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Stemmi dei Conti

MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 0:11
da MMT
Mando degli esemplari di stemmi della famiglia Conti, conservati nella Basilica dell'Aracoeli a Roma, che forse saranno familiari a chi fu della I Visita Araldica :wink: :
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arma partita Salviati - Conti:
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Stemma papale:
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Michele Tuccimei

MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 0:17
da MMT
A Poli invece, la presenza della famiglia è ancora molto sentita, tant'è vero che sulla Chiesa non trionfano gli stemmi del Pontefice felicemente regnante e quello del cardinale titolato, ma quello della famiglia Conti(nella foto) e del papa e del cardinale. Purtroppo, quando ci andai, fotografai solo questo e non la più divertente arma anacronistica papale!

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Michele.

MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 1:28
da Guido5
Michele!!! Da quando in qua Poli è sede titolare cardinalizia? Lo stemma sarà di un cardinale nato lì, come Agostino Vallini, uno dell'ultima "leva".

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: mercoledì 12 luglio 2006, 16:22
da FML
I Conti di Segni e Anagni, in seguito chiamati semplicemente Conti, rappresentano una delle famiglie aristocratiche più prestigiose ed importanti di Roma e d'Europa.
Da questo illustre casato nacquero, secondo la tradizione, ben quattro Successori di Pietro:

Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni) 1198-1216;
Gregorio IX (Ugolino dei Conti di Segni) 1227-1241;
Alessandro IV (Rinaldo dei Signori di Jenne) 1254-1261;
Innocenzo XIII (Michelangelo dei Conti) 1721-1724.


La storia di questa famiglia romana che aveva vastissimi possedimenti in varie zone dell'attuale Lazio meridionale, si perde nei meandri della leggenda.
Come molte famiglie aristocratiche dell'epoca, infatti, si attribuì in modo fantagenealogico la discendenza da una delle antiche famiglie imperiali o consolari di Roma.
Molti storici del passato pensarono che i Conti di Segni e Anagni discendessero dai Conti di Tuscolo (altra antica quanto sconosciuta famiglia medioevale laziale estintasi in concomitanza con l'ascesa degli omonimi anagnini).
Una cosa è certa: già ai tempi del primo pontefice di famiglia, Innocenzo III (sec. XII), i Conti costituivano uno dei casati più potenti, ricchi e temuti di Roma.
Personalmente, caro Michele :wink:, mi sono più volte soffermato a leggere notizie storiche di questa famiglia così importante per la storia locale della mia terra di origine (Subiaco-Anagni). In particolare la vita di papa Alessandro IV ha attratto (e attrae!) molto la mia attenzione. Verosimilmente questo Papa, nativo di Jenne, fu un Conti da parte di madre. Sappiamo, infatti, che egli era nipote di papa Gregorio IX....ma figlio di una sorella del Pontefice e non di un fratello come nel passato si era scritto. Fu un personaggio chiave per la storia dell'Abbazia di Subiaco.
Ai Conti, inoltre, si legano le prime vicende conosciute della mia famiglia: Nicholaus Mancinus è menzionato in un documento del 1272 conservato presso l’Archivio di S. Scolastica (Subiaco) relativo al giuramento di fedeltà di alcuni abitanti del castello di Jenne nei confronti del feudatario anagnino Giovanni de Conti (ASSc XXVI, 9; Federici, 443).
Uno dei tanti personaggi illustri imparentati con questi potenti Signori, nella fattispecie papa Alessandro IV, fu il cardinale Riccardo Annibaldi (sai darmi ulteriori notizie di questa cosa :roll:?).
Ci sarebbe molto altro da scrivere....e soprattutto, molto altro da scoprire su questa antica e ramificata famiglia (estinta solo nel ramo principale :wink:!).

Immagine Stemma dei Conti (l'unico pontefice di questa famiglia che ne fece un uso riscontrabile fu Innocenzo XIII nel sec. XVIII).

Ferrante

P.S.: Perchè lo stemma dei Conti presenta spesso la variante degli scacchi d'argento al posto di quelli consueti d'oro :??

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 15:26
da fra' Eusanio da Ocre
Certo per una naturale decadenza della tinta dorata.

La bicromia oro-nero è la caratteristica specifica di questo stemma, e non sarebbe mai stata assoggettata volontariamente ad una variazione così pesante! :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 17:07
da fra' Eusanio da Ocre
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:A Poli invece, la presenza della famiglia è ancora molto sentita, tant'è vero che sulla Chiesa non trionfano gli stemmi del Pontefice felicemente regnante e quello del cardinale titolato,...(omissis)...


