Gentile Marcello G. Novello,
il paramento che spesso riveste l'altare delle chiese, viene chiamato solitamente PALIOTTO (dal latino
pàlium,
pàllium=velo, coperta, tendina, sorta di mantello). Anticamente, infatti, si rivestiva questa parte dell'altare con il "pallium", un drappo di tessuto che si abinava agli altri paramenti sacri durante lo svolgimento delle celebrazioni.
Esso ha lo scopo principale di abbellire l'altare stesso e ricordare ai fedeli quale tipo di festività liturgica la Comunità cristiana si trova a vivere. Unitamente al piviale, la stola e la pianeta (oggi sostituita dalla casula), infatti, il suo colore segue quello dei vari periodi dell'anno liturgico (il verde per i tempi ordinari, il rosso per le ricorrenze dei Santi, dei Martiri e della Pentecoste, il viola durante l'Avvento, la Quaresima e i funerali, il bianco in occasione delle solennità dedicate a Gesù e Maria, Natale e Pasqua comprese, il rosaceo si usa nelle domeniche Gaudete - III di Avvento - e Laetare - IV di Quaresima. Il colore dorato infine può sostituire tutti gli altri).
Per vari motivi di ordine pratico, nel corso del tempo, si sono anche realizzati paliotti di legno, metallo e gesso. Quasi sempre questo ornamento liturgico è stato arricchito da preziose decorazioni ricamate, dipinte o scolpite. Spesso vi compare lo stemma di chi lo fece realizzare.
Nel caso specifico, quello utilizzato per i funerali del compianto papa Giovanni Paolo
Magno era (come accennato) di colore viola e presentava al centro lo stemma di papa Pio IX ed ai lati (se ricordo bene!) quello dell'Ordine Francescano e della Compagnia di Gesù (Gesuiti).
Oggi l'uso del paliotto è concentrato quasi esclusivamente nelle chiesa più antiche perchè in quelle moderne, causa la differente forma architettonica degli altari, ne risulterebbe difficile l'applicazione.
Ferrante
