da franco poggiali » martedì 27 agosto 2024, 14:12
M.Rev.mo Don Antonio,
GRAZIE per la pazienza e l'attenzione alle mie povere idee.
LeggerLa é un piacere, meditare su quanto Lei scrive è davvero gratificante.
Lo so, sono passato per un nostalgico vecchio bigotto, legato al passato e non al passo con i tempi.
Io sono comunque del parere che rinnovare per peggiorare, é molto meglio rimanere ciò che si ha, senza metter mano a nulla.
Se andiamo avanti di questo passo ... già dagli stemmi abbiamo purtroppo tolto mitra e pastorale, tra un po' togliamo anche lo stemma, tanto basta la firma nell'essenziale modernità e poi nemmeno quella oggi occorre più, basta una PEC ed il problema é risolto.
Vede Preg.mo e Stim.mo Don Antonio, ars longa vita brevis sosteneva Seneca quindi se continuiamo a mutilare l'arte in nome dell'adeguamento ai tempi moderni, vorrà dire che anche l'arte sarà brevis come la vita. Con questo non significa che dobbiamo scimmiottare malamente il Bernini o il Buonarroti ma, da loro dobbiamo anzi dovremmo mantenere il carattere, l'unicità, la genialità, il tratto, il piacere della visione d'arte. Anche in una semplice tavoletta di legno con uno stemma dipinto, da un signor nessuno, può esserci carattere.
Omnia praeclara rara sosteneva il buon Cicerone ma, per essere rara, deve avere quel carattere di unicità che la contraddistingue. Non possiamo pensare di comperare e far confezionare gli stemmi da Amazon. Io mi rifiuto di accettare degli stemmi fatti in batteria. Se togliamo la genialità del contenuto vale a dire il messaggio parlante dello stemma, (ancora fortunatamente pensato ed egregiamente realizzato da esimi araldisti, almeno questo lo abbiamo ancora), ci rimane poi una "confezione" uguale per tutti. Che tristezza ... me lo consenta, La prego.
Lo so che sto rischiando la scelleratezza ed il sicuro ammonimento però l'arte non può essere mutilata dalla modernità.
Vino nuovo in otri nuovi, certamente ma, il vino deve essere di eccellente qualità altrimenti gli otri nuovi non lo meritano. Ora rischio anche la scomunica ma, la qualità e non la staticità per me é importante e la qualità non é solamente guardando il passato che si può trovare ma, anche nel presente, basta creare sempre qualcosa di carattere. Mutatis mutandis ma, senza appiattirsi nel nome dei tempi che cambiano.
La vivacità deve esserci sempre perché é la benzina dell'arte. Senza benzina (o senza elettricità ...) le auto non camminano. Se vogliamo far innamorare i giovani della splendida arte araldica occorre della buona benzina che deve portare questa arte a percorrere i tempi e trovarsi nel domani nella sua sfolgorante bellezza.
Purtroppo la Sua splendida pubblicazione che citavo nel mio precedente, uscita mi pare nel 2014, l'ho perduta nell'alluvione in Romagna del 2023. Molti testi della mia biblioteca sono andati perduti e questo é uno dei tanti. Nemmeno congelandolo sono riuscito a salvarlo e pur volendolo riacquistare, risulta esaurito. Ho mandato nel congelatore un testo sulle famiglie nobili delle Venezie e due pergamene papali manoscritte e dipinte del XVI e XVII secolo ma, dopo un anno e mezzo il tutto é ancora congelato all'Orogel e chissà ... cosa si riuscirà a fare.
Chiedo scusa per il disturbo e soprattutto per le mie esternazioni, per le quali faccio sincera ammenda e mi professo umile allievo.
Obb.mo sempre
Omne ignotum pro magnifico.