Non è per :twisted: infierire, ma penso che Guido abbia ragione.

E poi, se :roll: anche fosse stato, si sarebbe detto cardinale titolare... :wink:

Bene :D vale

Re: Stemmi dei Conti

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 17:09
da fra' Eusanio da Ocre
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Perchè lo stemma dei Conti presenta spesso la variante degli scacchi d'argento al posto di quelli consueti d'oro? Immagine


...diciamo meglio, caro Ferrante, che il nostro Michele è stato :roll: abile :twisted: a trovarne una così smaccata e palese!

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 14 luglio 2006, 16:58
da MMT
Caro Guido,
non sapevo che Poli non fosse sede cardinalizia! Grazie di avermelo reso noto!
Molto interessante il primo intervento di Ferrante! Mi lascia perplesso l'affermazione "estinta solo nel ramo principale"... c'è un cd. relitto genealogico di un ramo della famiglia Conti tutt'oggi fiorente? Non lo sapevo!

Sul Riccardo Annibaldi: fu il primo cardinale protettore dell'Ordine degli Agostiniani e venne nominato cardinale diacono di Sant'Angelo in Pescheria nel 1237, carica che occupò per la bellezza di 39 anni; fu rettore delle regioni di Campagna e Marittima; guelfo convinto, partecipò alla riunione di cardinali che decisero la scomunica di Federico II nel 1239; morì intorno al 1274 (è discusso) e venne sepolto al Laterano, dove tutt'oggi si ammira la sua arca, che mi sembra sia di Pietro da Cortona.
Domanda cosa c'entra l'Annibaldi coi Conti!? Essi furono parenti prima Conti di Tuscolo (Annibale A. sposa ca. 1090 una figlia di Agapito conte di Tuscolo) ma soprattutto Annibaldo sposò la sorella di Innocenzo III, da cui nacque il Nostro cardinale Riccardo.


Michele.

MessaggioInviato: domenica 16 luglio 2006, 15:08
da FML
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Mi lascia perplesso l'affermazione "estinta solo nel ramo principale"... c'è (omissis) un ramo della famiglia Conti tutt'oggi fiorente?

L'antica, potente e poco studiata famiglia Conti si divise fin dai tempi di papa Innocenzo III in due rami pincipali che nel corso del tempo furono denominati di Valmontone e di Poli, per via di due note località dell'attuale Lazio loro rispettivi feudi.
Pochi sanno, però, che nella città di Anagni (insieme a Segni, primitiva residenza dei Conti) sopravvissero alcuni cosiddetti rami minori della famiglia.
Posso affermare con certezza assoluta che fino ai primi del sec. XX alcune famiglie Conti discendenti dell'illustre Casato pontificio sopravvivevano, prive di particolari titoli nobiliari, in Anagni ed Alatri (e non escludo altre località limitrofe).
Il cav. Andrea Conti, nobile di Anagni, morì nei primi del '900...e molti dissero che con lui si era estinto l'ultimo baluardo anagnino di detta Famiglia.
Il cognome Conti (seppure molto diffuso in tutta Italia) sopravvive tuttoggi in Anagni e....chissà che non derivi proprio da una parentela :wink:!!
Sappiamo che i due rami principali della famigla Conti, quello cioè di Valmontone e di Poli, come accennato, si sono estinti. Il primo nella famiglia Sforza Cesarini ed il secondo, spero di non errae, nella famigla Torlonia che, in ogni modo, ne ha assorbito le cospicue sostanze.
Nessuno dei due importanti e fiorenti Casati ha ereditato, però, il cognome e lo stemma dei Conti (:? peccato!!).
Attualmente ad Anagni si fregiano di questo importante cognome i nobili Coletti: http://www.coletticonti.it ....celebri produttori di vini :oops:.
Dall'Elenco Storico della Nobiltà Italiana (S.M.O.M.) si deduce l'esistenza di una nobile famiglia partenopea Sanasi Conti che alla propria arma familiare ha aggiunto l'altisonante aquila scaccata d'oro e di nero!

Ferrante

P.S.: Possibile :roll: che nessuno storico attendibile 8) abbia scritto la storia e la genealogia dei Conti di Segni ed Anagni :3:?

