Gentile StefanoM,
la fonte è il Libro d'Oro, Vol. XXIV, 1995-1999.
Pica AlfieriArma :
Inquartato : nel 1°e 4°alla pica di nero passante e movente dalla sinistra dello scudo ; nel 2°e 3°d'argento alle tre fasce ondate d'azzurro (Pica) .Troncato : nel 1°d'oro alla banda di vaio accostata da due rose ; nel 2°d'azzurro al semivolo d'argento trafitto da un dardo.Sostegni : Due grifi (Alfieri)

Famiglia di Aquila, resid. L'Aquila, Milano e Prato, originaria del "Castrum" di Forfona in Abruzzo Ult. 2°, concorse alla fondazione della città de L'Aquila, al cui ordine patrizio fu ascritta dalla sua istituzione, ebbe il possesso dei feudi di Arischia prima del 1586 e di Ocre nel 1620 e si distinse per uomini insigni, specie nel diritto ; più volte ammessa all' Ordine di Malta.
Vi si estinse, dopo continui parentadi, la famiglia Alfieri o Alferi pure patrizia aquilana, che originaria di Crema, aveva dato il nome ad una delle 27 Vicinie, in cui quella città era stata ripartita verso il 1196.
Forse di stirpe longobarda, diramata a L'Aquila nel sec. XV, chiara per dignità ecclesiastiche, toga e armi, per nobilissime alleanze, feudi (baroni di Arischia e S. Vittorino nel ramo Alferi Osorio ; baroni e dal 1677 marchesi di Poggio Picenze) molte volte ricevuta per giustizia nell' Ord. di Malta e nelle rel. mil. di S. Lazzaro, di S. Giacomo della Spada e di Calatrava e di S. Stefano di Toscana.
Altro ramo della fam. Alfieri da L'Aquila tornò in Lombardia, si stabilì a Milano e, ascritto a quel patriziato, resasi illustre per giureconsulti collegiati, decurioni, senatori, vicari di Provvisione, un nunzio apostolico, ebbe il feudo di Azzate con (1659) titolo di conte e si estinse nel sec. XVIII.
Cordialmente
ADBdT