Scusate, cari amici, ma non limitiamo il discorso ai soli sigilli: essi costituiscono una parte importante per lo studio dell'araldica, data la loro ufficialità, ma... con molte controindicazioni concrete.
Innanzitutto la scarsa leggibilità araldica dovuta alle dimensioni: nel piccolo spazio di un timbro (qualche centimetro quadrato, quando va bene) riprodurre un oggetto "grande" è sempre disagevole, e nel primo medioevo gli scudi stemmati erano alti almeno mezzo uomo...
Poi la fragilità dell'oggetto-sigillo, nonchè la loro facilità di dispersione (specie per scopi collezionistici) o, nel caso delle matrici, per il reimpiego del materiale metallico necessario per altre fusioni.
La difficoltà a rispondere al tuo quesito, caro Antonio, è inoltre gravata da fattori assoluti: la relativa scarsità numerica di manufatti antichi, e la facilità di dispersione inversamente proporzionale alla distanza temporale che ci separa da loro.
Ma tutte queste chiacchiere stanno girando attorno al problema, e non danno risposte concrete.
Perchè trascurano altre fonti a cui possiamo ricorrere: manufatti lapidei e musivi. Davvero vogliamo trascurare queste stupende e spesso insostituibili fonti primarie?
Bene

valete