Stemmi dei Conti

MessaggioInviato: domenica 20 agosto 2006, 22:47
da Andrea Conti
Intervengo volentieri sulla diatriba intorno allo stemma della famiglia Conti di Roma, ed il perché e comprensibile essendo essa una famiglia omonima, secondo alcuni, ma radice, secondo altri, di quella appunto di chi scrive(E.Conti, Storia genealogia della famiglia Conti di Chiusdino con note e schiarimenti cavata da documenti originali degl'Archivi della Chiesa e dei Regi Archivi di Stato e dall'opere di insigni studiosi, MS s.d. ma 1893; interessante saccheggio delle opere del Kircher e del Contelori).
La presenza dello stemma “Conti” nella chiesa parrocchiale di San Pietro di Poli, è facilmente spiegabile col fatto che i Conti godettero del feudo di Poli per seicento anni esatti, dal 1208 (quando Innocenzo III, pontefice di storica grandezza ed altissima pietà, concesse il feudo al proprio fratello Riccardo), al 1808 (con Michelangelo, Duca di Poli, appunto, morto in quell’anno di crepacuore per il gran dispiacere da lui provato allorché, essendo stato obbligato a concedere ai francesi che occupavano Roma, il suo palazzo, venne a sapere che essi vi avevano compiute cose indecenti e ripugnanti ai suoi retti principi).
Soprattutto lo stemma è silenzioso ed eloquente testimone del fatto che nell’ameno paese laziale, nel poderoso palazzo che domina la piazza principale (“Piazza Conti”), dal duca Carlo (Carlo “IV”) e da donna Isabella Muti, nacque nel 1655 Michelangelo che sessantasei anni dopo fu innalzato al supremo fastigio del pontificato romano col nome di Innocenzo XIII: una lapide posta all’interno dell pur modesta ma bella chiesa parrocchiale, ricorda che in essa Michelangelo fu battezzato.
Non deve meravigliare tuttavia il fatto che l’aquila dei Conti sia talvolta scaccata “di nero e d’oro” e talaltra “di nero e d’argento”; in effetti i Conti usarono entrambi questi tipi di stemma, come prova proprio lo stemma della chiesa dell’Aracoeli, che è quello di Innocenzo, ultimo cardinale della famiglia, che della chiesa fu titolare dal 1783 all’85, anno della di lui morte, ed in cui è sepolto. Il cardinale dunque usava lo scaccato “di nero e d’argento” nello stesso momento in cui altri membri della famiglia usavano “di nero e d’oro”.
Bravo al Signor Mancini Lucidi, per il Suo intervento sui legami fra Alessandro IV e la famiglia Conti. In realtà uno studio del prof. Marchetti-Longhi, Ricerche su la famiglia di Papa Gregorio IX, pubblicato in Archivio della Regia Deputazione Romana di Storia Patria, LXVII-X serie, Roma 1944, ha dimostrato che anche Gregorio IX era legato alla famiglia solo da rapporti parentali in linea femminile.
I rami per così dire “storici” della famiglia si estinsero nel 1611 (Conti di Valmontone, con donna Fulvia, sposata a Mario Sforza di Santa Fiora) e nel 1808 (Conti di Poli, con don Michelangelo detto; questo ramo tuttavia non si è estinto nei Torlonia, con cui non aveva alcun legame di parentela, anche se i Principi Torlonia sono stati a suo tempo investiti del ducato di Poli), ma è pur vero che esistono ancora alcune famiglie Conti, ad Anagni, a Roma ed altrove, discendenti di questo casato anche se, come molto opportunamente rileva il Signor Mancini Lucidi, sono “prive di particolari titoli nobiliari”.

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 11:11
da MMT
Grazie infinite al Sig. Andrea Conti per le esaustive notizie forniteci.

Saluti,
Michele Tuccimei

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 17:35
da Lasa pur dir
Proprio in questi giorni ho ritrovato due immagini del palazzo dei Conti a Poli :2: , ora adibito, da quel che leggo, a casa comunale.

Non capita (almeno a me) di passare spesso dalle parti di Poli e tanto meno credo di entrare nel municipio per cui ho pensato di fare cosa gradita inserendo queste immagini che furono pubblicate sull'elenco del telefono della Provincia di Roma nell'ormai, ahimè, lontano 1992 (utile consuetudine, quella di pubblicare le cose più belle del nostro patrimonio artistica, caduta ai nostri tempi ormai in disuso).

