo... il chiostro del convento. Non è tanto il fatto che si tratta della tua patria (si direbbe), ma quanto le parole del prof. Gorra a Bologna: "le lunette... avete in mente le lunette... dove avete visto degli stemmi nelle lunette...".
Tu non c'eri, caro fra' Eusanio, ma quelle parole mi hanno indotto a cercare il convento... notizie ed immagini.
Così nella seguente pagina (
http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20l'Aquila/N-Q/Ocre%20-%20Monastero%20di%20Sant%20Angelo/image29.html) ho trovato quello che cercavo. Non la lunetta ma la vela soprastante sì.
Nel sito del comino ho poi letto:
"
Nelle 23 lunette del portico si sviluppa la narrazione agiografica di Sant’Antonio di Padova, tempere seicentesche dovute tradizionalmente a certo Borani: si ha infatti un documento del 1660 riportato dal Costa in cui “conceditur licentia pittori Borani et universitati Ocrae pingendi claustrum S. Angeli, dummodo iurgium inter fratres non insurgat”. Sopra ogni lunetta figura lo stemma delle famiglia ocrese che la fece dipingere, e alle lunette si alternano dei medaglioni con le immagini dei Beati dell’Ordine Francescano." Ecco la risposta all'ultimo quesito, quello della data: 1660.
Anzi, no. L'origine dello stemma. Lo stemma non ha corona, e nel 1660 una famiglia che poteva vantarne una certo l'avrebbe usata

... poi, considerata la zona immagino che si tratti di uno stemma contenente il probabile marchio usato dalla famiglia del titolare per scopi commerciali o legati alla transumanza. D'altra parte la foggia circolare cinata da una croce con contenuti vari fa pensare proprio ad una marchio di commercio.
Ho mi sono giocato la serata! Vado a dormire
Antonio