Caro Michele,

non ho purtroppo avuto modo di visionare il
Libro d'oro ai voll. X o XX, dove ci si sofferma sui Solaroli, né l'
Elenco Storico.

In compenso, in U. Dallari,
Motti araldici editi di famiglie italiane, Modena 1918 (rist. Bologna 1984), n° 460, ho trovato il blasone del loro stemma che qui ripropongo, sperando coincida con i disegni che non ho potuto vedere:
inquartato: nel 1° di verde, a due fasce scaccate di due pezzi d'argento e di rosso; nel 2° d'oro diaprato, alla legenda DICE SOMBRE SOVRANO DI SIRDANACH in caratteri indo-persiani di nero; nel 3° d'argento, alla fortezza di rosso, terrazzata di verde, e sormontata da una bandiera viscontea; nel 4° d'azzurro, all'elefante d'argento, con gualdrappa di rosso ed ornamenti d'oro, sostenente una torre dello stesso. Cimiero: un guerriero indiano nascente in maestà. Motto: VIRTVS FORTVNA FAVENTE
Contento

di aver trovato una possibile risposta al suo quesito, mi sono però chiesto

da dove mai saltasse fuori questa congerie di esotismi. La risposta

m'è venuta dal solito, benemerito Crollalanza che, a pag. 541 del 2° volume del
Dizionario storico-blasonico ne ripete il blasone (salvo modificare la
legenda nel
2° in
...SOVRANA DI SIRDANAH, mettere nel
3° il castello di Briona [ma descrivendolo in forme irripetibili], e togliendo la
gualdrappa all'elefante nel 4°), ma soprattutto percisa che Paolo Solaroli, novarese intraprendente, avventuroso, garbato e astuto, dopo esser capitato in India al servizio degli Inglesi, entrò nelle grazie di un
nabab e, ancor meglio, in quelle dell'unica sua figlia
"che lo volle a tutti i costi in isposo". Fattosi ricco, egli tornò a godersi le fortune nel natìo Piemonte, ove Carlo Alberto lo nominò barone nel 1844, e Vittorio Emanuele II marchese nel 1867.
Sono però molto

curioso di vedere come il
Libro d'oro e l'
Elenco Storico ne hanno reso il particolarissimo stemma...
Bene

vale