Esatto, caro Ferrante.
Occorre però spendere due parole circa questo lato del discorso:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...(omissis)...si potrebbe affermare che ci si trova di fronte ad un fenomeno di para-araldica che, pur essendo ben distinto da questa scienza, ne imita in maniera povera il linguaggio (mutuandone ovviamente molte figure)...(omissis)...
É giustissimo iniziare a osservare con occhio attento anche i fenomeni simbolici affini all'araldica ma distinti da essa, e tali da ricadere in quella che si può definire
para-araldica: il neologismo indica più "oggetti estetici" differenti, la cui natura si specifica come segue.
I primi e più diffusi di essi sono i manufatti le cui figure siano realizzate entro uno scudo, ed in forme araldiche, ma che non si abbinano a titolari esistenti o precisi (esempio: gli stemmi "inventati" in epoca barocca in favore di Adamo, Eva, e mille altri personaggi d'epoca prearaldica).
I secondi sono invece quelli che un titolare

ce l'hanno... ma sono privi di almeno un elemento costitutivo dello stemma, di norma lo scudo (esempio: molti Papi fecero realizzare in Roma manufatti artistici di ogni genere, "personalizzandoli" con figure tratte dal loro stemma, come ad esempio Sisto V [Peretti] che pose il suo
leone e le sue
pere sull'obelisco di piazza San Pietro).
Ma, per rimanere all'esempio, mica

tutti i
leoni visibili in piazza San Pietro sono da collegarsi a Sisto V...
...quindi, è opportuno limitare il concetto di
figura "para-araldica" a quelle che
effettivamente hanno legami diretti e dimostrabili con figure araldiche vere, e
non a tutte le figure genericamente simboliche (le cui motivazioni ed origini di solito non si basano su uno stemma) come assai probabilmente sono quelle proposte da Aramartis.
Bene

valete