La prima immagine raffigura la volta dell'androne, decorata a grottesche con al centro lo stemma in pietra dei Conti.
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La seconda immagine, invece, è quella del salone principale al piano nobile dell'antica residenza, affrescato da Sebastiano Strada alla fine del XVI secolo.
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Oltre alla bellissima raffigurazione che sormonta il camino si può notare, alla base della volta, una cornice con finti lambrecchini (non in senso araldico ma come elementi decorativi che imitano una tappezzeria) decorati con una serie di emblemi dei quali solo alcuni raffigurano l'aquila scaccata d'oro e di nero.
E gli altri? Cosa ci fanno? Si direbbero una serie di 5 ripetuta, ma potrei sbagliarmi.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 12:27
da MMT
Caro Domenico,
grazie per le due belle immagini postate! :P
Davvero molto interresanti e soprattutto inedite, nel senso che è difficile vederle! :wink:


Michele.

MessaggioInviato: lunedì 4 settembre 2006, 16:04
da FML
Sarebbe interessante 8) ed estremamente utile ai fini storico-araldici, scoprire (sempre che non si sappia già) quale sia (e dove si trovi :lol:) lo stemma più antico dei Conti oggi conservato.
Mi risulta che ad Anagni e dintorni, tranne qualche raro esemplare di questa nota arma realizzato di recente, non vi sian traccia di stemmi dell'antica dinastia dall'aquila scaccata :roll:.

Ferrante

MessaggioInviato: mercoledì 6 settembre 2006, 22:20
da Andrea Conti
Desidero rispondere al quesito del Signor Domenico Maria d. B. “Lasa pur dir”, circa il significato degli stemmi del “fascione” del salone del piano nobile del Palazzo Conti a Poli. Innanzitutto l’intero ciclo di affreschi – del Cavalier d’Arpino con interventi di altri artisti – è teso ad esaltare le glorie della famiglia Conti (ramo di Poli) ed in particolare del committente, Lotario (Lotario “II”), Duca di Poli e Guadagnolo. Lotario fu infatti Consigliere di Stato di Papa Clemente VIII e fu dal buon Pontefice nominato Nunzio – benché fosse laico, caso forse più unico che raro nella storia della Chiesa! – presso varie corti d’Italia e d’Europa; infatti tutto intorno alla sala sono presenti i ritratti di vari principi con i quali Lotario ebbe rapporti, l’Imperatore Rodolfo II, innanzitutto – se non erro sulla porta di ingresso dovrebbero essere rappresentati un bastone di comando, una spada ed una pistola, a ricordo degli stessi oggetti che Rodolfo II donò a Lotario – poi Ferdinando de’ Medici, Granduca di Toscana, Alessandro Farnese, Duca di Parma e Piacenza, Sigismondo Bathory, Principe di Transilvania. E veniamo ai “lambrecchini” sulla cui presenza si interroga il Signor Domenico Maria d. B., cioè agli scudetti del fascione che sovrasta questa serie di ritratti e gli altri affreschi: in essi si nota la presenza degli stemmi delle famiglie Conti e Pierleoni – i Pierleoni, da alcuni genealogisti, son fatti discendere, al pari dei Conti e dei Frangipane, dalla gens Anicia e dalla gens Olibria (A. Kircher; E. Conti). Degli altri stemmi: 1) alcuni contengono elementi araldici allusivi agli stemmi delle famiglie imparentate con i Conti del ramo di Poli; attenzione: nella lunga decorazione non sono presenti gli stemmi di queste famiglie ma solo alcuni elementi presenti in tali stemmi, così la parentela con i Farnese (La mamma di Lotario II era una Farnese, Violante), è ricordata da uno stemma con un solo giglio, ed il legame con gli Orsini (Lotario sposò due donne di casa Orsini, prima Clarice, poi Giulia) è ricordato dallo stemma con una rosa … 2) altri contengono allusioni alle proprietà del ramo polese della famiglia, quali quelli con un edificio che evidentemente è la celebre Villa Catena, a pochi chilometri da Poli; 3) altri ancora portano l'impresa ed il motto di Lotario II, le sette stelle dell'Orsa Maggiore col motto "his micat stelis"; 4) altri infine contengono vari simboli, quali la fenice, augurio di Immortalità, o la lucerna, che allude alla Vigilanza …
Cordialmente,
Andrea Conti
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FULGOR NON TERRET