Gentilissimo Signor Tuccimei,
i "Libri d'Oro" della nobiltà fiorentina e fiesolana, istituiti da S. A. R. ed I. il Gran Duca di Toscana Francesco Stefano con legge del 31 luglio 1750, e pubblicati da Bruno Casini nel 1993, censiscono una famiglia "MAGNANI GERBI", di cui è riferita la seguente genealogia:
capostipite: GUIDO, da cui
PIERO ed ARRIGO, notaio della Signoria nel 1386;
da Piero di Guido: BARTOLOMMEO, da cui
PIERO e CRISTOFANO;
da Piero di Bartolommeo: BERNARDO, da cui
PIERO, m. 2° maggio 1578, da cui
BARTOLOMMEO, m. 8 agosto 1585; sp. Lucrezia Passerini, da cui
FRANCESCO, sp. Maria Guidotti, da cui
FRANCESCO, sp. Maddalena Renzi Gerbi, da cui
PIER FRANCESCO, sp. Giuditta Baldi, da cui
FRANCESCO ORLANDO, sp. Caterina Pasqui, da cui
GIUSEPPE, sp. Virginia Guagni, da cui
FRANCESCO, sp. Aurora da Barberino, da cui
DOMENICO, n. 23 gennaio 1799 – m. 11 febbraio 1864, ultimo maschio della famiglia, da cui
AGNESE, nata il 3 ottobre 1827;
e ne riportano anche lo stemma, ma è diverso da quello che Lei ha pubblicato e di cui TENTO la seguente lettura (l’immagine è piccolissima, poco chiara anche sotto una lente di ingrandimento ed io non sono un araldista

): "partito semitrocato; sezione destra del partito: d'oro ad un leone rampante di nero, sormontato da un falcetto dello stesso; sezione sinistra, troncato, nel 1° di rosso, nel 2° d'argento al palo di nero; sul troncato: Capo dell'Impero"
(Nell’eventualità che fra’ Eusanio da Ocre – o altro araldista di vaglia – legga questo messaggio: MISERERE ET PARCERE SUBIECTIS

!).
Spero di esserLe stato di aiuto.
Cordialmente,
Andrea Conti
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FULGOR NON TERRET